Le manisulla riserva 2°

Un Commissario per la Riserva delle Egadi

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e l’onorevole Giulia Adamo sono d’accordo. Hanno parlato della Riserva Marina delle Isole Egadi ed hanno individuato un percorso amministrativo per il suo rilancio. Passa attraverso “la nomina di un commissario per un tempo limitato con il compito di dare al Comune il tempo necessario per ottenere la collaborazione delle migliori intelligenze cui affidare la gestione dell’area protetta”. L’Adamo ed il ministro Prestigiacomo auspicano “un concreto ed effettivo tratto di discontinuità rispetto alla gestione Ernandez”. Il riferimento è all’ex sindaco delle Isole Egadi. Se il commissariamento avesse seguito verrebbe messa in discussione la nomina dell’avvocato Giovanni Lima, che l’attuale sindaco Lucio Antinoro ha chiamato a gestire la Riserva con l’incarico di direttore. La nomina di Lima non è mai stata ratificata dal ministero. Antinoro avrebbe chiesto d’incontrare il ministro Prestigiacomo senza mai avere ottenuto una risposta positiva alla sua richiesta.

5 Commenti

  1. Sulla vicenda della gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi, il cui interesse è relegato alla coraggiosa stampa locale de La Sicilia di Catania, occorre parlarne con onestà intellettuale a chiarimento di una vicenda per la quale sono state spese incredibili menzogne.

    Non ci sono intelligenze da cercare per far funzionare la riserva marina delle isole Egadi e proporla come propulsore per lo sviluppo turistico e per l’economia reale del territorio – come sostiene l’on. Adamo deputato regionale del PdL.

    Non mi risulta ciò che ha sostenuto l’On. Giulia Adamo e pubblicato sulle pagine dei quotidiani locali e cioè che avrebbe concordato con la Ministra Prestigiacomo il commissariamento dell’area protetta.

    In verità è stata creata ad arte una situazione di stallo amministrativo, che dura dal gennaio dell’anno in corso, indotta dal Ministro dell’Ambiente, la siciliana On Stefania Prestigiacomo, che non conosce le vicende delle Egadi, per volontà del senatore trapanese Tonino D’Alì (questo non lo stostiene chi commenta, ma lo hanno dichiarato il portavoce di D’Alì , Cettina Spataro in data 8.5.2009 sul foglio online http://www.trapaniok.it. e Braschi nella sua intervista rilasciata a La Sicilia di Catania in data 10.5.2009).

    L’Ente Gestore della riserva marina lavora concretamente e fattivamente, dall’insediamento del Sindaco Antinoro, come non era mai successo in precedenza dall’istituzione dell’area marina protetta, e ciò è comprovato dagli atti e dalle attività poste in essere dallo staff di assoluta eccellenza di cui si è dotato il Sindaco, che ha formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, realizzato un programma di gestione che prevede una ricaduta occupazionale nelle Egadi, preparato un sito web di alto profilo, designato il direttore, individuato il componente in seno alla Commissione di Riserva nominata dal Ministro e le sedi istituzionali dell’Ente Gestore, che a breve potranno funzionare a regime.

    Poi, a seguito delle reiterate richieste formulate dal Sindaco Antinoro al Ministero dell’Ambiente perchè definisse il procedimento autorizzativo, previsto dalla vigente normativa, rimaste prive del benchè minimo riscontro, trascorsi sei mesi è stato richiesto al Ministro di renderte i provvedimenti dovuti, questa volta facendosi riferimento espressamente anche all’art. 328 del codice penale.

    E’ stato a questo punto che la Ministra – indotta a bloccare la situazione amministrativa, mentre il laboratorio di idee e la struttura tecnico-giuridica individuata dal Sindaco Antinoro sta lavorando a regime dando risultati concreti- è stata obbligata a prendere un decisione, ad oggi, solo trapelata ma non comunicata.

    Ha dovuto cioè scegliere tra restare inerte ed affrontare le conseguenze del 328 codice penale o dare il nulla osta richiesto dal Sindaco Antinoro e subire l’impari guerra con il Senatore D’Alì oppure trovare una soluzione alternativa.

    Ha scelto la terza soluzione, facendo diramare la sua intenzione di “commissariare la riserva” (termine per la verità improprio per gli addetti ai lavori) e quindi, di fatto, la sua volontà di bloccare lo sviluppo di quel territorio.

    Quanto al commissariamento, va precisato, che non è previsto dal decreto istitutivo della riserva, e questo è pacifico; è infatti ammessa solo la revoca del mandato gestorio e l’affidamento dello stesso alla Capitaneria di Porto, previa diffida per l’inadempimento del soggetto affidatario (anche se non si comprende quale violazione possa essere imputata al Sindaco Antinoro ed alla sua gestione).

    Ma questo sarebbe un provvedimento illegittimo non potendo essere adeguatamente motivato, e, pertanto, il Ministero se lo adottasse dovrebbe inventarsi inadempienze che non ci sono state o attribuire al Sindaco Antinoro le inadempienze della precedente amministrazione Ernandez.

    Il provvedimento sarebbe anche politicamente errato: nessuno può riferire di aree marine protette gestite dalla Capitaneria di Porto (che ha altri gravosi compiti istituzionali da svolgere) dove siano stati posti in essere interventi a favore dello sviluppo economico e occupazionale.

    Sarebbe inoltre un provvedimento impopolare che costringerebbe tanti giovani disoccupati residenti nelle Egadi che auspicano il funzionamento della Riserva, ad imbarcarsi sulle navi containers per potere sopravvivere, piuttosto che trovare lavoro nelle loro isole come è previsto nel programma di gestione che il Sindaco Antinoro ha inviato al Ministero da parecchio tempo senza ottenere alcuna risposta.

    Inoltre, se venisse adottato il provvedimento, l’On. Stefania Prestigiacomo, che si trova in una posizione di grande contraddizione, perchè non dimostra attenzione all’ambiente pur essendone il Ministro, ma soprattutto il Senatore D’Alì, dovranno fornire concrete spiegazioni alla gente e potrebbero pagarne un prezzo politico molto elevato, per non avere dato concreto e legittimo riscontro alle numerose istanze provenienti da un territorio fortemente depresso sotto tutti i profili, ad iniziare da quello economico.

    Palermo, 9 maggio 2009

    Avv. Giovanni Lima

    (già presidente della Commissione di Riserva dell’A.M.P. Isole Egadi)

  2. E’ pregevole il lavoro svolto dall’On Adamo a favore della Riserva Marina delle Isole Egadi e della popolazione dell’arcipelago, ma per “fare chiarezza” sulla gestione Ernandez non occorre il commissariamento (termine peraltro improprio non essendo previsto dalla legge il commissariamento di una A.M.P.); ma occorrerebbe soltanto l’invio di un tecnico dal ministero per ispezionare l’attività svolta dalla precedente gestione(richiesta,peraltro, questa, avanzata diverse volte dal Sindaco Antinoro e rimasta priva di riscontro)e sostenere l’attuale amministrazione di Favignana che, come giustamente dice l’on. Adamo, “ha impresso una svolta nella gestione della riserva”. Pericoloso sarebbe invece revocare la gestione al Comune di Favignana, perchè si farebbe il gioco dei nemici delle Egadi, mettendo in difficoltà non solo i giovani che chiedono lavoro ma anche i pescatori dell’arcipelago per i quali il programma di gestione di Antinoro prevede una grande attenzione.

  3. Riporto un articolo apparso in data 12 maggio 2009 sul foglio web di wwwtrapani.ok contenente alcune dichiarazioni della signorina Cettina Spataro.

    Riserva occupata
    12./05/2009
    L’accusa dell’ex assessore Cettina Spataro.

    Cettina Spataro torna all’attacco. Prima si fa la domanda e poi si dà la risposta: “Un commissario incaricato di accertare fatti del passato relativi alla gestione della Riserva delle Egadi? A parte il palese spreco di tempo e denaro, non potrebbe che ribadire l’esito di ben quattro assoluzioni tanto del sindaco Ernandez quanto della direttrice D’Angelo già decretate dalla magistratura su denunce sporte proprio dal sindaco Antinoro e dall’avvocato Lima che guardacaso viene indicato da Antinoro come possibile ma improponibile direttore della Riserva. Protagonisti questi due, con l’Adamo come fiancheggiatrice in alcuni ambienti politici, di una stagione di boicottaggio degli interessi delle isole che conoscono tutti, cittadini e residenti pubblici” . L’ex assessore della Giunta Ernandez affonda il colpo: ” Oggi i tre, in prosecuzione di un innaturale quanto evidentemente non politico accordo finalizzato soltanto al potere, altro non perseguono che un misero tentativo di occupazione clientelare e non costruttiva di un ente che ha invece bisogno di ben altro”

    Risposta di Ernesto:

    Sulla vicenda della gestione dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, il cui interesse è relegato per ora alla coraggiosa stampa locale de La Sicilia di Catania, occorre parlarne con onestà intellettuale.
    Preliminarmente occorre precisare che l’intervento di un tecnico ministeriale non sarebbe un “palese spreco di tempo e di denaro” come ha sostenuto la signorina Cettina Spataro sulla pagina web wwwtrapani .it. in data 12 maggio 2009.
    Non è inopportuno rilevare innanzitutto che l’Amministrazione Ernandez non ha mai rendicontato alla Commisione di Riserva le somme che venivano assegnate dal Ministero dell’Ambiente. Tale attività è stata parzialmente effettuata dai funzionari del Comune di Favignana ma non per l’intero periodo della gestione Ernandez dell’Area Marina Protetta.
    Sostanzialmente verranno prese in considerazione le denunce dell’opposizione di allora e della Commissione di Riserva che avevano evidenziato ripetutamente al Ministero dell’Ambiente gravi inadempienze nei rendiconti relativi soprattutto agli anni 2005 e al 2007 (per i quali, stranamente non esiste negli uffici del Comune alcuna documentazione).
    Occorrerà far luce sulle vicende relative alla videosorveglianza, fortemente voluta dall’amministrazione Ernandez, che è costata alle casse dello Stato oltre 500.000,00 (delle quali oltre 350.000,00 anticipate dal Comune e mai rimborsate dal Ministero) che non ha mai funzionato e per quale è pertanto giusto che si accertino le responsabilità.
    Se si considera che l’amministrazione Ernandez non è stata in grado di formulare un concreto programma di gestione, che non è stata capace in oltre quattro anni di gestione della riserva di formulare un regolamento, che non ha mai posto in essere gli interventi che le direttive ministeriali considerano essenziali per il funzionamento dell’A.M.P. (le sedi istituzionali, il sito Web, la manutenzione delle boe di perimetrazione, i campi ormeggio per la nautica da diporto – la cui mancanza ha costituito un grave limite per la fruibilità compatibile della riserva marinale – , la cartellonistica prescritta ed un servizio di supporto alla sorveglianza ed all’informazione) le parole della signorina Cettina Spataro appaiono a ben vedere vuote, prive di significato, di alcun fondamento e false.
    In ordine alle assoluzioni decretate dalla magistratura trapanese del sindaco Ernandez e della direttrice D’Angelo va detto, per onestà intellettuale, che esse hanno solo riguardato l’indennità ad personam che la stessa aveva percepito, senza avere raggiunto gli obiettivi considerati essenziali dal Ministero; ma questa è una vicenda diversa rispetto a quello che potrebbe emergere da una corretta indagine effettuate dagli ispettori ministeriali sulla mancata rendicontazione delle somme assegnate dal Ministero alla gestione Ernandez (oltre 2.000.000, di euro) peraltro nel periodo in cui venne arrestato il direttore generale del Comune, dott. Busellini.
    Alla luce di ciò non si comprendono le dichiarazioni della signorina Cettina Spataro che di quella amministrazione era parte integrante.
    Quanto all’avvocato palermitano Giovanni Lima non si comprende perchè la Spataro ne parla come “possibile ed improponibile direttore della riserva”.
    A chi scrive infatti risulta che la Commissione di Riserva, allora presieduta da Lima ha svolto un encomiabile lavoro ed ha evitato che ulteriori somme dello Stato potessero perdersi nei meandri dell’amministrazione Ernandez, evitando così che potessero essere creati ulteriori danni all’erario, non avendo l’ente gestore mai predisposto interventi concreti finalizzati alla protezione ambientale e che nel contempo favorissero l’imprenditoria locale e l’occupazione soprattutto giovanile dell’arcipelago, obiettivi previsti dal decreto istitutivo dell’A.M.P. . In verità, ciò che dispiace alla signorina Cettina Spataro ed ai suoi referenti politici è che l’Ente Gestore della riserva marina, nonostante l’ingiustificato stallo provocato al Ministero dell’Ambiente, lavora concretamente e fattivamente, dall’insediamento del Sindaco Antinoro, come non era mai successo in precedenza dall’istituzione dell’area marina protetta, e ciò è comprovato dagli atti e dalle attività poste in essere dallo staff di assoluta eccellenza di cui si è dotato il Sindaco, che ha formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, realizzato un programma di gestione che prevede una ricaduta occupazionale nelle Egadi ed un ritorno economico per l’Ente, preparato un sito web di alto profilo, designato il direttore e uno staff qualificato, individuato il componente in seno alla Commissione di Riserva nominata dal Ministro e le sedi istituzionali dell’Ente Gestore, che a breve potranno funzionare a regime.
    Ovvio che di tutto ciò la signorina Spataro non può compiacersene perchè sono fatti concreti non realizzati dalla sua parte politica.
    Per concludere è opportuno rilevare che non vi è stato alcun boicottaggio durante la disastrosa stagione dell’epoca Ernadez, sindaco rimosso dalla carica per gravi e reiterate violazioni “dei principi costituzionali attinenti la pubblica amministazione nonchè di leggi e norme statutarie e regolamentari”, riscontrate nell’attività di gestione della cosa pubblica e della riserva marina per un arco temporale particolarmente lungo, in cui dette violazioni si sono verificate, come si legge nel Decreto Presidenziale di Rimozione del Sindaco (consultabile sul sito isolatamente.wordpress.com) la cui lettura viene consigliata anche all’ex assessore del Comune di Favignana, signorina Cettina Spataro.
    Alla luce di tutto ciò è evidente che nel Comune di Favignana- Isole Egadi si siano ritrovate insieme tutte le forze sane dell’arco costituzionale (ivi comprese alcune liste civiche e quella parte sana del PdL che fa capo all’On Giulia Adamo, che ha svolto seriamente e con onestà intellettuale un pregevole lavoro a favore della popolazione delle Isole Egadi) che nulla hanno a che vedere con “un misero tentativo di occupazione clienterale” che invece ha caratterizzato l’attività politica della giunta, di cui la signorina Cettina Spataro faceva parte.

  4. MENTITE SAPENDO DI MENTIRE VERGOGNATEVI ……………

  5. La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.
    Titolo: LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.
    Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (“Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
    La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.
    Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana – dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi – ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.


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