Un razzo – lanciato accidentalmente da una pistola – ha scatenato un inferno di fuoco nell’isola di Marettimo, la più lontana delle Egadi, presa d’assalto da turisti sia italiani, sia stranieri. Il rogo ha devastato la località denominata «Chiapperi», riducendo in cenere – secondo una prima, sommaria stima dei danni – due ettari di macchia mediterranea. Il fuoco si è sviluppato in una zona impervia, difficile da raggiungere, con pendenze superiori al 30 per cento. Circostanza, questa, che ha reso assai difficoltose le operazioni di spegnimento, condotte dagli uomini della Forestale, che si sono concluse alle 10,20 di ieri mattina. L’allarme, invece, era scattato alle 2,30 di notte. L’isola ha bruciato per otto ore. Per arrestare l’avanzata delle fiamme che divoravano tutto quello che si trovava lungo la loro traiettoria è stato necessario l’intervento di elicottero. Il mezzo aereo della Forestale, di stanza alla base di Trapani-Birgi, ha raggiunto Marettimo intorno alle 7. L’«Ericsson S-64» ha eseguito 38 lanci di acqua. Poi, alle 8,20, ha fatto rientro alla base, lasciando, agli uomini che operavano da terra, il compito di spegnere gli ultimi focolai e di procedere alla bonifica dei terreni attraversati dal fuoco. A lottare contro le fiamme, sei operai addetti allo spegnimento incendi, un perito e due ispettori forestali del distaccamento di Erice. Hanno raggiunto l’isola a bordo di una motovedetta della Guardia costiera. L’allarme è rientrato alle 10,20. Dalle prime indagini sarebbe emerso che a causare il rogo sarebbe stato un razzo. In questa direzione sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire eventuali responsabilità.
(Domenica 26.07.2009) da telesud
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