Tonnara italiana: metà pesca è illegale

Il Wwf consegnerà i dati alla Ue, alla Finanza e al ministro zaia: «serve una moratoria»

Pescherecci mai registrati, porti fantasma nei quali non ci sono cifre, mercati irregolari e collusioni con la malavita

MILANO - Una tonnara, in buona parte sommersa, dove i tonni rossi finiscono e spariscono, senza lasciare traccia.
Un gruppo di ricercatori di una società di consulenza, in incognito, ha girato per mari e porti italiani, sulle tracce di questi pesci sempre più richiesti, e sempre più rari. Ne hanno trovati pochi, ma in compenso hanno portato alla luce l’illegalità che contraddistingue la cattura dei tonni, ormai vicini alla soglia dell’estinzione. Il Wwf ha anticipato i risultati di questa ricerca, che consegnerà alla Commissione Ue, alla Guardia di Finanza, oltreché al ministro per le Politiche Agricole e Forestali Luca Zaia.
La ricerca smentisce tra l’altro, clamorosamente, i dati ufficiali sul pescato: secondo il nostro ministero l’Italia nel 2008 non avrebbe raggiunto il tetto di 4.162 tonnellate di tonno, quota stabilita come limite dalla Iccat (Istituto internazionale per la conservazione del tonno atlantico), mentre secondo i dati raccolti nel dossier questo tetto sarebbe stato superato di 700 tonnellate.

LA PESCA “SOTTOMARINA” – C’è una parte della pesca del tonno nei nostri mari “sottomarina”: le imbarcazioni italiane registrate e autorizzate alla pesca e all’allevamento del tonno sono 185, mentre dall’indagine condotta dai ricercatori ne sono state individuate 283, 47 delle quali prive dei sistemi di monitoraggio, e 82 mai inserite nei registri della Commissione internazionale per la conservazione del tonno, come invece prevede la legge. Gli “007″ che hanno girato in incognito nei porti italiani, ne hanno trovati anche molti “fantasma”: il tonno rosso, come per’altro molte altri tipi di pescato di pregio, non viene registrato al momento dello sbarco. A Pozzuoli, Vibo Valentia, Portopalo e Cetraro, nel 2008, non è mai stato indicato un solo tonno rosso pescato. Facile così non raggiungere i limiti di pescato.

LA MATTANZA DEL 2007 – La Commissione scientifica dell’Iccat ha reso noto il suo verdetto sulla cattura di questo pesce in Mediterraneo nel 2007: 61.000 tonnellate sono state prelevate, vale a dire il doppio della quota legale, con uno stock riproduttivo in crisi, essendo solo il 36% rispetto a 30 anni fa. Il prossimo incontro dell’Iccat si terrà a Marrakech, in Marocco, dal 17 al 24 novembre 2008. L’auspicio, come anche la rivista scientifica Nature raccomanda in un articolo dedicato al tonno rosso, è che le parti decidano la chiusura, seguendo le indicazioni del Wwf, fin tanto che permarranno forme di illegalità e insostenibilità tanto diffuse.

 

Stefano Rodi
07 ottobre 2008    Corriere della Sera

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