perchè Copenhagen ?

I cambiamenti climatici sono la più grande minaccia ambientale che l’umanità si trova ad affrontare. L’aumento della temperatura terrestre, oggi pari a +0,8°C, è stato causato per la maggior parte alle emissioni di gas serra dei Paesi industrializzati, che continuano ad aumentare. Se non si interviene ora, tale aumento potrebbe arrivare a +6°C entro il 2100.
La scienza è  molto chiara su cosa occorre fare per evitare impatti climatici catastrofici: le emissioni di CO2 devono essere stabilizzate al più presto, nei prossimi sei anni, per poi essere portate il più possibile vicino allo ZERO entro il 2050. Anche se questo avvenisse, alcuni impatti gravi non potranno essere evitati.

Eppure, mentre i fenomeni climatici si aggravano sotto i nostri occhi, e di fronte al messaggio forte e chiaro da parte del mondo scientifico internazionale, la politica non ha ancora fatto i passi necessari per arrivare a un accordo mondiale per salvare il Pianeta, gli ecosistemi e milioni di vite umane dai peggiori e irreversibili impatti dei cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici causeranno l’estinzione in massa del 20-30% delle specie oggi conosciute; la perdita di ghiaccio nell’Artico e nell’Antartico ha superato gli scenari più negativi disegnati dagli scienziati, e molti atolli e isole rischiano di sparire costringendo intere popolazioni a spostarsi. Quando i terreni fertili verranno colpiti da siccità e alluvioni, la sicurezza alimentare di miliardi di persone sarà a rischio.

Per porre parziale rimedio agli scenari drammatici disegnati dalle attuali conoscenze scientifiche, la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici di Copenhagen rappresenta l’ultima possibilità di intervenire in tempo, perché se non sarà raggiunto un accordo sulla riduzione immediata delle emissioni, le possibilità di arginare gli effetti più catastrofici saranno compromesse. Copenhagen è l’ultima chiamata.

A soli pochi mesi dalla conferenza ONU sul clima di Copenhagen, è indispensabile che i capi di stato si assumano la responsabilità e rompano lo stallo che affligge i dibattiti sul clima, prendendo impegni concreti sul taglio delle emissioni e sul piano finanziario, cogliendo l’opportunità di stimolare la ripresa economica, favorendo scelte energetiche pulite e creando milioni di nuovi posti di lavoro verdi. La crisi climatica è un’opportunità per uscire dalla crisi economica, rinnovando il sistema produttivo in chiave ecologica.

Il terremoto che ha colpito la città dell’Aquila è stato un chiaro monito del potere distruttivo dei disastri naturali. Le scosse che hanno devastato le case, i beni e le vite di così tante persone non potevano essere evitate. Ma i cambiamenti climatici si. I leader del Mondo sono responsabili del destino di miliardi di persone, della sopravvivenza di ecosistemi e specie naturali, del mondo come lo conosciamo. Ora è il momento di agire.

Greenpeace si batte e continuerà a battersi affinchè i maggiori Paesi emettitori di gas serra raggiungano un accordo globale forte, equo e legalmente vincolante a Copenhagen per ridurre drasticamente le emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2020. Le scelte politiche possono essere complicate. Quelle esistenziali invece sono semplici.

Francesco Tedesco

Il mondo si aspetta che in occasione del vertice sul clima che è iniziato oggi a Copenhagen vengano fatti concreti passi in avanti sul clima, così da gettare le basi per giungere ad un accordo di alto livello a Copenhagen. Greenpeace crede che i governi di tutto il mondo, e i Paesi industrializzati in particolare, debbano lavorare affinché sia raggiunto un accordo “salva-clima” ambizioso ed efficace, che permetta di conseguire i seguenti obiettivi imprescindibili:

- La temperatura media globale deve essere mantenuta ben al di sotto di un aumento di 2°C rispetto ai livelli pre-industriali, per evitare impatti climatici catastrofici

- Le crescita delle emissioni globali di gas serra deve essere fermata entro il 2015. Le emissioni devono essere ridotte drasticamente per arrivare il più vicino possibile allo ZERO entro il 2050

- I Paesi industrializzati, come gruppo, devono impegnarsi a ridurre le proprie emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990

- I Paesi industrializzati, come gruppo, devono impegnarsi a fornire risorse finanziarie addizionali ai Paesi in Via di Sviluppo pari ad almeno 110 miliardi di euro all’anno (fino al 2020) per supportare la transizione verso un sistema energetico pulito basato su fonti rinnovabili, per fermare la distruzione delle foreste tropicali, e per misure di adattamento agli inevitabili impatti del cambiamento climatico

- False soluzioni, pericolose e immature, come l’energia nucleare e la cattura e lo stoccaggio della CO2 da impianti a carbone (CCS) non devono rientrare tra le opzioni finanziabili all’interno del Protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni

- La deforestazione (e le emissioni ad essa associate) deve essere fermata in tutti i PVS al più tardi entro il  2020. L’obiettivo “Deforestazione ZERO” deve essere raggiunto già entro il 2015 in Amazzonia, Congo e Indonesia.

Egadi: Progetto energia alternativa

Favignana, 5 dicembre 2009 – L’amministrazione comunale delle isole Egadi guidata dal sindaco Antinoro ha presentato, assieme ad altre isole minori, al Ministero dell’Ambiente un progetto per dotarsi di energia alternativa. Il progetto è stato finanziato ed ora le isole Egadi potranno spendere la somma di quattro milioni di euro per valorizzare il “rinnovabile”. L’uso di energia solare è certamente di  notevole importanza per le isole trapanesi e potrà contribuire a modificare il sistema di sviluppo del territorio che, dalle energie pulite, potrà trovare nuova linfa per tutelare e valorizzare un territorio da sempre vocato al turismo. Un finanziamento, quello a favore di Favignana e delle Isole Egadi, che ha dietro, a supporto,  il sostegno di Carmelo Spitaleri, ex presidente Verde ed ambientalista delle Provincia Regionale ed  ora dirigente del Ministero, (il settore delle  energie rinnovabili è quello che cura direttamente).

Marineria egadina in fermento

 

Il presidente del consiglio comunale di Favignana  Ignazio Galluppo, uno dei tre costituenti e componenti del nuovo gruppo consiliare dell’MPA, è intervenuto in merito alla  problematica sul regolamento comunale dell’area marina protetta.

Dopo avere comunicato che la proposta di delibera che dovrà approdare all’esame del Consiglio è stata già trasmessa al vaglio delle commissioni consiliari, ha dato notizia di un incontro da lui avuto con i pescatori della marineria egadina.

 commento: ( ci risulta che l’ incotro con i pescatori lo abbia chiesto la commissione Area Marina Protetta e il gruppo consiliare “L’Arcipelago” dopo aver analizato il regolamento, per cogliere le problematiche del comparto ed  in seguito presentarle alla riunione con i vertici dell’ AMP)

Una iniziativa  questa che sarebbe scaturita dallo stato di malumore che serpeggia nel settore, preoccupato per alcune voci che da qualche tempo riferiscono di misure che il nuovo regolamento contemplerebbe e che non sarebbero condivise.

Da qui,  ha chiarito Galluppo, la necessità di un intervento rassicurante e quindi di un invito  alla moderazione e ad affrontare serenamente una eventuale discussione delle problematiche connesse.

Scopo quello di rassicurarli ed invitarli  alla moderazione e quindi affrontare una serena discussione sulle problematiche in questione. Dall’incontro Galluppo ha tratto lo spunto per rivolgere un invito al Sindaco perché convochi  un tavolo tecnico con una delegazione di pescatori delle isole Egadi, con il direttore dell’area marina protetta per discutere con tutti  i diretti interessati  le eventuali modifiche da apportare al regolamento.

Parco delle Egadi

Favignana, 11 novembre 2009 – La questione relativa all’istituendo Parco Nazionale delle Egadi è stata discussa nel corso di un fattivo incontro che la Commissione Territorio e Ambiente della Provincia Regionale di Trapani (Giuseppe Peraino – Presidente, Edoardo Alagna – Vice Presidente, Giovanna Benigno, Gianpiero Giacalone e Filippo Maggio – componenti) ha avuto con il Sindaco di Favignana, Lucio Antinoro, nonché con il Consigliere Comunale Michela Tedesco, Presidente della Commissione Area Protetta.  In particolare, nel corso del predetto incontro, il Sindaco Antinoro, a nome dell’Amministrazione Comunale di Favignana, ha spiegato alla Commissione Prov.le T.A. le motivazioni che hanno determinato il parere negativo espresso in occasione del Tavolo Tecnico che si è tenuto a Palermo lo scorso 14 ottobre nella sede dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. Tali motivazioni sono legate al mancato “coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale prima della definizione del Decreto”. La Commissione Consiliare T.A. – afferma il Presidente Giuseppe Peraino – ritiene che, prima di qualunque atto formale di costituzione, i territori dovrebbero essere sempre coinvolti e, pertanto, consapevole della importanza dell’istituzionale di un Parco Nazionale, invita l’Amministrazione Prov.le guidata dall’On. Mimmo Turano nonché l’Assessore Prov.le al Territorio e Ambiente, On. Francesco Regina, a farsi carico dell’oneroso compito di coinvolgimento di tutti gli Enti interessati al fine di creare una ulteriore risorsa ambientale e turistico economica per le isole Egadi e per la provincia di Trapani.

Comunicato inviatoci dall’Avv. G. Lima

VICENDE RELATIVE ALL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI -GRAVI E REITERETE OMISSIONI DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE- NOMINA DELL’AVV. LUIGI PELAGGI A DIRETTORE DELLA RISERVA, ATTUALMENTE CAPO DELL’UFFICIO TECNICO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE, CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOGESID SPA, ACEA SPA,COMMISSARIO STRAORDINARIO PER L’EMERGENZA ACQUA NELLE ISOLE EOLIE- INCOMPATIBILITA’

-Il Comune di Favignana dal 2001 è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, istituita nel 1991 dal Ministero dell’Ambiente che annualmente deve erogare le risorse finanziarie stanziate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione”;

-con nota del 23.01.2009 il Ministero dell’Ambiente chiedeva all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate “per il corrente esercizio finanziario sul capitolo di bilancio denominato spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” da assegnare all’Area Protetta per la stagione 2009;

-in ottemperanza al decreto del Ministro dell’Ambiente n. 932 dell’11 dicembre 2003, il Sindaco del Comune di Favignana, con determinazione n.9 del 26 febbraio 2009, ha individuato il responsabiledella gestione dell’area marina protetta;

la determinazione riguardante l’incarico e l’approvazione della bozza di contratto è stata anch’essa trasmessa al ministero, in data 6 marzo 2009, ed anticipata a mezzo fax in data 5 marzo;

-l’ente gestore si è dotato in tembi brevi di una struttura tecnico-giuridica che ha elaborato il programma di gestione richiesto dal Ministero, il disciplinare provvisorio di regolamento aggiornato alle direttive 2003/44/CE, richiamata dal recente protocollo per la navigazione sostenibile del 1° febbraio 2007, ha realizzato un sito web ed ha individuato con l’avallo dei tecnici ministeriali, gli interventi priopritari da porre in essere nell’area marina protetta prima dell’inizio della stagione estiva 2009, che prevedevano l’attivazione di importanti servizi per i turisti che avrebbero consentito una consistente ricaduta occupazionale nelle Isole Egadi;

tutti i predetti documenti, attestanti l’attività dell’ente gestore e del responsabile designato dal Sindaco, venivano trasmessi al Ministero;

-inoltre, sollecitati dalla direzione generale del Ministero, individuava sinergie di riconosciuta eccellenza nella Soprintendenza del Mare dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana e nel CoNiSMA (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare) per la formulazione di importanti progetti di archeologia marina e di rilevanza scientifica;

-coinvolgeva tecnici esperti, residenti nell’isola di Marettimo (sede della più vasta zona B di riserva) per gli interventi di monitoraggio, ispezione periodica e manutenzione delle boe di perimetrazione a mare esistenti;

-provvedeva al monitoraggio ed agli interventi per il funzionamento dei segnalamenti a terra, alla bonifica delle spiagge dell’arcipelago ed alla verifica dello stato delle grotte dell’Isola di Marettimo per consentirne la normale fruibilità turistica;

nonostante il decorso di oltre quattro mesi dall’invio della relazione programmativa e della determina di designazione del responsabile, il Ministro non rese i provvedimenti di sua competenza, lasciando prive di alcun riscontro le numerose note di sollecito, le diffide ex art 328 c.p. (4.5.2009) inviate dal Comune di Favignana e la petizione popolare firmata da oltre 500 persone;

-nonostante lo sforzo organizzativo posto in essere dall’ente gestore, con nota del 22 maggio 2009 il Ministro dell’Ambiente assumendo “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti…anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla alla Capitaneria di Porto di Trapani, chiedeva al Presidente della Regione Siciliana il parere obbligatorio e vincolante in forza del Protocollo d’intesa Stato-Regione, sottoscritto in data 14 marzo 2001;

-con nota del 9 giugno 2009,il Presidente della Regione Siciliana esprimeva parere negativo al Ministro dell’Ambiente, rilevando tra l’altro di avere accertato che “il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata che ha già posto in essere, in breve tempo, interventi strutturali, normativi e tecnici mai realizzati in precedenza; tale struttura, della quale fanno parte anche esperti avvocati, docenti universitari, manager e tecnici, ha già formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, una relazione programmatica di alto profilo ed ha realizzato un sito web (già nella rete: http://www.apegadi.org) individuando sinergie con partners di riconosciuta eccellenza come la Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana ed il Conisma. Non si comprendono, per quanto su esposto, le ragioni che dovrebbero giustificare il provvedimento di affidare la gestione provvisoria dell’area marina protetta alla Capitaneria di Porto , dal momento che il Comune di Favignana si è dimostrato efficiente al punto da avere già realizzato meritevoli interventi, adottando misure concrete e tempestive per la bonifica delle spiagge e dei litorali e la messa in sicurezza delle grotte dell’isola di Marettimo, rendendo la riserva fruibile al pubblico dei turisti e dei visitatori” e concludeva “per questi motivi, nel reiterare il mio dissenso per l’affidamento della gestione provvisoria dell’Area Marina Protetta alla Capitaneria di Porto, auspico che la S.V. voglia definire il procedimento richiesto dal Comune di Favignana, Ente Gestore dell’Area Marina Protetta , al fine di incentivare lo sviluppo economico e turistico dell’isola” ;

-nonostante il parere obbligatorio e vincolante del Presidente della Regione Siciliana, il Ministro dell’Ambiente piuttosto che rendere i provvedimenti dovuti e richiesti da oltre sei mesi dal Sindaco di Favignana, in nell’ agosto 2009 ha invece costretto il Sindaco di Favignana a revocare la determina con la quale aveva individuato il responsabile di gestione, obbligandolo a designare, lo stesso giorno, l’avv. Luigi Pelaggi capo dell’ufficio tecnico del Ministro, minacciando il sindaco che avrebbe comunque emesso un provvedimento di revoca della gestione al Comune di Favignana, nel caso in cui il Sindaco non vi avesse provveduto;

-la Prestigiacomo ha tenuto per sei mesi una condotta illegittima, omissiva e gravemente colposa sotto il profilo del coordinamento, della scarsa trasparenza e dell’incapacità di risolvere le situazioni in tempi brevi; ha poi attivato una procedura di revoca della gestione assolutamente strumentale (cfr. nota presidente Lombardo), violando l’accordo sancito dal Protocollo di Intesa Stato-Regione e ponendo in essere una attività dilatoria e contraria alla legge oltre che alle disposizioni regolamentari che disciplinano l’attività ed il funzionamento dell’A.M. P. delle Isole Egadi.

-l’avv. Luigi Pelaggi ricopre attualmente l’incarico di capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (dal maggio 2008- Ministro On. Stefania Prestigiacomo); ciò non rischia di configurare un’intollerabile commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta elle Isole Egadi e quella di controllo, istruttoria e di finanziamento, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro?

-inoltre ricopre i seguenti incarichi :

1-Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie, (dal febbraio 2009) nominato in sostituzione del Prefetto di Messina con ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3738 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.39 del 17 febbraio 2009

2- Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a. ,nominato dal Ministro Prestigiacomo, società in house del Ministero dell’Ambiente i cui obiettivi sono indicati nel sito alla voce “Missione”; tra questi gli incarichi di ricerca di pertinenza della ex ICRAM, recentemente finanziata dal ministro Prestigiacomo;

3- Consigliere d’amministrazione di ACEA S.p.A. dal 15 .09.2009, multiutility attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei business dell’energia, dell’acqua e dell’ambiente. Società quotata alla Borsa di Milano dal 16.07.1999, è uno dei principali operatori nazionali di servizi di pubblica utilità 6- Avvocato, esercita la professione a Roma presso il suo studio legale in vicolo dè Burrò n. 165 nonostante abbia dichiarato nel suo curriculum presentato alla ACEA S.p.A. di avere esercitato la professione legale fino al maggio de 2008.

-nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. (nel cda dal settembre 2009) e al momento della nomina nel CDA della ACEA S.p.a. il Pelaggi non indica tra gli incarichi quelli di Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi.

-Com’è possibile che l’avv. Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, e quindi con funzioni che certamente richiedono un tempo pieno lavorativo, abbia nel contempo altri incarichi nella pubblica amministrazione oltre che in società pubbliche e private ed inoltre quello di direttore responsabile di gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi ?.

-Quest’utimo incarico in particolare, come peraltro quello di consigliere di amministrazione della ACEA S.p.a., rischia di configurare un’intollerabile commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta elle Isole Egadi e ACEA S.p.a e quella istruttoria, di finanziamento e controllo, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro?

-Com’è possibile che l’avv. Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, abbia altri incarichi il cui espletamento richiede un rilevante impegno a tempo pieno?

-Non si può configurare il rischio che questo accentramento di incarichi sia una violazione dei principi della legge n.29 del 1993, che sancisce la netta separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa?

-Non si può inoltre configurare in questo accentramento di incarichi una grave turbativa dell’azione amministrativa , con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse?

-Non si può ritenere che la nomina dell’avv. Pelaggi a nel cda della Sogesid S.p.a, società in house del Ministero dell’Ambiente, i cui obiettivi sono indicati nel sito alla pomposa voce “Missione” (recentemente finanziata dal Ministero dell’Ambiente), possa ingenerare intollerabili commistioni con le funzioni proprie di controllo in capo al Ministero dell’Ambiente e le attività della Sogesid S.p.a?

-se nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. l’avv. Pelaggi avesse anche indicato di ricoprire la carica di consigliere nel cda della Sogesid S.p.a, di Commissario per l’Emergenza Idrica delle Isole Eolie nonché di direttore responsabile della gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi (cosa che omette di indicare), gli sarebbe stato attribuito l’incarico? E se non gli fosse stato attribuito l’incarico, gli altri aspiranti avrebbero avuto delle chances?

- in base a quali requisiti tecnici e sulla base di quali alte qualificazioni e competenze è stata valutata l’idoneità dell’avv. Luigi Pelaggi, per la nomina di capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente?

-attualmente il Pelaggi è regolarmente iscritto all’Albo degli avvocati di Roma ed esercita la professione nonostante avesse dichiarato nel curriculum presentato all’ACEA di non svolgere attività professionale già dal maggio 2008, cioè da quando ricopre l’incarico di Capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente.

-nel periodo in cui ricopriva la carica di Capo della segreteria tecnica del Ministero delle Pari Opportunità (Ministro Prestigiacomo), ha continuato a svolgere la professione di avvocato patrocinando i suoi assistiti.

Con l’ occasione riportiamo un articolo pubblicato da La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.

 LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (“Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.
Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana – dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi – ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.
COMMENTO DEL GIORNALISTA:
L’intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l’Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.
L’intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall’avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell’Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l’unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E’ vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l’impegno dell’avv.Pelaggi purchè non sia l’ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E’ questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall’immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate.

Marettimo, con le reti in mare nel cuore della Riserva

Operazione dalla Guardia costiera di Trapani nel cotrasto alla pesca a strascico a Marettimo, nell’Area marina protetta delle isole Egadi. In localita’ “due frati”, a nord dell’isola di marettimo, a mezzo miglio circa dalla costa, i militari della Capitaneria di Porto in servizio a Marettimo hanno intercettato un motopeschereccio mentre faceva pesca a strascico. La rete è stata sequestrata mentre il pescato è stato gettato in mare,

da: telesud

Associazione Ampegadi Marettimo

                                                                                      All’ Assessore  Enzo Bevilacqua

                                                                                     Marettimo

                                                              c. a. Direttore Generale                 e   p.c.              All’ Assessorato   Regionale

                                                                               Territorio e Ambiente                                                                                   

                      Oggetto : Interventi a favore della popolazione dell’Isola di Marettimo

 Illustre Assessore,

di recente è stato segnalato che, a seguito della presentazione di un’istanza al Comune di Favignana, da parte della SEA Service,  per la realizzazione nell’Isola di Marettimo di un distributore di carburante (per il quale è in corso il relativo iter amministrativo), si sarebbero verificati da parte della Vostra amministrazione ingiustificati ritardi nell‘emisssione di provvedimenti autorizzativi e/o nulla osta, richiesti dalla società istante e dall‘assessorato regionale competente, per il completamento dell‘istruttoria della pratica.

Com’è noto tra gli obiettivi della nostra Associazione vi è quello concernente la segnalazione di eventuali ingiustificati ritardi, nell’emissione di provvedimenti dovuti, che nel caso di specie riguarderebbero la realizzazione di un intervento di pubblico interesse, e quindi un servizio per la popolazione da Lei rappresentata.

La invitiamo, pertanto, a comunicare i motivi del ritardo nell’emissione del nulla osta o i motivi ostativi al rilascio del provvedimento richiesto.  

                                                                                                  IL Segretario

costituita l’ Associazione Ampegadi Marettimo

Cari Amici dell’Isola di Marettimo,

con atto pubblico in Notaio Rosanna Figlioli di Trapani in data  6.11.09, è stata costituita l’ Associazione Ampegadi Marettimo.

L’idea di aggregarsi in un organismo apartitico ed apolitico si deve ad un gruppo di formidabili giovani professionisti che, insieme a Gianfranco Gioffrè, ginecologo di origini marettimare e Giovanni Lima, avvocato palermitano che da anni si spende per realizzare interventi utili per la popolazione isolana, ed  ad altri estimatori di Marettimo, nell’estate del 2009 hanno deciso di promuovere iniziative concrete per affrontare e risolvere le complesse problematiche derivanti dalle condizioni di insularità.

E’ noto che l’isola benedetta ha conservato nel tempo un eccezionale patrimonio ambientale che costituisce un unicum nel mediterraneo, ma l’obbligata dipendenza da Favignana (dalle sue bieche vicende politiche ed economiche) ha lasciato irrisolte le questioni vitali per l’esistenza stessa della popolazione marettimara.

Le recenti vicende, riguardanti la gestione dell’Area Marina Protetta (di fatto esistente per la quasi totalità nell’Isola di Marettimo), hanno poi messo in chiara evidenza l’assoluto disinteresse della politica locale e nazionale per un territorio (l’intero arcipelago egadino) già fortemente compromesso dalla crisi economica e dove la disoccupazione tocca percentuali record.

L’associazione si propone di promuovere e sollecitare, seguendone direttamente i complessi iter presso le pubbliche amministrazioni, la realizzazione  di importanti interventi a favore  dell’isola di Marettimo.

In particolare si prefigge  di sollecitare e seguire con attenzione  la realizzazione di importanti infrastrutture: dal completamento delle strutture portuali alla realizzazione dell’impianto di distributore carburante, dall’acquisizione dei terreni Parmatur (oggetto di pericolose attenzioni) al demanio regionale  alla corretta gestione delle risorse idriche ed idrauliche (es. canalizzazione delle sorgenti esistenti), dalla difesa idrogeologica allo smaltimento dell’eternit (il cui utilizzo è molto diffuso), dalla pulizia periodica delle coste e dei litorali con interventi programmati alla messa in sicurezza dei sentieri, dallo smaltimento dei rifiuti secondo le più recenti normative ambientali alla realizzazione di un depuratore.

L’associazione si occuperà anche di organizzare “eventi programmati” di rilevanza ambientale (es. pulizia delle spiagge o di un sito collinare, stabilendo preventivamente le date) chiedendo la diretta partecipazione dei propri  associati,  della popolazione e dei turisti.

Promuoverà ed organizzerà attività editoriali e di pubblicazione, anche per diffondere i risultati della propria attività.

Monitorerà le politiche ambientali ed il rilevante lavoro svolto dal Ministero e dal Comune di Favignana per il funzionamento della riserva marina.

Programmerà importanti manifestazioni culturali ed artistiche  per la stagione estiva 2010, per la quale sono già stati attivati canali istituzionali e privati per il reperimento dei fondi.

Ampegadi Marettimo collaborerà con altri organismi nazionali ed internazionali con finalità similari o collegate; è già in fase di studio  un accordo di intesa con la nota Associazione “Giuristi per le Isole”, molto attiva nel territorio siciliano per lo scambio di idee e informazioni in campo ambientale anche mediante convegni, incontri ed altre iniziative scientifiche e culturali.

La partecipazione all’Associazione è aperta a tutti coloro che sono interessati alle problematiche dell’isola di Marettimo ed in possesso di qualifiche tali da poter contribuire attivamente alle finalità che Ampegadi Marettimo si propone ed alle attività della stessa.

Per informazioni più dettagliate su Ampegadi Marettimo, sul calendario delle  attività  e sulle modalità di adesione, rivolgersi alla segreteria amministrativa  al seguente indirizzo e-mail  trzgpr@gmail.com  .

Cordiali saluti

                                                                             Il Comitato Direttivo

Sciopero della Siremar, disagi a Marettimo

Sciopero della Siremar, disagi a Marettimo
Disagi a Marettimo per lo sciopero dei marittimi della Siremar contro la privatizzazione ed i prospettati tagli della società controllata dalla Tirrenia.
Oggi sono state soppresse in tutto quattro corse, creando non pochi disagi alla popolazione, come evidenziato dal consigliere comunale dell’isola Nino Maiorana: chi doveva partire per Trapani è stato costretto a prendere l’aliscafo della sei e mezza del mattino, visto che la corsa delle 8 è stata tagliata. Maiorana ha scritto una lettera al sindaco Antinoro, oltre che all’assessore regionale ai Trasporti ed alla stessa Siremar per evitare che si ripetano questi inconvenienti

Favignana, torna a risplendere la Tonnara Florio

ieri pomeriggio alle 17 a Favignana si è tenuta l’inaugurazione della tonnara Florio, presente il presidente della Regione Raffaele Lombardo.

I lavori di recupero, iniziati alla fine del 2003 e terminati a giugno scorso, sono stati realizzati grazie ai fondi del por 2000/2006 per un importo di circa 14 milioni di euro. La Tonnara Florio di Favignana è la più importante del Mediterraneo. Prende il nome dalla famiglia di imprenditori che all´inizio del Novecento fu grande protagonista in Sicilia della Belle epoque. Il restauro, compiuto dagli architetti Luigi Biondo e Paola Misuraca della sovrintendenza di Trapani, ha consentito di realizzare spazi museali, una sala conferenze da 400 posti e una foresteria. I lavori sono stati realizzati dalla Funaro Costruzioni utilizzando maestranze locali.  La struttura sarà aperta al pubblico alle 21 per una no stop tra musica e spettacolo. Saranno anche presentati dei volumi fotografici e storici.  L’assessore regionale ai beni culturali Lino Lenza, che sarà presente alla cerimonia di inaugurazione assieme al governatore Lombardo, ha già fatto sapere che entro quest’anno sarà fatta una gara d´appalto per affidare la struttura e avviare un programma di collaborazione tra pubblico e privato. Il fine è quello di destagionalizzare il turismo nell´Isola”.

da: tele sud

P.S. staremo a vedere chi lo gestira………………………………

IL CARCERE E’ DA CHIUDERE!

FAVIGNANA (TRAPANI) – “Se ci fosse un novello Dante Alighieri che ambirebbe a scrivere una moderna Commedia non avrei dubbi sul fatto che prenderebbe il carcere di Favignana a modello per uno dei gironi infernali. Perché in effetti come tale si presenta!”. Drastico e duro il giudizio che Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, consegna al termine della visita effettuata nella mattinata odierna presso la Casa di Reclusione di Favignana .

Il prezioso lavoro e il costante impegno del personale solo in parte può contribuire ad alleviare una pena elevata a supplizio. Di sicuro chi è detenuto o lavora a Favignana non è garantito in fatto di salubrità ed igiene. A queste condizioni strutturali, di per se penalizzanti, si coniugano anche un elevato indice di sovrappopolamento e una grave deficienza organica del contingente di polizia penitenziaria. I ristretti presenti oggi a Favignana – rende noto SARNO – assommano a 136 (72 detenuti e 64 internati) a fronte di una capienza regolamentare pari a 76 posti disponibili”.

Dopo il Sen. Fleres (Garante Nazionale per i Diritti delle persone detenute) anche la UIL PA Penitenziari denuncia la grave situazione del carcere Eguseo “Celle buie ed anguste, prive di finestre. Tutti gli ambienti sono pervasi da una soffocante umidità che rende difficile persino il respiro. La caratteristica dell’istituto di essere sottoposto (per circa sette metri) al livello stradale rende ancor più afflittive le condizioni di lavoro. Il personale, infatti, è costretto a lavorare in situazione di precarietà ed insicurezza; spesso all’aperto e in balia degli agenti atmosferici”.

Vogliamo sperare che la consegna del nuovo istituto (edificato nell’area delle vecchie officine) avvenga in tempi brevissimi. Ci dicono entro la fine del 2010, noi speriamo prima. Non oso pensare a tempi più lunghi, perché in tal caso si dovrebbe seriamente pensare a chiudere l’istituto”.

da: altratrapani di Natale Salvo

Siamo già riserva marina, perché diventare parco

Antinoro contro il Parco
L’istituzione del Parco Nazionale delle Egadi e del litorale trapanese potrebbe danneggiare le comunità di Favignana, Levanzo e Marettimo.
Il sindaco Lucio Antinoro ha espresso apertamente i propri dubbi, nel corso di un vertice svoltosi a Roma, a cui hanno partecipato diversi amministratori comunali, e si è dichiarato contrario al progetto. Di diverso avviso invece gli amministratori della Provincia Regionale e dei Comuni di Trapani e Paceco che hanno espresso parere favorevole. Il sindaco Biagio Martorana, in particolare, ha evidenziato l’interesse della sua comunità alla valorizzazione delle saline. “L’importanza dell’istituzione del Parco – ha spiegato il primo cittadino nel corso del suo intervento – risiede nella sua valenza sovracomunale e nell’importanza della messa a sistema di questa importante parte del territorio siciliano”. L’amministrazione comunale di Marsala ha assunto una posizione d’attesa in vista di ulteriori sviluppi.

 

da: trapaniok

D’ALI’ BOCCIA L’ENERGIA SOLARE

ROMA – Il “senatur” di Trapani Antonio D’Alì è il primo firmatario, assieme a Gasparri, Nania e Dell’Utri, di una mozione, approvata dall’aula che impegna il Governo a bloccare lo sviluppo dell’energia solare termodinamica. La mozione che porta la data del 14 luglio (la puoi scaricare dal sito del Senato) sostiene, non citando le fonti scientifiche e statistiche sulle quali basa le proprie valutazioni, tra l’altro trattasi di “tipologia di impianto è piuttosto complessa e quindi non è alla portata di piccoli imprenditori privati” e “perché non si è ancora sviluppato un sistema industriale, specialmente in Italia, che consenta di sostenere la tecnologia”.

 

Secondo tutta una serie di associazioni che contestano la mozione del PDL (da Legambiente all’Anev) il documento approvato dal Senato “non fa precedere una decisione di merito da audizioni da parte delle commissioni competenti aperte a tutti i soggetti interessati, a partire dalle istituzioni scientifiche e dalle associazioni di categoria o con competenze specifiche nel settore delle rinnovabili”.

Tali associazioni, sostengono, che, in ogni caso, “le risorse finanziarie e professionali già destinate a programmi di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica andrebbero eventualmente riallocate all’interno del settore”.

Secondo il premio nobel ed ex presidente dell’ENEA Carlo Rubbia, con il solare termodinamico, “per alimentare un terzo dell’Italia basterebbe un’area equivalente a 15 centrali nucleari: vasta, in pratica, quanto il grande raccordo anulare”. Il fisico, in merito a tale fonte energetica bocciata dal senatore D’Alì s’è espresso (Repubblica, 30 marzo 2008) affermando che la stessa rappresenta “una grande opportunità per il nostro Paese”.

Il Governo Prodi, ed in particolare il ministro per l’ambiente Pecoraro Scanio, avevano, sul finire della loro legislatura disposto quanto necessario per avviare la produzione di tale energia anche in Italia (come avviene negli USA ed in Spagna). Oggi arriva la bocciatura da parte di D’Ali.

da: altratrapani

NON CAPIAMO, D’ALI SPINGE PER IL PARCO E L’AMBIENTE, POI BOCCIA LO SVILUPPO ENERGETICO SOSTENIBILE. FORSE NON CI GUADAGNA CON I PANNELLI FOTOVOLTAICI?????

Rogo a Marettimo

Un razzo – lanciato accidentalmente da una pistola – ha scatenato un inferno di fuoco nell’isola di Marettimo, la più lontana delle Egadi, presa d’assalto da turisti sia italiani, sia stranieri. Il rogo ha devastato la località denominata «Chiapperi», riducendo in cenere – secondo una prima, sommaria stima dei danni – due ettari di macchia mediterranea. Il fuoco si è sviluppato in una zona impervia, difficile da raggiungere, con pendenze superiori al 30 per cento. Circostanza, questa, che ha reso assai difficoltose le operazioni di spegnimento, condotte dagli uomini della Forestale, che si sono concluse alle 10,20 di ieri mattina. L’allarme, invece, era scattato alle 2,30 di notte. L’isola ha bruciato per otto ore. Per arrestare l’avanzata delle fiamme che divoravano tutto quello che si trovava lungo la loro traiettoria è stato necessario l’intervento di elicottero. Il mezzo aereo della Forestale, di stanza alla base di Trapani-Birgi, ha raggiunto Marettimo intorno alle 7. L’«Ericsson S-64» ha eseguito 38 lanci di acqua. Poi, alle 8,20, ha fatto rientro alla base, lasciando, agli uomini che operavano da terra, il compito di spegnere gli ultimi focolai e di procedere alla bonifica dei terreni attraversati dal fuoco. A lottare contro le fiamme, sei operai addetti allo spegnimento incendi, un perito e due ispettori forestali del distaccamento di Erice. Hanno raggiunto l’isola a bordo di una motovedetta della Guardia costiera. L’allarme è rientrato alle 10,20. Dalle prime indagini sarebbe emerso che a causare il rogo sarebbe stato un razzo. In questa direzione sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire eventuali responsabilità.

(Domenica 26.07.2009) da telesud