Sciopero della Siremar, disagi a Marettimo

Sciopero della Siremar, disagi a Marettimo
Disagi a Marettimo per lo sciopero dei marittimi della Siremar contro la privatizzazione ed i prospettati tagli della società controllata dalla Tirrenia.
Oggi sono state soppresse in tutto quattro corse, creando non pochi disagi alla popolazione, come evidenziato dal consigliere comunale dell’isola Nino Maiorana: chi doveva partire per Trapani è stato costretto a prendere l’aliscafo della sei e mezza del mattino, visto che la corsa delle 8 è stata tagliata. Maiorana ha scritto una lettera al sindaco Antinoro, oltre che all’assessore regionale ai Trasporti ed alla stessa Siremar per evitare che si ripetano questi inconvenienti

Favignana, torna a risplendere la Tonnara Florio

ieri pomeriggio alle 17 a Favignana si è tenuta l’inaugurazione della tonnara Florio, presente il presidente della Regione Raffaele Lombardo.

I lavori di recupero, iniziati alla fine del 2003 e terminati a giugno scorso, sono stati realizzati grazie ai fondi del por 2000/2006 per un importo di circa 14 milioni di euro. La Tonnara Florio di Favignana è la più importante del Mediterraneo. Prende il nome dalla famiglia di imprenditori che all´inizio del Novecento fu grande protagonista in Sicilia della Belle epoque. Il restauro, compiuto dagli architetti Luigi Biondo e Paola Misuraca della sovrintendenza di Trapani, ha consentito di realizzare spazi museali, una sala conferenze da 400 posti e una foresteria. I lavori sono stati realizzati dalla Funaro Costruzioni utilizzando maestranze locali.  La struttura sarà aperta al pubblico alle 21 per una no stop tra musica e spettacolo. Saranno anche presentati dei volumi fotografici e storici.  L’assessore regionale ai beni culturali Lino Lenza, che sarà presente alla cerimonia di inaugurazione assieme al governatore Lombardo, ha già fatto sapere che entro quest’anno sarà fatta una gara d´appalto per affidare la struttura e avviare un programma di collaborazione tra pubblico e privato. Il fine è quello di destagionalizzare il turismo nell´Isola”.

da: tele sud

P.S. staremo a vedere chi lo gestira………………………………

IL CARCERE E’ DA CHIUDERE!

FAVIGNANA (TRAPANI) – “Se ci fosse un novello Dante Alighieri che ambirebbe a scrivere una moderna Commedia non avrei dubbi sul fatto che prenderebbe il carcere di Favignana a modello per uno dei gironi infernali. Perché in effetti come tale si presenta!”. Drastico e duro il giudizio che Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, consegna al termine della visita effettuata nella mattinata odierna presso la Casa di Reclusione di Favignana .

Il prezioso lavoro e il costante impegno del personale solo in parte può contribuire ad alleviare una pena elevata a supplizio. Di sicuro chi è detenuto o lavora a Favignana non è garantito in fatto di salubrità ed igiene. A queste condizioni strutturali, di per se penalizzanti, si coniugano anche un elevato indice di sovrappopolamento e una grave deficienza organica del contingente di polizia penitenziaria. I ristretti presenti oggi a Favignana – rende noto SARNO – assommano a 136 (72 detenuti e 64 internati) a fronte di una capienza regolamentare pari a 76 posti disponibili”.

Dopo il Sen. Fleres (Garante Nazionale per i Diritti delle persone detenute) anche la UIL PA Penitenziari denuncia la grave situazione del carcere Eguseo “Celle buie ed anguste, prive di finestre. Tutti gli ambienti sono pervasi da una soffocante umidità che rende difficile persino il respiro. La caratteristica dell’istituto di essere sottoposto (per circa sette metri) al livello stradale rende ancor più afflittive le condizioni di lavoro. Il personale, infatti, è costretto a lavorare in situazione di precarietà ed insicurezza; spesso all’aperto e in balia degli agenti atmosferici”.

Vogliamo sperare che la consegna del nuovo istituto (edificato nell’area delle vecchie officine) avvenga in tempi brevissimi. Ci dicono entro la fine del 2010, noi speriamo prima. Non oso pensare a tempi più lunghi, perché in tal caso si dovrebbe seriamente pensare a chiudere l’istituto”.

da: altratrapani di Natale Salvo

Siamo già riserva marina, perché diventare parco

Antinoro contro il Parco
L’istituzione del Parco Nazionale delle Egadi e del litorale trapanese potrebbe danneggiare le comunità di Favignana, Levanzo e Marettimo.
Il sindaco Lucio Antinoro ha espresso apertamente i propri dubbi, nel corso di un vertice svoltosi a Roma, a cui hanno partecipato diversi amministratori comunali, e si è dichiarato contrario al progetto. Di diverso avviso invece gli amministratori della Provincia Regionale e dei Comuni di Trapani e Paceco che hanno espresso parere favorevole. Il sindaco Biagio Martorana, in particolare, ha evidenziato l’interesse della sua comunità alla valorizzazione delle saline. “L’importanza dell’istituzione del Parco – ha spiegato il primo cittadino nel corso del suo intervento – risiede nella sua valenza sovracomunale e nell’importanza della messa a sistema di questa importante parte del territorio siciliano”. L’amministrazione comunale di Marsala ha assunto una posizione d’attesa in vista di ulteriori sviluppi.

 

da: trapaniok

D’ALI’ BOCCIA L’ENERGIA SOLARE

ROMA – Il “senatur” di Trapani Antonio D’Alì è il primo firmatario, assieme a Gasparri, Nania e Dell’Utri, di una mozione, approvata dall’aula che impegna il Governo a bloccare lo sviluppo dell’energia solare termodinamica. La mozione che porta la data del 14 luglio (la puoi scaricare dal sito del Senato) sostiene, non citando le fonti scientifiche e statistiche sulle quali basa le proprie valutazioni, tra l’altro trattasi di “tipologia di impianto è piuttosto complessa e quindi non è alla portata di piccoli imprenditori privati” e “perché non si è ancora sviluppato un sistema industriale, specialmente in Italia, che consenta di sostenere la tecnologia”.

 

Secondo tutta una serie di associazioni che contestano la mozione del PDL (da Legambiente all’Anev) il documento approvato dal Senato “non fa precedere una decisione di merito da audizioni da parte delle commissioni competenti aperte a tutti i soggetti interessati, a partire dalle istituzioni scientifiche e dalle associazioni di categoria o con competenze specifiche nel settore delle rinnovabili”.

Tali associazioni, sostengono, che, in ogni caso, “le risorse finanziarie e professionali già destinate a programmi di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica andrebbero eventualmente riallocate all’interno del settore”.

Secondo il premio nobel ed ex presidente dell’ENEA Carlo Rubbia, con il solare termodinamico, “per alimentare un terzo dell’Italia basterebbe un’area equivalente a 15 centrali nucleari: vasta, in pratica, quanto il grande raccordo anulare”. Il fisico, in merito a tale fonte energetica bocciata dal senatore D’Alì s’è espresso (Repubblica, 30 marzo 2008) affermando che la stessa rappresenta “una grande opportunità per il nostro Paese”.

Il Governo Prodi, ed in particolare il ministro per l’ambiente Pecoraro Scanio, avevano, sul finire della loro legislatura disposto quanto necessario per avviare la produzione di tale energia anche in Italia (come avviene negli USA ed in Spagna). Oggi arriva la bocciatura da parte di D’Ali.

da: altratrapani

NON CAPIAMO, D’ALI SPINGE PER IL PARCO E L’AMBIENTE, POI BOCCIA LO SVILUPPO ENERGETICO SOSTENIBILE. FORSE NON CI GUADAGNA CON I PANNELLI FOTOVOLTAICI?????

Rogo a Marettimo

Un razzo – lanciato accidentalmente da una pistola – ha scatenato un inferno di fuoco nell’isola di Marettimo, la più lontana delle Egadi, presa d’assalto da turisti sia italiani, sia stranieri. Il rogo ha devastato la località denominata «Chiapperi», riducendo in cenere – secondo una prima, sommaria stima dei danni – due ettari di macchia mediterranea. Il fuoco si è sviluppato in una zona impervia, difficile da raggiungere, con pendenze superiori al 30 per cento. Circostanza, questa, che ha reso assai difficoltose le operazioni di spegnimento, condotte dagli uomini della Forestale, che si sono concluse alle 10,20 di ieri mattina. L’allarme, invece, era scattato alle 2,30 di notte. L’isola ha bruciato per otto ore. Per arrestare l’avanzata delle fiamme che divoravano tutto quello che si trovava lungo la loro traiettoria è stato necessario l’intervento di elicottero. Il mezzo aereo della Forestale, di stanza alla base di Trapani-Birgi, ha raggiunto Marettimo intorno alle 7. L’«Ericsson S-64» ha eseguito 38 lanci di acqua. Poi, alle 8,20, ha fatto rientro alla base, lasciando, agli uomini che operavano da terra, il compito di spegnere gli ultimi focolai e di procedere alla bonifica dei terreni attraversati dal fuoco. A lottare contro le fiamme, sei operai addetti allo spegnimento incendi, un perito e due ispettori forestali del distaccamento di Erice. Hanno raggiunto l’isola a bordo di una motovedetta della Guardia costiera. L’allarme è rientrato alle 10,20. Dalle prime indagini sarebbe emerso che a causare il rogo sarebbe stato un razzo. In questa direzione sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire eventuali responsabilità.

(Domenica 26.07.2009) da telesud

Il business del pesce spada Blitz contro la pesca abusiva

Sette persone denunciate all’autorità giudiziaria. Oltre venti chilometri di reti e duemila chilogrammi di pesce sequestrati. È questo il bilancio dell’operazione condotta dagli uomini della Guardia Costiera di Trapani che, mercoledì scorso, hanno fermato, al largo dell’isola di Marettimo, due pescherecci sorpresi con spadare e ferettare non consentite. Nel corso del blitz sono state riscontrate numerosissime violazioni amministrative. Dall’irregolare assunzione di personale all’omessa annotazione su ruolo dei singoli componenti degli equipaggi, dalla mancata custodia di documenti all’inosservanza di norme sulla sicurezza, dall’omessa compilazione del giornale di pesca alla detenzione di attrezzi non consentiti. “Noi non siamo contro i pescatori”, dice il comandante della capitaneria di porto, Bernardo Aruta. “Quando facciamo questo genere di operazioni operiamo anche a tutela dei pescatori. Di quelli onesti che rispettano, spesso con tanti sacrifici, le norme e le leggi.Nel mirino due pescherecci: uno di Milazzo, l’altro di Porticello. Le imbarcazioni avevano catturato illegalmente – utilizzando spatare e ferrettare vietate dalla Comunità europea – pesce spada e tonni. Oltre ai due natanti, la Capitaneria ha sequestrato 2.000 chili di prodotti ittici e circa 30 chilometri di reti “fuorilegge”. I componenti dei due equipaggi sono stati denunciati alla Procura di Trapani. All’operazione contro la pesca di frodo hanno preso parte motovedette della Guardia costiera del capoluogo, un pattugliatore e due velivoli. Il pesce sequestrato è stato, in parte, donato alle diocesi di Trapani e di Mazara del Vallo, e in parte messo in vendita al mercato ittico. Il ricavato finirà nelle casse dello Stato. Nel corso dell’operazione abbiamo sequestrato quasi duemila chili di pesce che abbiamo già provveduto a vendere all’asta. Gli esemplari sotto la taglia minima, che non è possibile vendere, sono stati dati in beneficienza alle Diocesi di Trapani e Mazara de Vallo”.

Amp delle Egadi, esposto-denuncia contro il Ministro dell´Ambiente

Nuovo capitolo nella interminabile vicenda della Riserva Marina delle isole Egadi, da anni allo sbando e senza un direttore. Un gruppo di residenti, commercianti del Comune di Favignana, oltre che alcuni professionisti, hanno presentato un esposto-denuncia contro il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo.

Nell’esposto denuncia gli egadini diffidano il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo a porre in essere gli atti necessari per consentire il regolare funzionamento dell’Area Marina Protetta, da anni senza una gestione e soprattutto una programmazione in grado di rilanciarne l’attività. Lo scorso febbraio il sindaco di Favignana Lucio Antinoro aveva individuato il direttore della riserva, nominando l’avvocato Giovanni Lima, che per otto anni era stato presidente della commissione riserva. Ma la designazione non ha mai ricevuto l’ok del Ministero, che di contro nei mesi scorsi aveva proposto di revocare la gestione della riserva al Comune di Favignana. Ipotesi che ha però trovato il fermo no del presidente della Regione Lombardo, chiamato a dare il proprio parere sulla proposta di revoca della gestione.

Insomma, lo scontro sulla Riserva non accenna a placarsi. Tutt’altro. Tutto questo nel clou della stagione estiva, con gli egadini che attendono risposte e le prospettive di sviluppo dell’arcipelago letteralmente al palo. La comunità isolana adesso è sul piede di guerra, arrivando a presentare un dettagliatissimo esposto, ampiamente documentato, per chiedere al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ad adempiere alla nomina del direttore. Ma a Roma si parla con sempre maggiore insistenza di un grande Parco Naturale che abbracci la zona delle riserve delle saline, l’area marina protette delle egadi, fino a Cofano.

(Mercoledì 22.07.2009)
di Mario Torrente

LA REGIONE COMMISSARIA TRAPANI E ERICE

PALERMO – La Regione potrebbe, a breve, commissariare i Comuni di Trapani ed Erice, per non aver elaborato e presentato il “Piano Spiagge”. Lo si apprende da una dichiarazione – riportata dal Giornale di Sicilia del 17 luglio – del Direttore del Demanio Marittimo regionale, Roberto Scalia. Il costo della retribuzione del Commissario regionale “ad acta” si abbatterà sulle tasche dei cittadini a causa dell’inefficienza delle amministrazioni guidate dai sindaci Fazio (Trapani) e Tranchida (Erice).

 

A tale costo diretto s’aggiunge quello indiretto per i servizi che i Comuni, in assenza del Piano, non sanno o possono dare.

La legge regionale siciliana n. 15 del 29 novembre 2005 all’art. 4 parla chiaro: “Le attività e le opere consentite sul demanio marittimo … possono essere esercitate e autorizzate solo in conformità alle previsioni di appositi piani di utilizzo delle aree demaniali marittime, approvati dall’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente su proposta dei comuni costieri.

La norma prevede che siano i Comuni a indicare le aree demaniali (le aree delle spiagge) ove si possano realizzare, tra l’altro, “stabilimenti balneari; esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande; rimessaggio o noleggio di imbarcazioni e natanti in genere; porti turistici e ricoveri per le imbarcazioni e natanti da diporto”.

E’ di tutta evidenza che si tratta di strutture importanti per l’economia del territorio o le esigenze dei cittadini (vedi ricovero barche a Pizzolungo), ma strutture che hanno bisogno di una programmazione. Parola, quest’ultima, che pare lontana dalle “nostre” amministrazioni.

Il Comune di San Vito Lo Capo, invece, non solo si è messo in regola con la legge – dichiara sempre Roberto Scalia – ma ha fatto del suo Piano un esempio da seguire. E’ la dimostrazione di un’ottima programmazione e di eccellenza”.

I piani, tra l’altro, prevedono la realizzazione di fosse settiche per gli stabilimenti e l’obbligo, a cura degli stessi, di pulizia della porzione di spiaggia corrispondente alla concessione, e delle adiacenze, PER TUTTO L’ANNO (anche quando sono “smontati”). Insomma il caso Mazara con la gente – e i titolari degli stabilimenti – che si lamenta delle alghe sulla spiaggia non si potrebbe ripetere.

Scritto da Natale Salvo 

petizione per salvare la costa dell’isola

Illustrissimo Signor Sindaco,

con la presente, i sottoscritti residenti e abitanti dell’isola di Favignana desiderano segnalare alla Sua attenzione e a quella delle altre Autorità competenti in materia, le loro perplessità e preoccupazioni in ordine alla  piena liceità dei lavori in oggetto, posti in essere in zona Tannara in prossimità di Puntalunga.

Pare, infatti, ai firmatari che tali lavori, sebbene diretti alla realizzazione di servizi di presumibile  pubblica utilità, abbiano comportato delle profonde e i irrevresibili modificazioni del caratteristico paesaggio costiero Favignanese, venendosi ad allocare sostanzialmente sulla scogliera.

In particolare si segnala che gli interventi sino ad oggi effettuati hanno causato la distruzione di un’ ampia porzione del preesistente manto vegetale e l’escavazione della scogliera fin dentro le antiche aree di estrazione del tufo. Si ritiene peraltro che la presenza  di condutture elettriche a brevissima distanza dal mare comporti  un evidente e grave elemento di rischio. In fine i firmatari desiderano sottoporre alla Sua attenzione i pericoli derivanti, nell’immediato, dalla presenza di un cantiere a cielo aperto recintato in maniera parziale e inidonea in una zona ampiamente frequentata dai bagnanti in questo periodo.

Certi che Ella vorrà accogliere favorevolmente la nostra segnalazione e intervenire con rapidità e  efficacia nella risoluzione dei problemi da essa  avanzati, stante anche la ben nota sensibilità della Sua Amministrazione nei confronti delle tematiche ambientali e della tutela del paesaggio, Le porgiamo i nostri più distinti saluti.

 

I firmatari:                                                                                                    Favignana 20/07/09

lettera di protesta al Sindaco dai cittadini per salvaguardare la costa

In località Punta Lunga la società Randagia Lido, con concessione edilizia n° 215/08 del 31/3/2009,  in data 1/7/09, ha realizzato lavori di recinzione di un’ampia zona demaniale a valle della litoranea.

Detti  lavori consistenti nella collocazione di paletti d’acciaio e rete metallica, oltre ad avere un notevole impatto negativo su un ambiente di tara bellezza  e rilievo paesistico ed archeologico(zona delle cave a mare), impediscono la libera fruizione di un ampio tratto di costa.

I sottoscritti  chiedono alle autorità in indirizzo in indirizzo, ognuna per le sue competenze, di verificare se i lavori in questione sono iniziati a seguito dell’acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie (concessione dell’intero spazio recintato da parte del Demanio Regionale, Nulla osta della competente Soprintendenza ai beni Culturali e Ambientali , Piano di Sicurezza, etc.).

Chiedono altresì di verificare le dimensioni e l’opportunità dell’intervento e delle opere di organizzazione del cantiere, valutando tutte le iniziative necessarie per la revoca in autotutela di provvedimenti che fossero stati assunti senza un’adeguata valutazione dell’impatto ambientale dell’opera.

Farmacie in sciopero

Praticamente le farmacie rurali delle isole minori siciliane sono passate all’assistenza farmaceutica indiretta. Lo stato di agitazione, che durerà 35 giorni con la sola sospensione nel periodo di ferragosto, interesserà le farmacie di Marettimo e le due di Pantelleria delle contrade di  Khamma e Scauri, oltre che quelle di Leni, Linosa, Lipari, Malfa, Stromboli, Ustica e Vulcano. In queste farmacie le medicine saranno vendute a prezzo intero, con l’unica eccezione dei salvavita e delle fasce protette. Si prospettano dunque nuovi disagi per le comunità isolane, per di più nel clou della stagione estiva.

Ferderfarma è tornata a protestare contro i ritardi nei pagamenti, previsti da una legge regionale del 1999, delle spettanze che vanno dal 2004 al 2009. Il problema non è nuovo e nei mesi scorsi i farmacisti avevano protestato più volte contro l’atteggiamento della Regione. L’ultimo stato di agitazione risale allo scorso inverno. Poi dall’assessorato regionale alla Sanità arrivarono precise rassicurazioni ed in bilancio furono anche messe le somme per il pagamento delle somme relative al 2008 ed al 2009, pari a circa 400 mila euro. Ma nonostante la precisa previsione normativa e gli impegni presi nei mesi scorsi, le spettanze non sono state erogate ai farmacisti, che adesso sono tornati a protestare.

(Venerdì 17.07.2009)
di mario torrente tele sud

FAVIGNANA: UN CARCERE INUMANO!

FAVIGNANA – “Le condizioni di vita dei detenuti all’interno delle carceri di Favignana e Marsala sono da considerare contrarie ai diritti sanciti dall’art. 3 della Convezione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”. A sostenerlo, in un esposto presentato il 18 maggio 2009 al Comitato Europeo per la Prevenzione della tortura con sede a Strasburgo è il sen. Salvo Fleres, garante per i diritti dei detenuti della Sicilia. Nell’esposto “a norma della Convenzione Europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti” si chiede l’urgente intervento del Comitato Europeo.

Il sen. Fleres. Dopo averlo “constatato personalmente, attraverso visite periodiche, nell’ultimo triennio”, rileva, in particolare, che nel carcere di Favignana (“un’antica fortezza edificata in gran parte sotto il livello del mare, forse anche dieci metri”) “ovunque si possono osservare muffa, umidità, intonaci scrostati, e sentire cattivo odore di salmastro e di stantio, imbattersi in topi ed insetti di ogni genere”. Per quanto riguarda le celle, invece, alcune sono “piccole e buie e si affacciano su un corridoio stretto e chiuso in alto da una copertura in plexiglass semitrasparente. L’aria non circola ed il caldo e l’umidità tolgono il respiro”.

Le altre celle, ancora peggio, sono “tutte seminterrate e senza finestre, la poca aria e la scarsa luce entrano soltanto dalla stretta porta e da un’apertura tra la porta stessa e il tetto; alcune addirittura non hanno neanche quelle feritoie e si trovano ubicate all’interno di strutture chiuse, anche in pieno giorno bisogna ricorrere alla luce artificiale”.

Prosegue il sen. Flores nella propria disamina delle condizioni del carcere di Favignana: “il locale docce è posto in un angolo del corridoio-passeggio, quindi all’esterno, ciò significa che per accedervi, in inverno, bisogna percorrere il corridoio sotto la pioggia, al freddo, affondando i piedi nelle pozzanghere di acqua gelata. Ciò comporta altresì che quando piove, durante la distribuzione del vitto, l’acqua piovana finisce dentro i piatti, unitamente a polvere e detriti, quando spira il forte vento isolano”.

Le attività lavorative cui sono adibiti internati e detenuti consistono per lo più in mansioni di pulizia e servizi interni all’Istituto, con una paga media mensile tra i 100 e i 200 euro, peraltro mai corrisposta puntualmente: passano anche tre mesi prima che l’internato percepisca quanto dovuto per il lavoro effettuato”.

Tantissimi versano nell’indigenza più assoluta e pur avendo lavorato rimangono senza i fondi per poter acquistare una bottiglia d’acqua o effettuare una telefonata alla famiglia. Essendo queste le condizioni, non si può certo dire che esista un programma di rieducazione al lavoro”.

Nel carcere di Favignana, precisa ancora Fleres, “la popolazione carceraria che, da una rilevazione recente risulta così distribuita: n. 40 internati + n. 94 detenuti, per un totale di 134 presenze, rispetto ad una capienza massima tollerabile di 100”.

Un ultimo aspetto negativo è segnalato dal denunciate: “Nel carcere di Favignana internati e detenuti, passeggiano, lavorano, condividono gli spazi comuni con condannati alla pena dell’ergastolo e per distinguere chi tra loro sia l’internato e l’ergastolano c’è un solo modo: chiederglielo”.

La differenza che continua a non vedersi, invece, – conclude Fleres nell’esposto - è che l’ergastolano è in carcere perché è ritenuto colpevole di un reato e quindi condannato e in espiazione di una pena, l’internato è in carcere, ma non ha nessuna pena da scontare e in carcere non dovrebbe proprio esserci”.

da: altratrapani 26-06-09

Difesa del suolo: avviso pubblico di invito per la costituzione di un parco progetti per la mitigazione del rischio idrogeologico

Sarà pubblicato nella gazzetta ufficiale della Regione l’avviso pubblico di invito per la costituzione di un parco progetti regionale volto alla mitigazione del rischio idrogeologico e alla difesa dall’erosione costiera. Sono due le linee di intervento finanziate con fondi PO FESR Sicilia 2007/2013: interventi per il miglioramento dell’assetto idrogeologico e interventi di messa in sicurezza delle aree interessate dai fenomeni di dissesto.
Nel precedente periodo di programmazione POR Sicilia 2000-2006 Misure 1.07 e 1.10 erano stati già stabiliti i criteri di identificazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico sulla base della Pianificazione e Programmazione contenute nei Piani per l’Assetto idrogeologico (PAI) riferiti ai 107 bacini idrografici con i quali è stata suddivisa la Regione Siciliana e alle 26 Unità Fisiografiche con le quali sono state suddivise le Coste della Regione Siciliana.
Nell’ambito della stessa programmazione ed in relazione alle risorse finanziarie stanziate erano stati erogati finanziamenti su 170 aree individuate a rischio molto elevato R4 con Grado di Priorità 1 rispetto ad un totale di oltre 500 aree identificate sempre con Grado di priorità 1. Occorrerà, quindi, proseguire nell’individuazione degli interventi anche nell’ambito della nuova programmazione PO FESR 2007-2013 che prevede la realizzazione di interventi infrastrutturali prioritari previsti nei PAI e secondo i criteri di Protezione Civile. Pertanto, l’ individuazione degli interventi di miglioramento dell’assetto idrogeologico e di messa in sicurezza di aree interessate da fenomeni di dissesto verrà operata mediante la metodologia e i criteri adottati con la precedente programmazione.
L’avviso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sarà acquisibile anche sul Sito Internet www.artasicilia.it. Secondo le previsioni dal mese di settembre l’assessorato Territorio e Ambiente potrà essere in grado di mettere in cantiere le proposte più interessanti.
notizia del 16/07/09
a cura di Salvatore Sarpi

D’ALI’ ACCHIAPPA RISERVE

TRAPANI – Un grande. Un grande furbastro, ma un grande. Il senatore Antonio D’Alì ha architettato e sta per portare a termine – a quanto dichiara – il classico “due piccioni con una fava”, solo che qui, essendo lui un grande, i piccioni catturati sono ben tre. Stagnone, Saline di Trapani e Paceco ed Egadi.

 

La remunerativa gestione dell’Autorità Marina Protetta (AMP) delle Isole Egadi sembrava sfuggita a seguito del risultato elettorale che aveva condotto Lucio Antinoro alla carica di sindaco di Favignana alla testa di una coalizione anti-D’Alì?

La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco frapponeva – nella gestione WWF – ostacoli ad una “riperimetrazione” che si traduceva in una riduzione della Riserva e della pre-Riserva che doveva tutelare le specie volatili protette e bloccava gli amici che volevano più “spazi” per le proprie attività portuali?

La Riserva dello Stagnone, nella sua regolamentazione, ostacolava la realizzazione di un hotel sull’isola lunga?

Tutto a posto. Con un sol colpo di spugna, spariranno gli Enti gestori “nemici”, i confini “contestati”, i regolamenti “rigidi”. E quindi spariranno tutti i problemi per il senatore D’Alì ed i suoi “amici”.

Non che abbiamo nulla contro la realizzazione di un unico Parco (Isole Egadi e litorale trapanese). Comprendiamo i possibili risparmi economico-gestionali, comprendiamo l’opportunità di integrare fra loro le politiche di progettazione, valorizzazione e marketing delle tre aree protette, in quanto limitrofe.

Ma sappiamo bene che la politica, con la p minuscola, attuale usa i paroloni ma pensa più terra terra. Il problema è, in primis, chi debba valutare e scegliere i “progetti” che attirano tutti quei soldi che giungono dal “Pozzo di San Patrizio” del Ministero dell’Ambiente e che fanno gola ai consulenti “amici”. In questo contesto si legge la “guerra”, l’ostruzionismo, di Pecoraro Scanio avverso la nomina di Sergio Messineo (all’epoca in quota D’Alì) a direttore della Riserva (pare che – tramite il deputato Fundarò – era stato suggerito un altro nominativo che era diventato “verde” per l’occasione). In questo contesto ora, ritornato in mano alle Destre il Ministero dell’Ambiente, si tergiversa sulla nomina dell’avv. Lima, scelto da Antinoro e del centro-sinistra. Alla faccia dell’interesse pubblico e generale.

Su questo fronte si saprà molto di più il 6 ottobre, quando il tribunale dovrebbe decidere sul ricorso presentato da Sergio Messineo. Se vincerà il ricorso Messineo sarà il direttore della Riserva. Almeno fino a quando D’Alì (che non è più sponsor di Messineo) non la chiuderà per il nuuovo Ente.

Un Ente che, comunque vada, si spera sia guidato un comitato politico-scientifico che tenga conto sia di curriculum e sia delle volontà popolari (e quindi integri i sindaci di Favignana, Trapani e Marsala, assieme al Presidente della Provincia) e, ancora, abbia finalità di difendere l’ambiente e non di sfruttarlo. Ed a giudicare la gestione dello Stagnone da parte della Provincia c’è poco da stare allegri.

E su questa speranza, il senatore D’Alì ha aperto delle “crepe” sostenendo che il nuovo Parco dovrà vivere, soprattutto, con mezzi propri che non si capisce bene dove e come dovrà recuperare (biglietti d’ingresso, campi a pagamento, …?). In proposito il “senatur” ha fatto l’esempio del Parco delle Cinque Terre. Ma senza entrare in dettaglio …

Resta il fatto che di “riperimetrazioni”, regolamenti, organi di governo si parlerà a Roma (forse), senza pubblicità, partecipazione dei cittadini e lasciando, quindi, spazio a dubbi di clientelismo o peggio.