Il business del pesce spada Blitz contro la pesca abusiva

Sette persone denunciate all’autorità giudiziaria. Oltre venti chilometri di reti e duemila chilogrammi di pesce sequestrati. È questo il bilancio dell’operazione condotta dagli uomini della Guardia Costiera di Trapani che, mercoledì scorso, hanno fermato, al largo dell’isola di Marettimo, due pescherecci sorpresi con spadare e ferettare non consentite. Nel corso del blitz sono state riscontrate numerosissime violazioni amministrative. Dall’irregolare assunzione di personale all’omessa annotazione su ruolo dei singoli componenti degli equipaggi, dalla mancata custodia di documenti all’inosservanza di norme sulla sicurezza, dall’omessa compilazione del giornale di pesca alla detenzione di attrezzi non consentiti. “Noi non siamo contro i pescatori”, dice il comandante della capitaneria di porto, Bernardo Aruta. “Quando facciamo questo genere di operazioni operiamo anche a tutela dei pescatori. Di quelli onesti che rispettano, spesso con tanti sacrifici, le norme e le leggi.Nel mirino due pescherecci: uno di Milazzo, l’altro di Porticello. Le imbarcazioni avevano catturato illegalmente – utilizzando spatare e ferrettare vietate dalla Comunità europea – pesce spada e tonni. Oltre ai due natanti, la Capitaneria ha sequestrato 2.000 chili di prodotti ittici e circa 30 chilometri di reti “fuorilegge”. I componenti dei due equipaggi sono stati denunciati alla Procura di Trapani. All’operazione contro la pesca di frodo hanno preso parte motovedette della Guardia costiera del capoluogo, un pattugliatore e due velivoli. Il pesce sequestrato è stato, in parte, donato alle diocesi di Trapani e di Mazara del Vallo, e in parte messo in vendita al mercato ittico. Il ricavato finirà nelle casse dello Stato. Nel corso dell’operazione abbiamo sequestrato quasi duemila chili di pesce che abbiamo già provveduto a vendere all’asta. Gli esemplari sotto la taglia minima, che non è possibile vendere, sono stati dati in beneficienza alle Diocesi di Trapani e Mazara de Vallo”.

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