Siamo già riserva marina, perché diventare parco

Antinoro contro il Parco
L’istituzione del Parco Nazionale delle Egadi e del litorale trapanese potrebbe danneggiare le comunità di Favignana, Levanzo e Marettimo.
Il sindaco Lucio Antinoro ha espresso apertamente i propri dubbi, nel corso di un vertice svoltosi a Roma, a cui hanno partecipato diversi amministratori comunali, e si è dichiarato contrario al progetto. Di diverso avviso invece gli amministratori della Provincia Regionale e dei Comuni di Trapani e Paceco che hanno espresso parere favorevole. Il sindaco Biagio Martorana, in particolare, ha evidenziato l’interesse della sua comunità alla valorizzazione delle saline. “L’importanza dell’istituzione del Parco – ha spiegato il primo cittadino nel corso del suo intervento – risiede nella sua valenza sovracomunale e nell’importanza della messa a sistema di questa importante parte del territorio siciliano”. L’amministrazione comunale di Marsala ha assunto una posizione d’attesa in vista di ulteriori sviluppi.

 

da: trapaniok

1 Commento/i

  1. VARI AUTORI

    UN ESPOSTO-DENUNCIA NEL QUALE SI DIFFIDA L’ON. STEFANIA PRESTIGIACOMO, Ministro dell’Ambiente, a porre in essere gli atti necessari per consentire il regolare funzionamento dell’Area Marina Protetta Isole Egadi è stato inviato da residenti, esercenti commerciali del Comune di Favignana e da professionisti, dopo la reiterata omissione di atti di ufficio del Ministero che ha causato un grave stallo all’Area Marina Protetta, istituita dal Ministero. Nel mese di febbraio era stato individuato dal Sindaco e Presidente dell’Area Protetta, con determina comunale, il responsabile di gestione ed un team di esperti qualificati, che nonostante le gravi omissioni del ministero che dal 2005 ha privato l’Ente dei fondi stanziati dallo Stato, ha posto in essere in breve tempo attività tecniche e giuridiche mai realizzata in oltre vent’anni dall’istituzione dell’AMP (redazione del programma di gestione; formulazione del disciplinare provvisorio di regolamento; realizzazione del sito internet; individuazione delle sedi istituzionali della riserva;, bonifica e messa in sicurezza delle spiagge e delle grotte; consolidamento delle banchine di Favignana e Marittimo; ristrutturazione delle Case Romane e della Chiesa Bizantina a Marittimo; realizzazione del depuratore a Favignana )ma, nonostante ciò il Ministero dell’Ambiente da oltre sette mesi, ha omesso di rendere gli atti dovuti ed ha impedito la nomina del responsabile dell’AMP omettendo persino di trasferire le somme assegnate all’Ente Gestore dell’AMP e stanziate nel bilancio dello Stato per il 2009. Dopo reiterati inviti al Ministro Prestigiacomo a compiere gli atti dovuti – nonostante una precedente diffida ai sensi dell’art. 328 codice penale- seguiva una dubbia proposta di revoca della gestione che attivava un procedimento amministrativo conclusosi con parere vincolante del Presidente della Regione On. Raffaele Lombardo (reso in forza del Protocollo di intesa Stato- Regione Siciliana in materia di scelta o revoca di un ente gestore di AMP) che evidenziava la strumentalità e l’infondatezza della richiesta della Prestigiacomo. Nelle ultime settimane è venuto alla luce il motivo dello stallo imposto dal Ministero quello cioè di costringere il Sindaco di Favignana, (rappresentante del centro sinistra ma a capo di una lista civica di cui fa parte il centro destra) al quale solo compete la prerogativa di designare e nominare il direttore della Riserva a designare l’avv. Luigi Pelaggi, direttore dell’Ufficio Tecnico del Ministero, fedelissimo dell’On. Prestigiacomo ed a revocare la designazione già effettuata dal Sindaco Lucio Antinoro. Nell’esposto molto dettagliato e ampiamente documentato, si chiede al Ministro Prestigiacomo di adempiere ad atti del suo ufficio, senza indugio, e viene espressamente indicato che a prescindere dalla risposta che la Prestigiacomo vorrà dare , verrà informata l’autorità giudiziaria competente per valutare eventuali omissioni che possano già configurarsi e perché si faccia piena luce su eventuali reati che possano essere individuati nei confronti del Ministro dell’ Ambiente e di eventuali concorrenti nella interminabile vicenda che da tempo tiene in una situazione di stallo l’Area Marina Protetta più grande d’Europa certamente anche per non meglio individuati interessi di esponenti politici trapanasi.

    VARI AUTORI

    VICENDE DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI
    -I FATTI-
    Il Comune di Favignana è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, istituita nel 1991 dal Ministero dell’Ambiente che eroga annualmente le risorse stanziate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” per consentirne il regolare funzionamento. Il Sindaco del Comune di Favignana, Lucio Antinoro, con determina di incarico n. 9 del 26.02.2009 aveva individuato il Responsabile per la gestione dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Dopo la designazione, sono stati realizzati in breve tempo, importanti interventi tecnico-giuridici e organizzativi mai posti in essere in precedenza dall’istituzione della riserva : -la costituzione di un gruppo di lavoro multidisciplinare, essendo l’Ente privo di personale specializzato da destinare all’A.M.P. ; -la relazione programmatica e/o programma di gestione; -la bozza di disciplinare provvisorio di regolamento e di organizzazione della riserva; -il sito web: wwwampegadi.org; -l’intesa con la Soprintendenza del Mare per la Regione Siciliana per la messa in sicurezza di importanti siti archeologici subacquei da rendere fruibili ai turisti ed ai visitatori della riserva; -l‘accordo con il Conisma, che ha formulato alcuni interventi di ricerca scientifica, alcuni dei quali già esaminati e considerati rilevanti dai funzionari dell’Ufficio Tecnico del Ministero dell’Ambiente, (circostanza che potrà essere confermata dalla dott.ssa Teresa Gagliardi, della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente ); -l’accordo, a titolo gratuito, con i residenti nell’isola di Marettimo per il monitoraggio e manutenzione delle boe di perimetrazione; -il protocollo di intesa con i locali per la promozione delle attività della riserva marina . Nonostante l’espletamento delle predette attività ed i numerosi solleciti inoltrati, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, immotivatamente, ritardava la trasmissione delle risorse spettanti all’AMP Isole Egadi e l’invio del nulla osta per consentire al Sindaco la nomina del responsabile da lui individuato in forza della vigente normativa e con nota del 22.05.2009 chiedeva il consenso del Presidente della Regione Siciliana (previsto dal protocollo sottoscritto in data 14 marzo 2001) per affidare la gestione alla Capitaneria di Porto di Trapani, per presunte “gravi carenze tecnico-amministrative riscontrate nell’attuale gestione da parte del Comune di Favignana e che sarebbero divenute recentemente più evidenti” . Il Presidente, con nota del 9 giugno 2009, esprimeva il suo parere contrario, evidenziando, tra l’altro, di avere accertato che il contenuto di una petizione popolare, che gli era pervenuta, unitamente ad atti e documenti, “corrisponde esattamente al vero” . A seguito di ciò, il Ministro dell’Ambiente doveva rendere i provvedimenti di legge richiesti dal Sindaco di Favignana che, comunque avrebbe potuto sollecitarli, essendo il parere espresso dal Presidente della Regione, vincolante oltre che obbligatorio . Non potendo intraprendere altre iniziative, l’On. Prestigiacomo, disattendendo il parere vincolante del Presidente della Regione Sicilia, ha imposto al Sindaco di nominare come Responsabile dell’AMP l’avv. Luigi Pelaggi, fedelissimo collaboratore del Ministro, oggi capo dell’Ufficio Tecnico del Ministero dell’Ambiente, rappresentando al Sindaco che, in caso contrario, avrebbe revocato comunque la gestione al Comune. A seguito di ciò, il 20.07.2009 il Sindaco ha chiesto all’avv. Giovanni Lima di rassegnare le dimissioni. Con nota datata 24.07.2009 prot. N.12476, il Sindaco comunicava all’avv. Lima (che non si era dimesso), l’avvio del procedimento di revoca della Determinazione Sindacale n.9 del 26.02.2009 e con determina n. 48 del 04.08.2009, revocava il precedente provvedimento n.9 del 26.02.2009, che aveva individuato l’esponente responsabile dell’AMP . In pari data veniva individuato il nuovo responsabile di gestione nell’avv. Luigi Pelaggi, la cui nomina veniva ratificata dal ministero “in tempi record“.

    Può dirsi che Antinoro debba dimettersi per aver fallito l’obiettivo principale del suo programma elettorale cioè la gestione diretta della riserva marina? Può dirsi che la Prestigiacomo non ha mantenuto gli accordi presi (quali accordi?) con il Sindaco di Favignana e si è presa gioco di lui e di tutta la popolazione egadina? Può dirsi che il Sindaco di Favignana Lucio Antinoro che è stato eletto per caso, non essendoci altre liste ed altri candidati sindaci in competizione elettorale, debba dimettersi per consentire che venga ristabilito un sistema democratico nel quale ci sia chi governa e chi fa l’opposizione?

    Certo quello prefigurato dai commentatori è uno scenario allucinante. Può D’alì da presidente della Commissione ambiente al Senato appoggiare politicamente l’istituzione del parco delle Egadi e del Litorale Trapanese? ma il senatore non appartiene ad una famiglia con forti interessi economici nel Trapanese (Stagnone,Saline, alberghi). Boh chi ci capisce niente! Ma non dovrebbe essere in conflitto di interessi? Che c’entra poi volere imporre un parco che comprende popolazioni diverse senza nemmeno averle interpellate? Non occorre chiedere anche il loro parere magari con un referendum?

    Un pò di confusione c’è! Ma perchè D’Alì vuole sempre cercare di riunire più territori diversi tra loro? Non era stato lui a proporre l’istituzione di un unico comune tra Trapani ed Erice? E’ la coscienza del bene comune spinge politicamente il massimo rappresentante delle istituzioni a Trapani a volere accorpare? Ma quali benefici si potrebbero avere per le popolazioni dei vari territori interessati? Questo è stato spiegato? Certo di Tonino io mi fido, lui fa i fatti come la Coppa America, quindi bisogna credere in lui.

    AUTORE : SICILIA PARCHI – Archivio Flash • 22 Luglio 2009
    Egadi, i problemi dell’AMP Un gruppo di residenti, esercenti e professionisti di Marettimo, nelle Egadi, ha chiesto al ministro dell’Ambiente Stefania di trasferire al Comune di Favignana le risorse stanziate per l’isola e di nominare il responsabile di gestione, già individuato dal sindaco di Favignana Lucio Antinoro, dell’Ente gestore dell’Area marina protetta delle isole Egadi. La richiesta è stata inviata sotto forma di diffida dall’avvocato del foro di Palermo Mario Alberto Capparelli. Lo scorso febbraio il sindaco aveva individuato nell’avvocato Giovanni Lima il direttore della Riserva, ma la designazione non ha mai ricevuto il benestare da parte del ministero che a maggio ha chiesto al presidente della Regione Raffaele Lombardo un parere obbligatorio e vincolante per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla ‘per un periodo non superiore a sei mesi, alla Capitaneria di Porto territorialmente competentè. Lombardo il 9 giugno ha espresso diniego al ministero, rilevando tra l’altro che ‘il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata. “Nonostante il parere obbligatorio e vincolante del presidente della Regione – si legge nell’esposto – e l’inizio della stagione estiva, ormai seriamente compromessa, il ministro dell’Ambiente ritarda ancora inspiegabilmente l’emissione dei provvedimenti”.

    LA REPUBBLICA 26/09/2009 15:20:05
    SICILIA – Egadi, sull’area protetta è scontro governo-Regione 18 GIUGNO 2009, LA SICILIA Favignana. Si parla dell’Area Marina protetta delle isole Egadi – la più grande del Mediterraneo – ormai dal 1991 quando, con decreto del ministero dell’Ambiente, venne istituita. E già allora, 18 anni fa, contestazioni e contrapposizioni politiche vi posero il primo freno. Gli altri, innumerevoli intoppi e non certo solo di ordine burocratico, sono venuti con il tempo formando un intricato reticolo di interessi che a oggi non è ancora stato dipanato. E che non consente di far funzionare a dovere l’Area protetta con grave danno per l’ambiente, per lo sviluppo del territorio, per l’economia, il turismo e tutto quello che ne segue. Nel lontano passato, la prima contrapposizione, poi superata, era stata quella posta dai pescatori che vedevano nella Riserva un freno alla loro attività (soprattutto di pesca a strascico lungo le coste). Erano scesi in piazza a protestare e avevano occupato per giorni il porto di Trapani mostrandosi contrari alla sua istituzione. Oggi, l’ultima contrapposizione è sorta tra il ministero dell’Ambiente e la Regione Sicilia. Oggi la Riserva delle Egadi, che comprende le tre isole, Favignana, Levanzo e Marettimo, l’isolotto di Formica (dove ha sede la comunità di Mondo X di padre Eligio e il piccolo scoglio piatto chiamato Maraone) è affidata alla gestione del Comune di Favignana (dal 2001, prima era della Capitaneria di Porto) che tuttavia di fatto non è messo nelle condizioni di farla funzionare. Nonostante gli sforzi di produrre una regolamentazione dell’area, mai fatti in precedenza, e di avviare una gestione consapevole, nelle scorse settimane è arrivato appunto l’ultimo stop del ministero dell’Ambiente. Il ministro Stefania Prestigiacomo, infatti, individuando «nella gestione precedente gravi carenze tecnico-amministrative», aveva manifestato l’intenzione di «revocare la gestione al Comune e affidarne la gestione provvisoria e per un periodo non superiore a sei mesi alla Capitaneria di porto». Una decisione che aveva fatto sussultare il sindaco delle Egadi, Lucio Antinoro: «È vero che nella gestione del mio predecessore ci sono state irregolarità che io per primo ho denunciato nel tempo, ma adesso si deve al più presto trovare una soluzione per farla funzionare. Ci vogliono fondi e interventi immediati». Il ministro, allora, non più tardi di un paio di settimane fa, aveva investito della questione il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, chiedendo il suo consenso così come previsto dal protocollo del 2001, nel quale è sancito che la scelta dell’Ente gestore di un’area protetta in Sicilia «va condivisa da ministero dell’Ambiente e dal presidente della Regione». Ma Lombardo, in tutta risposta, si era dichiarato contrario al commissariamento anche temporaneo sollecitato dal ministero «non avendo riscontrato alcuna carenza tecnico amministrativa nell’attuale gestione – scriveva – tale da giustificare il provvedimento». Una netta presa di distanza dalla decisione del ministero che ancora oggi non ha trovato una soluzione finale mentre si fa strada anche una nuova e diversa ipotesi, di far diventare le Egadi un parco marino. Intanto, una petizione di oltre cinquecento firme di residenti, turisti, proprietari di immobili aveva testimoniato che il Comune si era dotato di una struttura, aveva nominato un direttore, l’avvocato palermitano Giovanni Lima che in passato era stato presidente del commissione della Riserva (nomina mai ratificata dal ministero), e aveva iniziato a lavorare per rendere fruibile la Riserva. «Per la prima volta abbiamo formulato il disciplinare del regolamento – afferma l’avvocato Lima – abbiamo approntato una dettagliata relazione programmatica e anche un sito web oltre ad aver coinvolto sinergicamente Sovrintendenza del Mare, assessorato regionale dei Beni culturali e Conisma. Tuttavia oggi ci troviamo di fronte a un momento d’empasse, noi abbiamo dimostrato di essere pronti per avviare una gestione che possa rilanciare il turismo nelle Egadi, ma abbiamo bisogno di fondi e di certezze prima di tutto». La Riserva, infatti, non è ancora perimetrata (non sono individuati i confini) perchè le boe sono state portate via dal mare e nessuno ha pensato di rimetterle in sesto ma anche – solo per fare un esempio – il sofisticato sistema di videosorveglianza dell’area protetta che si trova a punta Libeccio a Marettimo, senza essere mai entrato in funzione, è distrutto dalle intemperie. Ma sulla questione del paventato commissariamento è netto: «Non credo che si possa commissariare la Riserva – aveva detto dopo aver appreso la notizia –, non credo sia previsto normativamente. In ogni caso a noi non è mai stato notificato nulla». Nel frattempo, è entrata l’estate e anche questa volta appare assai difficile parlare di rilancio del turismo e di sfruttamento delle riserve naturali e paesaggistiche delle isole. Le quattro le zone in cui è stata divisa l’Area protetta – dalla A che va preservata integralmente, e che si trova soprattutto dietro l’isola di Marettimo, alla B dove sono consentite alcune attività, alla C dove è consentito pescare fino alla D dove non ci sono divieti – sono appena regolamentate, lì i divieti vengono fatti rispettare dalla Capitaneria di Porto che pone una certa attenzione all’ancoraggio e a tutte le altre attività ma nulla di più. Per chi arriva alle isole con la propria barca o intende noleggiarne una sul posto, si trova sempre spiazzato. «Nel frattempo con i fondi esigui a disposizione – prosegue il sindaco Antinoro, che ha informato il ministero – abbiamo cercato di bonificare e mettere in sicurezza le spiagge per garantire l’incolumità dei turisti, abbiano realizzato le opere in alcune grotte nell’isola di Marettimo, abbiamo arginato il fenomeno dell’erosione costiera, ma anche tentato un monitoraggio delle boe di perimetrazione la mancanza della quali rende impossibile le attività di controllo e di tutela dell’Area». Ecco perchè il Comune chiedeva interventi immediati, mai arrivati, e che oggi si sono impantanati tra le pieghe del ministero e della Regione. Gli isolani sono abituati a questo rimpallo di competenze e addebitano alla politica il ruolo assai poco costruttivo di tutta la questione. Il consigliere comunale Vito Vaccaro, che vive a Marettimo e conosce le esigenze reali della popolazione isolana, allarga le braccia: «Aspettiamo da tempo che qui vengano date risposte certe che non arrivano mai. La Riserva potrebbe essere il vero motore di sviluppo e di rilancio delle Egadi da dove ormai i giovani sono costretti a fuggire e dove ci sentiamo sempre più isolati e invece interviene sempre la politica a porre un freno a tutto. Dobbiamo protestare per tutto qui a Marettimo, per l’ufficio postale che non funziona o per la scuola elementare che non apre perchè non ci sono maestre». Eppure basterebbe volgere lo sguardo verso la Sardegna, per esempio, e vedere come lì le Riserve marine funzionano a dovere, bypassando anche la miseria della politica.

    LA REPUBBLICA -19 GIUGNO 2009
    -REGIONE CONTRO MINISTERO LITE SULLA RISERVA DELLE EGADI pagina 5 sezione: PALERMO- È SCONTRO sulla gestione dell’ Area marina protetta delle Egadi tra il governatore Raffaele Lombardo e il ministro dell’ Ambiente Stefania Prestigiacomo. La Prestigiacomo infatti vorrebbe revocare la gestione diretta al Comune di Favignanae affidarla provvisoriamente alla Capitaneria di porto. Il procedimento di revoca è stato avviato e comunicato al presidente della Regione il 22 maggio scorso dopo l’ invio di un’ ispezione. «Da tempo – scrive Stefania Prestigiacomo – riscontriamo nella gestione gravi carenze tecnico-amministrative e la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare un danno al prestigio turistico dell’ Isola». Ma Lombardo non ci sta e il 9 giugno scorso ribatte: «Non ho riscontrato – scrive al ministro – nessun grave carenza tecnico amministrativa nell’ attuale gestione che possa giustificare questo provvedimento. Il Comune di Favignana da tempo si è dotato di una struttura qualificata, di cui fanno parte anche avvocati, docenti universitari, manager e tecnici. E si è dimostrato efficiente con misure concrete come la bonifica delle spiagge e dei litorali». La presa di posizione del governatore è l’ ultimo atto di una lunga querelle tra il Comune di Favignana e il ministero. «Dal momento del mio insediamento a giugno del 2008 – spiega il sindaco di Favignana Lucio Antinoro – l’ amministrazione ha redatto la bozza di disciplinare provvisorio del regolamento della riserva. Abbiamo messo in manutenzione il battello spazzamare, acquistato una sede dell’ Area marina protetta nella centralissima piazza Europa di Favignana e individuato il responsabile e il componente della commissione di riserva. Ma non abbiamo ricevuto nonostante le nostre richieste al ministero i fondi utili per gli interventi già avviati. Non abbiamo potuto operare tutti gli interventi anche perché non è stata ratificata la nomina del direttore della riserva».A Favignana Lucio Antinoro, già capogruppo consiliare del centro-sinistra al Comune, è stato eletto in una lista civica con l’ 84 per cento di preferenze dopo la rimozione e l’ esclusione dalle elezioni di Gaspare Ernandez, forzista molto vicino al senatore Antonino D’ Alì, che è anche presidente della commissione Ambiente al Senato. – ISABELLA NAPOLI

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    DECRETO PRESIDENZIALE 19 MARZO 2008 DI RIMOZIONE DEL SINDACO DI FAVIGNANA GASPARE ERNANDEZ dalla carica del sindaco del comune di Favignana e dei componenti della rispettiva giunta. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Visto lo Statuto della Regione; Visto il vigente ordinamento amministrativo degli enti locali, approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni; Visto l’art. 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto dall’art. 1, lett. g), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48; Vista la relazione prot. n. 208 del 14 gennaio 2008 del servizio 8° dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, relativa alla proposta di rimozione del sindaco del comune di Favignana (TP), sig. Gaspare Ernandez, il cui contenuto si intende qui interamente richiamato quale parte integrante del presente provvedimento; Considerato che dalla predetta relazione emergono numerose, gravi e reiterate violazioni “dei principi costituzionali attinenti la pubblica amministrazione nonché di leggi e norme statutarie e regolamentari” riscontrate nell’attività di gestione della cosa pubblica del sindaco del comune di Favignana e un arco temporale, particolarmente lungo, in cui dette violazioni si sono verificate; Vista la nota protocollo n. 4/Gab./ris. del 25 gennaio 2008, trasmessa al servizio 8°, con nota del dirigente generale, protocollo n. 561, del 29 gennaio 2008, con la quale l’Assessore ha disposto che vengano posti in essere, con l’urgenza che il caso richiede, gli adempimenti consequenziali “al fine della tutela del bene pubblico”; Vista la nota n. 604 del 29 gennaio 2008, con la quale, ai sensi degli artt. 8 e seguenti della legge regionale n. 10/91 e successive modifiche ed integrazioni, è stato dato avviso dell’avvio del procedimento di cui all’art. 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto dall’art. 1, lett. g), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, nei confronti del sindaco di Favignana; Vista la nota n. 682 del 6 febbraio 2008, ricevuta in data 22 febbraio 2008, con la quale, stante l’urgenza, è stato assegnato un termine di 8 giorni al fine di esercitare il diritto di cui all’art. 11 della legge regionale n. 10/91; Vista la nota del 26 febbraio, con la quale il sindaco ha chiesto, ai sensi della legge regionale n. 10/91, accesso ed estrazione di copia di atti relativi al procedimento; Visto il verbale, protocollo n. 818 del 26 febbraio 2008, recante l’elenco analitico degli atti consegnati al sindaco, sig. Ernandez; Vista la nota del sindaco di Favignana del 27 febbraio 2008, acquisita al protocollo dell’ufficio di Gabinetto al n. 775 in pari data e trasmessa al servizio 8 con l’assessoriale n. 852/Gab. del 4 marzo 2008, con la quale viene richiesto “il riesame dei propri deliberata emettendo ogni consequenziale statuizione alla luce della nuova documentazione prodotta”; Vista la nota protocollo n. 930 del 7 marzo 2008, con la quale il servizio 8 ha trasmesso una relazione circa la nuova documentazione prodotta dal sindaco rimettendo, in assenza di una norma che fissi la proporzionalità della sanzione, la valutazione e conseguente rideterminazione alla discrezionalità dell’organo politico, chiedendone la condivisione; Vista la nota protocollo n. 990/Gab. del 12 marzo 2008, introitata al protocollo del servizio al n. 2377 di pari data, con la quale l’Assessore ha restituito al servizio 8 la predetta nota n. 930/2008 apponendo in calce alla stessa il suo “Visto si condivide” per la riproposizione del decreto di rimozione; Rilevato che, nel caso di specie, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della legge regionale 19 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche, la cessazione dalla carica del sindaco comporta la cessazione dalla carica dei componenti della rispettiva giunta ma non del consiglio, che rimane in carica fino a nuove elezioni che si svolgono contestualmente alle elezioni del sindaco, da effettuare nel primo turno elettorale utile; Su proposta dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali; Decreta: Art. 1 Il sindaco del comune di Favignana, sig. Gaspare Ernandez, è rimosso dalla carica, e, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della legge regionale 19 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche, cessano dalla carica i componenti della rispettiva giunta. Art. 2 Con successivo decreto si provvederà a nominare un commissario straordinario con le funzioni di sindaco e giunta. Palermo, 19 marzo 2008. Il Vicepresidente: LEANZA

    WIKIPEDIA 26/09/2009 15:45:21
    ANTONIO Jr. D’Ali’ (Trapani, 25 dicembre 1951) è un politico italiano. D’Alì è attualmente Senatore della Repubblica. È stato presidente della Provincia di Trapani. Rampollo di una antica famiglia imprenditoriale, ( il nonno Giulio fu Senatore del Regno) proprietaria di saline, navi commerciali, ampi latifondi e soprattutto della Banca Sicula di Trapani, primo istituto privato bancario della Sicilia, confluita nel 1991 nella Comit. Quando, nel 1983, lo zio del senatore, che allora era amministratore delegato dell’istituto, lasciò la carica, questi gli subentrò nell’incarico. Successivamente è divenuto un membro autorevole di Forza Italia di cui è stato uno dei fondatori. Nel 1994 è stato eletto nel collegio di Trapani Senatore nella XII, fu vicepresidente della commissione Finanze, e per un breve periodo è stato il responsabile economico di Forza Italia. Riconfermato nellaXIII, XIV e nella XV Legislatura. È stato Sottosegretario di Stato per l’Interno nel secondo e nel terzo Governo Berlusconi (2001-2006). È stato il fautore della presenza a Trapani nel 2005 degli Act’s della Vuitton Cup, preliminari della America’s Cup. È stato eletto Presidente della Provincia di Trapani nel turno elettorale del 2006 (elezioni del 11 e 12 giugno), raccogliendo il 55,6% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrodestra, succedendo alla dimissionaria Giulia Adamo. Il mandato amministrativo sarebbe scaduto nel 2011, ma D’Alì ha rassegnato, dopo poco più di un anno e mezzo dalle elezioni, le sue dimissioni per concorrere alle elezioni politiche anticipate del 13 aprile 2008, nelle quali è risultato nuovamente eletto al Senato con il PdL. Il 22 maggio 2008 è stato eletto Presidente della Commissione Ambiente del Senato.
    Foto del Senatore Antonio D’ALI’ Regione di elezione: Sicilia – Collegio: 1 (Trapani) Nato il 25 dicembre 1951 a Trapani Residente a Trapani Professione: Amministratore di banca Elezione: 13 maggio 2001 Proclamazione: 18 maggio 2001 Convalida: 25 luglio 2002 Mandati * XII Legislatura Senato * XIII Legislatura Senato * XIV Legislatura Senato * XV Legislatura Senato * XVI Legislatura Senato Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura Governo Berlusconi-II: Sottosegretario di Stato per l’ interno dal 12 giugno 2001 al 22 aprile 2005 Governo Berlusconi-III: Sottosegretario di Stato per l’ interno dal 26 aprile 2005 al 16 maggio 2006 Gruppo Forza Italia: Membro dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale): Membro dal 22 giugno 2001 al 27 aprile 2006 (sostituito da Mario FERRARA fino al 27 aprile 2006)

    ISOLATAMENTE 26/09/2009
    -“D’Alì deve solo vergognarsi” 04/09/2009 Il sindaco di Favignana Lucio Antinoro replica alle dichiarazioni del senatore Antonio D’Alì. “Adesso basta!”, tuona il sindaco di Favignana Lucio Antinoro, replicando alle dichiarazioni del senatore Antonio D’Alì che nei giorni scorsi ha paventato il rischio di perdita dei finanziamenti previsti per il porto di Favignana. “Se siamo in difficoltà e tutta colpa della precedente amministrazione e del senatore Antonio D’Alì che, per cinque anni, ha appoggiato un sindaco inefficiente che è stato rimosso. Non posso accettare che proprio lui ora accusi la mia amministrazione di inefficienza. D’Alì non dovrebbe neanche avere il coraggio di parlare. Dovrebbe soltanto vergognarsi”. Antinoro smentisce le notizie diffuse dall’esponente del centrodestra e dichiara che non vi è alcun rischio di perdere quei finanziamenti. “I fondi di cui parla il senatore Antonio D’Alì non sono a rischio di perenzione”, dice. “Ma in ogni caso, mi preme ribadirlo, se siamo in questa situazione è a causa degli errori commessi dalla precedente amministrazione che ha portato avanti una programmazione illegittima. Tutti, dal sindaco agli assessori, compresa Cettina Spataro, che ora punta il dito contro la mia amministrazione, al senatore Antonio D’Alì, sono responsabili di questa situazione e dovrebbero avere la decenza di restare zitti. Voglio rassicurare tutti i cittadini di Favignana. Noi stiamo lavorando per porre rimedio a questi errori e sono certo che ci riusciremo”.

    ISOLATAMENTE
    -CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO DI FAVIGNANA ENTE GESTORE DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI PALERMO 7 LUGLIO 2009 ORE 11.30 PORTO STELLA MARIS Il Comune di Favignana è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con nota del 23.1.2009, chiedeva all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate per il corrente esercizio finanziario sul capitolo di bilancio denominato “spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” assegnate all’AMP nel bilancio dello Stato per la stagione 2009. L’Ente trasmetteva la relazione, individuando le linee di programma ritenute essenziali anche dalle direttive ministeriali e designava il responsabile dell’AMP ed il componente della Commissione di Riserva, in rappresentanza del Comune di Favignana, come previsto dalla vigente normativa. Nelle more dell’emissione dei provvedimenti dovuti, l’Ente costituiva una struttura tecnico- amministrativa qualificata composta da avvocati, docenti universitari, tecnici, web master, manager; redigeva il disciplinare provvisorio di regolamento e di organizzazione della Riserva, aggiornato alla direttiva 2003/44/CE richiamata dal recente Protocollo per la navigazione sostenibile dell’1.2.2007 (trasmesso al Ministero ed alla Capitaneria di Porto competente); realizzava un sito web inserito in rete in tempi rapidi (www.ampegadi.org); poneva in essere attività strutturali ed interventi tecnici e giuridici mai realizzati in precedenza dalla istituzione della riserva (acquisto di sedi alternative a quelle esistenti negli uffici comunali, con fondi non stanziati dal Ministero dell’Ambiente); individuava sinergie di riconosciuta eccellenza (Soprintendenza del Mare dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana e Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare – CoNiSMa) che hanno formulato progetti di gestione di alto profilo relativi alla ricerca scientifica, (già vagliati dalla Direzione Generale del Ministero, che approvandoli li riconosceva efficaci ed essenziali) ed alla archeologia marina; coinvolgeva tecnici esperti, residenti nell’isola di Marettimo (sede della zona integrale della Riserva marina ma anche della più vasta zona B dell’Area Marina Protetta) per gli interventi di monitoraggio, ispezione periodica e di manutenzione delle boe di perimetrazione a mare esistenti; ha provveduto al monitoraggio ed agli interventi necessari per il funzionamento dei segnalamenti a terra; ha operato la bonifica di tutte le spiagge dell’arcipelago e il monitoraggio per la verifica e l’accertamento della sicurezza delle grotte dell’Isola di Marettimo (quasi tutte ubicate nella zona A della riserva marina); stipulava un accordo di programma con tutti i più importanti esercenti commerciali (ivi compresi quelli che operano nel campo turistico, nell’isola dell’arcipelago che ricomprende le zone A e la più estesa zona B), che prevede la promozione di strategie condivise e di azioni integrate finalizzati alla informazione turistica ed alla promozione dell’Area Marina Protetta; realizzava importanti interventi riguardanti le strutture portuali delle isole di Favignana e Marettimo; definiva i lavori di ristrutturazione della Chiesa Bizantina e delle Case Romane ubicati sulla collina sopra l’abitato dell’Isola di Marittimo; ha appaltato i lavori di ristrutturazione del Castello Aragonese di Punta Troia. Nonostante ciò, il Ministero inspiegabilmente ritardava l’emissione dei provvedimenti dovuti. A seguito dei numerosi solleciti dell’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, rimasti tutti privi del benché minimo riscontro (l’ultima nota inviata dal Ministero all’Ente Gestore è datata 23.01.2009) per ottenere i provvedimenti previsti dalla legge (il Ministro dell’Ambiente si è persino rifiutato di incontrare il Sindaco), trascorsi oltre quattro mesi ed acquisita una petizione popolare firmata da numerosissime persone (oltre 1000 firme raccolte), inviata per conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed a tutte le massime cariche dello Stato e della Regione Siciliana), la Sig.ra Guccione Maria ed il Sig. Donato Sardella, rispettivamente Assessore al Turismo e Capogruppo Consiliare a Favignana, avendone interesse anche ai sensi dell’art. 328 del codice penale, inviavano in data 4 maggio 2009, a mezzo di un legale, una nota al Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo, al Capo di Gabinetto del Ministro dott. Michele Corradino ed al Segretario Generale del Ministero dott. Marco De Giorni, con la quale si chiedeva che venissero emessi i provvedimenti dovuti. Solo a questo punto il Ministro dell’Ambiente, con nota del 22 maggio 2009, assumendo inopinatamente e genericamente “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti…anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” chiedeva al Presidente della Regione Siciliana il suo parere, obbligatorio e vincolante, in forza del Protocollo sottoscritto in data 14 marzo 2001, per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla “per un periodo non superiore a sei mesi, alla Capitaneria di Porto territorialmente competente, ai sensi della legge 979 del 1982. Il Presidente della Regione Siciliana, On.le Raffaele Lombardo, con nota del 9 giugno 2009, esprimeva un forte diniego al Ministro dell’Ambiente, rilevando di avere accertato che “il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata che ha già posto in essere, in breve tempo, interventi strutturali, normativi e tecnici mai realizzati in precedenza; tale struttura, della quale fanno parte anche esperti avvocati, docenti universitari, manager e tecnici, ha già formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, una relazione programmatica di alto profilo ed ha realizzato un sito web (già nella rete: http://www.apegadi.org) individuando sinergie con partners di riconosciuta eccellenza come la Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana ed il Conisma. Non si comprendono, per quanto su esposto, le ragioni che dovrebbero giustificare il provvedimento di affidare la gestione provvisoria dell’area marina protetta alla Capitaneria di Porto , dal momento che il Comune di Favignana si è dimostrato efficiente al punto da avere già realizzato meritevoli interventi, adottando misure concrete e tempestive per la bonifica delle spiagge e dei litorali e la messa in sicurezza delle grotte dell’isola di Marettimo, rendendo la riserva fruibile al pubblico dei turisti e dei visitatori“. Il Governatore, così concludeva : “per questi motivi, nel reiterare il mio dissenso per l’affidamento della gestione provvisoria dell’Area Marina Protetta alla Capitaneria di Porto, auspico che la S.V. voglia definire il procedimento richiesto dal Comune di Favignana, Ente Gestore dell’Area Marina Protetta, al fine di incentivare lo sviluppo economico e turistico dell’isola“. Nonostante ciò, il Ministro dell’Ambiente ritarda ancora ingiustificatamente l’emissione dei provvedimenti autorizzativi, mantenendo immotivatamente il Comune di Favignana in una situazione di grave difficoltà, mortificando il territorio, il suo sviluppo turistico, economico ed occupazionale. Da informazione acquisite, anche da fonti ministeriali, risulterebbe che il Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo si trovi attualmente in una posizione di grave difficoltà decisionale per le forti pressioni (della cui natura non si comprende il significato) di un politico trapanese (non meglio identificato) che avrebbe chiesto con insistenza al Ministro, senza che ve ne fosse alcuna ragione, un provvedimento di revoca della gestione al Comune di Favignana, che impedirebbe al territorio di crescere. E’ forte il rammarico, la tensione e l’impotenza che si avvertono sul territorio delle tre isole, a causa dell’arroganza politica di pochi; la popolazione dell’arcipelago, già fortemente penalizzata per la crisi economica in atto e dove la disoccupazione tocca punte elevatissime (30%) si appella Presidente della Repubblica ed anche alle forze politiche sane, affinché intervengano presso il Sig. Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo, perchè emetta senza indugio i provvedimenti legittimi impedendo che il territorio venga gestito con metodi che nulla hanno a che vedere con le regole democratiche.

    VARI AUTORI

    Dov’è la coscienza del bene comune? Il senso di responsabilità della classe politica? Ma è possibile che nessuno si occupi veramente degli interessi della gente?

    Antinoro ha fallito e deve dimettersi. Ovvio che la Prestigiacomo e D’alì l’hanno battuto. Rivogliamo Ernandez!La riserva con lui non funzionava ma almeno non gli è stata scippata. rifacciamo le elezioni e vediamo se vince di nuovo Antinoro!

    Credo che lo Stato dovrebbe espropriare tutte le isole dello stagnone ai privati ivi comprese le strutture esistenti e fare un grande parco lì, facendo lavorare tante persone.

    Pure rifondazione…sei proprio uno che non capisce quello che dice. Nell’isola lunga ci sono già tanti alberghi che lavorano tantissimo in estate. vengono da tutto il mondo, già lavora perchè si dovrebbe espropriare per fare un favore ai comunisti? ma va la!

    Si plachi il sindaco di Favignana, deve capire che o si fanno accordi con Tonino D’alì o nel trapanese non si va da nessuna parte. D’altra parte il parco per Antinoro è anche meglio vista la disoccupazione che c’è nel suo territorio. D’Alì potrebbe far lavorare tutti, se vuole, e’ lui che sta al Senato ed è a lui che tutti sinistra e destra dovrebbero fare riferimento. A Trapani staremmo tutti meglio.

    Date tempo al Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, lei con la Sogesid dell’avv. Pelaggi saprà come risolvere il problema della riserva marina. La Sogesid è stata finanziata recentemente proprio per risolvere la questione delle egadi e del litorale trapanese. Lei ha voluto l’avv. Pelaggi come direttore della Area marina Protetta delle Isole Egadi per questo motivo, spiace che Antinoro non l’abbia capito. Il parco poi è una grande riserva marina e terrestre ed è meglio. Per esempio a Marettimo finalmente la caccia sarà vietata. Poi se qualcosa non andrà sono sicura che ci sarà l’aiuto di berlusconi.

    Un mare di inutili discussioni, ma qualcuno si è mai domandato perchè Montecarlo è così e Trapani, Paceco e le Egadi sono così. Da noi non funzionerà mai nulla, troppi interessi privati.

    E’ inutile che Antinoro si lamenta, si oppone, a che serve? lui è solo, prima finisce sta commedia e meglio è. Se tutti vogliono il parco , il parco si deve fare, il suo parere che può contare contro tutti quelli degli altri sindaci, non l’ho capito chi si crede il sindaco di Boston? Si deve fare il parco avremo tutti più turisti e più lavoro. Sempre favignana, favignana, non se ne può più! Un pò agli altri deve lasciare favignana.

    Sono con Antinoro. Come si possono mettere insieme più comunità tra loro sono molto diverse? E poi dove sono le infrastrutture. Mi sembra lo stesso discorso del ponte sullo stretto. Nel comprensorio mancano le autostrade, i raddoppi, mancano i servizi fondamentali,i porti nelle isole minori, l’acqua, però si deve fare un carrozzone: il parco, che non funzionerà mai. Anche perchè ci sarà un consiglio di amministrazione, un presidente che prenderanno stipendi d’oro, saranno nominati dai politici non saranno capaci. Credo che se ne fregheranno del territorio, ci metteranno i trombati delle elezioni, che saranno incapaci e faranno solo danno all’erario. Nel Trapanese ci sono altre prioriotà.

    I favignanesi sono tutti con il sindaco, ormai quà il senatore ha perso le elezioni ed ernandez non fa più politica

    Ho appreso ora che Antinoro è contro il parco nazionale. Non capisco tutto questo macello. Non è che c’è il parco, prima devono sentire non solo i sindaci ma anche la popolazione, dobbiamo essere d’accordo, ci deve essere una maggioranza non può decidere d’alì. Certo antinoro si è fatto un autogol

    Si faccia un referendum, non è democratico imporre un parco senza sentire chi abita sul territorio. a marettimo sono tutti contrari perchè finirebbe la caccia

    Sono le solite iniziative di d’alì che non si realizzeranno mai, come qualella di unificare Erice e Trapani, vedrete che la adamo si metterà di traverso lei sta con miccichè che è certo politicamente più forte di tonino d’alì. Miccichè dirà alla prestigiacomo di bloccare tutto appena si accorgerà che di mezzo c’è d’alì. Ormai nel pdl hanno problemi. Non andrà da nessuna parte questa iniziativa.

    Se a noi sto parco ci darà lavoro ben venisse. Mi fido ciecamente di d’alì il senatore.

    CONVEGNO DI LEGAMBIENTE Messaggiodi staff » 20/12/2008, 12:33
    -Fa bene Legambiente a tenere vivo il dibattito e il confronto sui parchi. E fa bene Tozzi a vivacizzarlo anche con critiche alla associazione di Federparchi che sta preparando il suo congresso anche se talvolta sembrano un po’ ingenerose. Ma ci sono tempi in qui bisogna darsi una mossa e questo è senza ombra di dubbio uno di quei momenti come anche l’intervista a Niccoletti mette bene a fuoco. Quello che forse finora non è emerso con sufficiente chiarezza è che la vicenda dei parchi è solo un aspetto per quanto importante di una vicenda istituzionale che si sta trascinando nella maniera più intrigata, confusa e allarmante. I tagli non riguardano certo solo i parchi. L’efficacia delle gestioni e la competenza degli amministratori non riguarda certamente solo gli enti parco. I parchi a differenza di altre istituzioni hanno semmai meno personale rispetto alle loro esigenze di funzionamento. Li non abbondano i fannulloni, scarseggiano i tecnici, spesso i direttori. Non si stratta ovviamente di stendere alcun velo pietoso in nome del fatto che non siamo soli a dover vedere le nostre bucce. Più semplicemente si tratta di ricondurre anche il nostro dibattito nell’ambito di quella più generale discussione istituzionale, perché mai come in questo momento tutto si tiene. Se per i parchi circolano cervellotiche idee non è che siano migliori quelle che riguardano le province o le comunità montane o i piccoli comuni e ora anche le aree metropolitane. Non è vero che si tratta soltanto o principalmente di soldi perché se le funzioni istituzionali si incasinano ulteriormente non avremo risparmi ma altri sprechi. E’ parsimonioso un sistema istituzionale che funziona al meglio. E ora il sistema -parchi inclusi- non funziona al meglio e neppure in misura passabile. Detto questo anche per ricordare che noi toscani abbiamo una opportunità in più per poterlo fare con la discussione iniziata sulla nuova legge regionale sui parchi che non sembra per la verità eccitare molto neppure gli addetti ai lavori, vanno aggiunte alcune annotazioni sul piano nazionale. Quando si parla di parchi e specialmente di aree protette marine (di cui la vicenda della Meloria è una caso esemplare nella sua scandalosità, ma anche l’Arcipelago Toscano non scherza))si dice -e lo ha fatto anche nell’incontro romano di Legambiente l’on D’Ali presidente della commissione ambiente del Senato- che la legge 394 è vecchia e dopo 17 anni quasi 18 sarebbe bene metterci mano. Stupisce che un parlamentare con la sua responsabilità ignori che dal 98 –dieci anni fa- la Legge Bassanini aveva di fatto azzerato l’assetto nazionale ministeriale previsto dalla legge quadro perché fosse ‘riodinato’ -dice la legge- per adeguarlo alle riforme della pubblica amministrazione che prendevano allora avvio. Il tutto -diceva la legge- sentite le regioni, ma la legge 426 pochi mesi dopo corresse e scrisse d’intesa. Gli risulta all’on D’Ali che in 10 anni non è stato fatto nulla? Come fa dunque, e non solo lui a onor del vero, a parlare di legge quadro da cambiare quando lo è già stata eccome e grazie all’inerzia del ministero ma anche del parlamento tutto è rimasto lettera morta senza alcun riordino. Perché sia chiaro cosa significa va ricordato che oggi il ministero non ha il comitato stato regioni, non ha piano triennale, non ha la Consulta tecnica, non ha predisposto la Carta della natura, insomma non ha alcuna cabina di pilotaggio effettiva. In compenso pretende di scegliere lui i direttori dei parchi e far comunicare da una capo gabinetto che decreti che hanno compito il loro lunghissimo giro e ricevtuo le firme necssarie saranno rinviati per l’ennesima volta. E se non bastasse per le aree protette marine che vanno a rotoli, il ministero decide di volta in volta di gestirle (con due palanche) come più gli aggrada in barba alla legge quadro; lì con un comune, là con una provincia o l’universita, altrove con un consorzio che cambia magari in corso d’opera. Quando D’Ali dice che gli enti parco andrebbero rivisti per taluni aspetti dice una cosa che si può discutere per sburocratizzare intanto i controlli ministeriali asfissianti e se intanto non si continua ad ignorarli abusivamente per le aree marine. Avvii finalmente il parlamento una indagine seria su questi punti e non si limiti ogni tanto a visitare qualche parco di cui non resta traccia di sorta. Chieda al governo perché dopo 10 anni una legge di 7 anni più giovane della 394 è rimasta totalmente ignorata e inattuata. Se non lo fanno il parlamento e il governo chi deve farlo, le Fondazioni?.

    -PARLAMENTO: NON CI SONO SOLDI PER I PARCHI 27/09/2009 12:46:42
    Qualcuno forse la conosce già, ma sul forum ancora non ho visto l’interrogazione che è stata presentata al Ministero dell’Ambiente sui parchi da ALESSANDRO BRATTI venerdì 19 dicembre 2008, seduta n.108 BRATTI, BRAGA, FRANCESCHINI e MARIANI.
    - Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. – Per sapere – premesso che: il nostro Paese conta un numero rilevante di aree protette nazionali, regionali e locali che unitamente ai siti della rete Natura (SIC e ZPS) proteggono, attraverso forme speciali di tutela, circa il 22 per cento del territorio italiano; l’Italia è uno dei paesi dell’UE più ricchi di biodiversità con circa 57.000 specie animali e 5.600 specie vegetali, pari a circa il 50 per cento di tutte quelle presenti in Europa, di cui il 13 per cento endemiche; l’UE, attraverso il VI programma comunitario di azione ambientale, si è posta l’obiettivo di arrestare la perdita della biodiversità entro il 2010; i parchi nazionali e le aree protette marine rappresentano, nel quadro più generale del sistema nazionale delle aree protette, le tipologie di protezione maggiormente improntate alla conservazione dei valori naturali, storici, culturali ed antropologici; i parchi nazionali e le aree marine protette sono sottoposti alla vigilanza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che ne finanzia anche gran parte delle attività; per fronteggiare la perdita di biodiversità in atto occorre rafforzare ed estendere il numero e la superficie delle aree protette nazionali, regionali e locali, sia terrestri che marine, attraverso una azione concertata tra lo Stato centrale, le regioni, il sistema delle autonomie locali e dei principali portatori di interesse generale e di settore, quali, in particolare, associazioni ambientaliste e agenzie scientifico-culturali, agricoltori e imprese agroalimentari, forestali e artigianali, pescatori, operatori turistici; per conferire la massima efficacia alle azioni attive per conservare e valorizzare la biodiversità presente nel nostro Paese, e per contribuire a fare delle stesse aree protette nazionali dei grandi catalizzatori di produzioni tipiche e di qualità, di buone pratiche ecosostenibili, di didattica formativa, di ricerca scientifica applicata, di educazione e divulgazione naturalistica, di attrattività turistica serve dotarle di mezzi, strumenti e risorse umane e finanziarie adeguate; le recenti scelte di finanza pubblica varate dal Governo hanno ridotto le già scarse risorse a disposizione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, in particolare per i parchi nazionali e per le aree marine protette; recentemente sembra sia stata impartita, dal capo di gabinetto del Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare una direttiva con la quale si afferma che gli enti parco nazionali, svolgendo funzioni di interesse pubblico, non possono essere trasformati in soggetti di diritto privato, contraddicendo pertanto quanto precedentemente affermato dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare circa la volontà di trasformare gli enti parco in non meglio definite fondazioni; finora il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare non ha ancora incontrato i rappresentanti dei parchi nazionali e delle aree marine protette, così come i Presidenti delle comunità dei parchi e delle Regioni che pur esercitano importanti competenze in merito alla gestione dei parchi nazionali quali l’intesa per la nomina del presidente, l’approvazione del piano del parco e del piano di sviluppo economico e sociale -: se le risorse per il 2009 destinate al funzionamento dei parchi nazionali verranno confermate in entità pari a quelle effettivamente erogate nell’anno 2008 o se saranno invece ridotte e per quale entità; se le risorse per il 2009 destinate al funzionamento delle aree marine protette verranno confermate in entità pari a quelle effettivamente erogate nell’anno 2008 o se saranno invece ridotte e per quale entità; se siano previste risorse finanziarie a favore dei parchi nazionali specificatamente rivolte a finanziare spese di investimento per mettere così in grado gli stessi enti di gestione di potere utilizzare tali disponibilità per cofinanziare i progetti assistiti da contributi afferenti ai programmi regionali di sviluppo rurale 2007-2013 e ai programmi operativi regionali del FESR; se non intenda incontrare al più presto i rappresentanti dei parchi nazionali e delle aree marine protette per esaminare i principali problemi che attengono all’attività di questi enti; se non intenda incontrare i rappresentanti delle regioni per concordare le modalità più efficaci per produrre lo sforzo richiesto anche al nostro paese dall’UE e volto a contribuire ad arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 nonché per esaminare i problemi che attengono alla realizzazione della rete Natura 2000 e infine alla costruzione del sistema nazionale delle aree protette

    VARI AUTORI

    Non ci sono soldi ed il ministro dell’Ambiente non incontra mai nessuno. Perchè si vogliono buttare dei soldi dei cittadini se le cose poi non funzionano?

    Gianluca, forse non hai letto bene, i soldi si trovano, l’ha detto il senatore d’alì, tu vuoi entrare al parco? devi pagare! vuoi vedere le saline? devi pagare! vuoi vedere la verdeggiante isola lunga? devi pagare! Proprio sei distratto, scusami se te lo dico, ma ti mancano alcuni passaggi. Quindi tu a casa tua paghi e gli altri si prendono i soldi.

    LA SICILIA -”UN PARCO UNICO NEL MEDITERRANEO” -CONVEGNO 27/09/2009
    - A Favignana si parla di rilancio del turismo anche nelle isole minori Trasformare l’insularità, che finora ha costituito uno svantaggio, in risorsa per la valorizzazione dei beni ambientali e culturali. E’ l’idea proposta nel corso del convegno «Le isole – Un parco unico del Mediterraneo – presentazione dei programmi di sviluppo», che si è svolto ieri a Palazzo Florio a Favignana. Protagonisti i rappresentanti delle isole minori, che hanno deciso di riunirsi in consorzio con l’obiettivo di creare un parco unico del Mediterraneo. La prima iniziativa è legata alla stesura del documento preliminare di proposta del Progetto Integrato Territoriale. In ballo ci sono poco meno di trentotto milioni di euro, che rappresenterebbero un’opportunità per modificare radicalmente lo scenario attuale, per trasformare le isole da terre con problemi e svantaggi per le difficoltà di collegamenti e la marginalità geografica a zone ideali per il turismo culturale e non solo. A parlare del parco unico del Mediterraneo sono stati, tra gli altri, Franco Cavallaro, Nadia Sgaramella (Comitato assistenza tecnica del Pit), Giuseppe Giunta (Presidenza Regione Siciliana), Antgonio Triglia (Formez). Andreana Patti di Eures Group ha illustrato lo sportello unico delle isole minori, mentre il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno ANTONIO D’AlLI’ ha proposto «la costituzione di un tavolo interistituzionale di studio per l’ottimizzazione delle risorse destinate alle isole minori ed in particolare a quelle siciliane». «Gli attori del tavolo – ha proseguito D’Alì – saranno il governo nazionale, quello regionale e le amministrazioni locali che, con tutti gli strumenti di utilizzo dei fondi comunitari e dei fondi messi a disposizione dai vari livelli istituzionali, porteranno avanti l’idea guida del turismo culturale». Il sindaco di Favignana GASPARE ERNANDEZ si è soffermato «sulla specifica identità che comporta una forte caratterizzazione ed un significativo senso di conservazione del territorio, che deve diventare la base per uno sviluppo alternativo». Il direttore della Riserva marina delle Egadi LiILIANA D’ANGELO ha parlato della «grande risorsa rappresentata dal mare, elemento comune delle otto isole che fanno parte del consorzio». Al convegno hanno partecipato anche il senatore Giuseppe Bongiorno e il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Tortoli. I progetti devono essere presentati alla Regione entro il prossimo mese di dicembre.

    VARI AUTORI

    Io mi devo imbarcare ogni anno per sfamare la mia famiglia e devo fare arricchire qualcuno con il parco delle Egadi? Trovatemi un posto di lavoro invece di fare chiacchere

    Vorrei un lavoro nel parco. sarà possibile? lavoreremo tutti? Potremo andare anche noi a lavorare nelle Egadi e pescare come fanno i favignanesi? Se tutto ciò sarà possibile allora ben venga il parco.

    Sono con antinoro. Non vogliamo il parco. Lo fanno così non potremo ne pescare ne andare a caccia. tanto loro i politici se ne vanno nelle riserve a cacciare e noi non potremo nemmeno uscire di casa.

    Certo che per un disoccupato che deve campare la famiglia, questi discorsi sembrano veramente strani. se per un pò di pioggia trapani si allaga e il sindaco litiga con il prefetto…. cosa accadrà quando ci sarà il parco ed a litigare saranno diversi sindaci che rappresenteranno il proprio territorio, magari alcuni di destra ed altri di sinistra. credete a me meglio stuppare i tombini e non avere problemi di allagamento. il parco sarà un carrozzone che servirà solo ai politici per fare soldi.

    Discorsi inituli…basterebbe soltanto far funzionare l’area marina protetta delle isole egadi e poi magari fare delle riserve orientate a paceco e trapani.

    Non credo che si arrivi a fare il parco, l’on. Giulia Adamo sa bene che un carrozzone di tal genere non è adeguato per un territorio dove è difficile andare d’accordo anche all’interno della stessa coalizione e farà di tutto per impedire che il senatore d’alì possa raggiungere il suo obiettivo che finirebbe per complicare le sorti di una provincia “difficile”. Il Sindaco di Marsala è persona lungimirante è si opporrà con tutti i mezzi. Ormai D’alìè solo!

    Finalmente si è capito perchè la riserva marina delle Isole Egadi è stata bloccata per oltre un anno. Ricorderete che la Ministra Prestigiacomo fece di tutto per ingessare un ente che stava funzionando e che aveva prodotto risultati mai raggiunti dalla sua istituzione. Ci ha provato con il fantomatico commissariamento e dopo il diniego del presidente della regione ha beffato Antinoro che ha abbocato all’amo. Ovvio che gli interessi in gioco sono due: il parco del senatore d’alì e far lavorare la Socesid dell’avv. Pelaggi. Ma a chi giova tutto ciò? Bravo il sindaco di Favignana, non dovevi mantenere la gestione diretta della Riserva marina?

    Antinoro purtroppo ha fallito e continua a perseverare non capendo che con il suo comportamento soft è diventato ostaggio di “alcuni” e preda di “taluni”. Si volti pagina date spazio ai giovani che se la meritano.


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