Lunedì pomeriggio il consiglio provinciale si è riunito in seduta straordinaria per affrontare i problemi relativi al settore della pesca. Gli operatori hanno lanciato per l’ennesima volta il loro grido di allarme
La crisi del settore ittico sta investendo pesantemente la provincia di Trapani ed in particolar modo Mazara del Vallo. E ieri il sindaco Giorgio Macaddino non ha usato mezzi termini affermando come la politica non sia mai stata all’altezza di affrontare i problemi del settore dando risposte concrete. Il comparto è in forte difficoltà. Tanti i problemi sul tappeto, ad iniziare dal riconoscimento dello stato di calamità, le indennità del fermo biologico, il caro gasolio fino alla rottamazione delle imbarcazioni per cambiare e rendere più sicura la flotta peschereccia. Tre le questioni affrontate nelle 5 ore di dibattito anche la scarsa capacità della politica regionale ad integrarsi con le scelte fatte dall’Unione Europea, che spesso e volentieri guarda maggiormente alla pesca nei mari del Nord piuttosto che a quella del Mediterraneo. Aspetto questo rimarcato dal vicepresidente dell’Ars Camillo Oddo, che ha chiesto alla Regione di avere un dialogo più diretto e concreto con l’Ue. La categoria chiede adesso di uscire da questo perenne stato di emergenza, con interventi mirati e strutturali. Tra i punti in discussione c’è stata anche la modifica dei confini della Riserva marina delle isole Egadi, chiesta ormai da anni dai pescatori. In questi ultimi mesi l’assessore alla pesca Lisma ha promosso una serie di incontri proprio per arrivare alla riperimetrazine dell’Area protetta.
E mai possibile che per salvare il comparto della pesca, bisogna saccheggiare la Riserva Marina delle Egadi. Non riusciamo ad salvare questo comparto senza smantellare la Riserva Marina, a cosa sono serviti i FEP ?.
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