CONFERENZA STAMPA AREA MARINA

CONFERENZA  STAMPA  DEL SINDACO  DI  FAVIGNANA

 ENTE GESTORE DELL’AREA MARINA

 PROTETTA DELLE ISOLE EGADI  

PALERMO 7 LUGLIO 2009  ORE 11.30  PORTO STELLA  MARIS

Il Comune di Favignana è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.

 

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con nota del 23.1.2009, chiedeva all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate per il corrente esercizio finanziario  sul capitolo di bilancio  denominato “spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” assegnate all’AMP nel bilancio dello Stato per la stagione 2009.

 

L’Ente trasmetteva la relazione, individuando le linee di programma ritenute essenziali anche dalle direttive ministeriali e designava il responsabile dell’AMP  ed il componente della Commissione di Riserva, in rappresentanza del Comune di Favignana, come previsto dalla vigente normativa.

 

Nelle more dell’emissione dei provvedimenti dovuti, l’Ente costituiva una struttura tecnico- amministrativa qualificata composta da avvocati, docenti universitari, tecnici, web master, manager;

redigeva il disciplinare provvisorio di regolamento e di organizzazione della Riserva, aggiornato alla direttiva 2003/44/CE richiamata dal recente Protocollo per la navigazione sostenibile  dell’1.2.2007 (trasmesso al Ministero ed alla Capitaneria di Porto competente);

realizzava un sito web inserito in rete in tempi rapidi (www.ampegadi.org);

poneva in essere attività strutturali ed interventi tecnici e giuridici mai realizzati in precedenza dalla istituzione della riserva (acquisto di sedi alternative a quelle esistenti negli uffici comunali, con fondi non stanziati dal Ministero dell’Ambiente);

individuava sinergie di riconosciuta eccellenza (Soprintendenza del Mare dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana e Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare – CoNiSMa) che hanno formulato progetti di gestione di alto profilo relativi alla ricerca scientifica, (già vagliati dalla Direzione Generale del Ministero, che approvandoli li riconosceva efficaci ed essenziali) ed alla archeologia marina;

coinvolgeva tecnici esperti, residenti nell’isola di Marettimo (sede della zona integrale della Riserva marina ma anche della più vasta zona B dell’Area Marina Protetta) per gli interventi di monitoraggio, ispezione periodica e di manutenzione delle boe di perimetrazione a mare esistenti; ha provveduto al monitoraggio ed agli interventi necessari per il funzionamento dei  segnalamenti a terra;

ha operato la bonifica di tutte le spiagge dell’arcipelago e il monitoraggio per la verifica  e l’accertamento della sicurezza delle grotte dell’Isola di Marettimo (quasi tutte ubicate nella zona A della riserva marina);

stipulava un accordo di programma con tutti i più importanti esercenti commerciali (ivi compresi quelli che operano nel campo turistico, nell’isola dell’arcipelago che ricomprende le zone A e la più estesa zona B), che prevede la promozione di strategie condivise e di azioni integrate finalizzati alla informazione turistica ed  alla promozione dell’Area Marina Protetta;

realizzava importanti interventi  riguardanti le strutture portuali delle isole di Favignana e Marettimo;

definiva i lavori di ristrutturazione della Chiesa Bizantina  e delle Case Romane ubicati sulla collina sopra l’abitato dell’Isola di Marittimo;

ha appaltato i lavori di ristrutturazione del Castello Aragonese di Punta Troia.           

 

Nonostante ciò, il Ministero inspiegabilmente ritardava l’emissione dei provvedimenti dovuti.

 

A seguito dei numerosi solleciti dell’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, rimasti tutti privi del benché minimo riscontro (l’ultima nota inviata dal Ministero all’Ente Gestore è datata 23.01.2009) per ottenere i provvedimenti previsti dalla legge (il Ministro dell’Ambiente si è persino rifiutato di incontrare il Sindaco), trascorsi oltre quattro mesi ed acquisita una petizione popolare firmata da numerosissime persone (oltre 1000 firme raccolte),  inviata per conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed a tutte le massime cariche dello Stato e della Regione Siciliana), la Sig.ra Guccione Maria ed il Sig. Donato Sardella, rispettivamente Assessore al Turismo e Capogruppo Consiliare a Favignana, avendone interesse anche ai sensi dell’art. 328 del codice penale, inviavano in data 4 maggio 2009,  a mezzo di un legale, una nota al Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo, al Capo di Gabinetto del Ministro dott. Michele Corradino ed al Segretario Generale del Ministero dott. Marco De Giorni, con la quale si chiedeva che venissero emessi i provvedimenti dovuti.

 

Solo a questo punto il Ministro dell’Ambiente, con nota del 22 maggio 2009, assumendo inopinatamente e genericamente “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti…anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” chiedeva al Presidente della Regione Siciliana il suo parere, obbligatorio e vincolante, in forza del Protocollo sottoscritto in data 14 marzo 2001, per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla “per un periodo non superiore a sei mesi, alla Capitaneria di Porto territorialmente competente, ai sensi della legge 979 del 1982.

 

Il Presidente della Regione Siciliana, On.le Raffaele Lombardo, con nota del 9 giugno 2009, esprimeva un forte diniego al Ministro dell’Ambiente, rilevando di avere accertato che “il Comune  di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata che ha già posto in essere, in breve tempo, interventi strutturali, normativi e tecnici mai realizzati in precedenza; tale struttura, della quale fanno parte anche esperti avvocati, docenti universitari, manager e tecnici, ha già formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, una relazione programmatica di alto profilo ed ha realizzato un sito web (già nella rete: www.apegadi.org) individuando sinergie con partners di riconosciuta eccellenza come la Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana ed il Conisma. Non si comprendono, per quanto su esposto, le ragioni che dovrebbero giustificare il provvedimento di affidare la gestione provvisoria dell’area marina protetta alla Capitaneria di Porto , dal momento che il Comune di Favignana si è dimostrato efficiente al punto da avere già realizzato meritevoli interventi, adottando misure concrete e tempestive per la bonifica delle spiagge e dei litorali e la messa in sicurezza delle grotte dell’isola di Marettimo, rendendo la riserva fruibile al pubblico dei turisti e dei visitatori“.

Il Governatore, così concludeva : “per questi motivi, nel reiterare il mio dissenso per l’affidamento della gestione provvisoria dell’Area Marina Protetta alla Capitaneria di Porto, auspico che la S.V. voglia definire il procedimento richiesto dal Comune di Favignana, Ente Gestore dell’Area Marina Protetta, al fine di incentivare lo sviluppo economico e turistico dell’isola“.

 

Nonostante ciò, il Ministro dell’Ambiente ritarda ancora ingiustificatamente l’emissione dei provvedimenti autorizzativi, mantenendo immotivatamente il Comune di Favignana  in una situazione di grave difficoltà, mortificando il territorio, il  suo sviluppo turistico, economico ed occupazionale.

Da informazione acquisite, anche da fonti ministeriali, risulterebbe che il Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo si trovi attualmente in una posizione di grave difficoltà decisionale per le forti pressioni (della cui natura non si comprende il significato) di un politico trapanese (non meglio identificato) che avrebbe chiesto con insistenza al Ministro, senza che ve ne fosse alcuna ragione, un provvedimento di revoca della gestione al Comune di Favignana, che impedirebbe al territorio di crescere.

 

E’ forte il rammarico, la tensione e l’impotenza  che si avvertono sul territorio delle tre isole, a causa dell’arroganza politica di pochi; la popolazione dell’arcipelago, già fortemente penalizzata per la crisi economica in atto e dove la disoccupazione tocca punte elevatissime (30%) si appella Presidente della Repubblica ed anche alle forze politiche sane, affinché intervengano presso il Sig. Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo, perchè emetta senza indugio i provvedimenti legittimi impedendo che il territorio venga gestito con metodi che nulla  hanno a che vedere con le regole democratiche.

 

                                          Il Sindaco di Favignana

1 Commento/i

  1. L’Associazione Ampegadi Marettimo nell’esprimere gratitudine e compiacimento per l’azione brillantemente portata a termine dai militari della Guardia Costiera agli ordini del comandante Primo Marescialllo Michele Parisi, auspica che il Ministro dell’Ambiene On. Stefania Prestiacomo porti a termine la sua “missione” per riattivare e far funzionare la riserva marina la riserva marina.

    Con l’ occasione riportiamo un articolo pubblicato da La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.
    Titolo: LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.
    Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (“Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
    La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.
    Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana – dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi – ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.
    COMMENTO DEL GIORNALISTA:
    L’intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l’Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.
    L’intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall’avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell’Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l’unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E’ vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l’impegno dell’avv.Pelaggi purchè non sia l’ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E’ questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall’immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate. F.to Mariza D’anna


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