Comunicato inviatoci dall’Avv. G. Lima

VICENDE RELATIVE ALL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI -GRAVI E REITERETE OMISSIONI DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE- NOMINA DELL’AVV. LUIGI PELAGGI A DIRETTORE DELLA RISERVA, ATTUALMENTE CAPO DELL’UFFICIO TECNICO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE, CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOGESID SPA, ACEA SPA,COMMISSARIO STRAORDINARIO PER L’EMERGENZA ACQUA NELLE ISOLE EOLIE- INCOMPATIBILITA’

-Il Comune di Favignana dal 2001 è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, istituita nel 1991 dal Ministero dell’Ambiente che annualmente deve erogare le risorse finanziarie stanziate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione”;

-con nota del 23.01.2009 il Ministero dell’Ambiente chiedeva all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate “per il corrente esercizio finanziario sul capitolo di bilancio denominato spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” da assegnare all’Area Protetta per la stagione 2009;

-in ottemperanza al decreto del Ministro dell’Ambiente n. 932 dell’11 dicembre 2003, il Sindaco del Comune di Favignana, con determinazione n.9 del 26 febbraio 2009, ha individuato il responsabiledella gestione dell’area marina protetta;

la determinazione riguardante l’incarico e l’approvazione della bozza di contratto è stata anch’essa trasmessa al ministero, in data 6 marzo 2009, ed anticipata a mezzo fax in data 5 marzo;

-l’ente gestore si è dotato in tembi brevi di una struttura tecnico-giuridica che ha elaborato il programma di gestione richiesto dal Ministero, il disciplinare provvisorio di regolamento aggiornato alle direttive 2003/44/CE, richiamata dal recente protocollo per la navigazione sostenibile del 1° febbraio 2007, ha realizzato un sito web ed ha individuato con l’avallo dei tecnici ministeriali, gli interventi priopritari da porre in essere nell’area marina protetta prima dell’inizio della stagione estiva 2009, che prevedevano l’attivazione di importanti servizi per i turisti che avrebbero consentito una consistente ricaduta occupazionale nelle Isole Egadi;

tutti i predetti documenti, attestanti l’attività dell’ente gestore e del responsabile designato dal Sindaco, venivano trasmessi al Ministero;

-inoltre, sollecitati dalla direzione generale del Ministero, individuava sinergie di riconosciuta eccellenza nella Soprintendenza del Mare dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana e nel CoNiSMA (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare) per la formulazione di importanti progetti di archeologia marina e di rilevanza scientifica;

-coinvolgeva tecnici esperti, residenti nell’isola di Marettimo (sede della più vasta zona B di riserva) per gli interventi di monitoraggio, ispezione periodica e manutenzione delle boe di perimetrazione a mare esistenti;

-provvedeva al monitoraggio ed agli interventi per il funzionamento dei segnalamenti a terra, alla bonifica delle spiagge dell’arcipelago ed alla verifica dello stato delle grotte dell’Isola di Marettimo per consentirne la normale fruibilità turistica;

nonostante il decorso di oltre quattro mesi dall’invio della relazione programmativa e della determina di designazione del responsabile, il Ministro non rese i provvedimenti di sua competenza, lasciando prive di alcun riscontro le numerose note di sollecito, le diffide ex art 328 c.p. (4.5.2009) inviate dal Comune di Favignana e la petizione popolare firmata da oltre 500 persone;

-nonostante lo sforzo organizzativo posto in essere dall’ente gestore, con nota del 22 maggio 2009 il Ministro dell’Ambiente assumendo “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti…anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla alla Capitaneria di Porto di Trapani, chiedeva al Presidente della Regione Siciliana il parere obbligatorio e vincolante in forza del Protocollo d’intesa Stato-Regione, sottoscritto in data 14 marzo 2001;

-con nota del 9 giugno 2009,il Presidente della Regione Siciliana esprimeva parere negativo al Ministro dell’Ambiente, rilevando tra l’altro di avere accertato che “il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata che ha già posto in essere, in breve tempo, interventi strutturali, normativi e tecnici mai realizzati in precedenza; tale struttura, della quale fanno parte anche esperti avvocati, docenti universitari, manager e tecnici, ha già formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, una relazione programmatica di alto profilo ed ha realizzato un sito web (già nella rete: http://www.apegadi.org) individuando sinergie con partners di riconosciuta eccellenza come la Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana ed il Conisma. Non si comprendono, per quanto su esposto, le ragioni che dovrebbero giustificare il provvedimento di affidare la gestione provvisoria dell’area marina protetta alla Capitaneria di Porto , dal momento che il Comune di Favignana si è dimostrato efficiente al punto da avere già realizzato meritevoli interventi, adottando misure concrete e tempestive per la bonifica delle spiagge e dei litorali e la messa in sicurezza delle grotte dell’isola di Marettimo, rendendo la riserva fruibile al pubblico dei turisti e dei visitatori” e concludeva “per questi motivi, nel reiterare il mio dissenso per l’affidamento della gestione provvisoria dell’Area Marina Protetta alla Capitaneria di Porto, auspico che la S.V. voglia definire il procedimento richiesto dal Comune di Favignana, Ente Gestore dell’Area Marina Protetta , al fine di incentivare lo sviluppo economico e turistico dell’isola” ;

-nonostante il parere obbligatorio e vincolante del Presidente della Regione Siciliana, il Ministro dell’Ambiente piuttosto che rendere i provvedimenti dovuti e richiesti da oltre sei mesi dal Sindaco di Favignana, in nell’ agosto 2009 ha invece costretto il Sindaco di Favignana a revocare la determina con la quale aveva individuato il responsabile di gestione, obbligandolo a designare, lo stesso giorno, l’avv. Luigi Pelaggi capo dell’ufficio tecnico del Ministro, minacciando il sindaco che avrebbe comunque emesso un provvedimento di revoca della gestione al Comune di Favignana, nel caso in cui il Sindaco non vi avesse provveduto;

-la Prestigiacomo ha tenuto per sei mesi una condotta illegittima, omissiva e gravemente colposa sotto il profilo del coordinamento, della scarsa trasparenza e dell’incapacità di risolvere le situazioni in tempi brevi; ha poi attivato una procedura di revoca della gestione assolutamente strumentale (cfr. nota presidente Lombardo), violando l’accordo sancito dal Protocollo di Intesa Stato-Regione e ponendo in essere una attività dilatoria e contraria alla legge oltre che alle disposizioni regolamentari che disciplinano l’attività ed il funzionamento dell’A.M. P. delle Isole Egadi.

-l’avv. Luigi Pelaggi ricopre attualmente l’incarico di capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (dal maggio 2008- Ministro On. Stefania Prestigiacomo); ciò non rischia di configurare un’intollerabile commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta elle Isole Egadi e quella di controllo, istruttoria e di finanziamento, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro?

-inoltre ricopre i seguenti incarichi :

1-Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie, (dal febbraio 2009) nominato in sostituzione del Prefetto di Messina con ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3738 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.39 del 17 febbraio 2009

2- Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a. ,nominato dal Ministro Prestigiacomo, società in house del Ministero dell’Ambiente i cui obiettivi sono indicati nel sito alla voce “Missione”; tra questi gli incarichi di ricerca di pertinenza della ex ICRAM, recentemente finanziata dal ministro Prestigiacomo;

3- Consigliere d’amministrazione di ACEA S.p.A. dal 15 .09.2009, multiutility attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei business dell’energia, dell’acqua e dell’ambiente. Società quotata alla Borsa di Milano dal 16.07.1999, è uno dei principali operatori nazionali di servizi di pubblica utilità 6- Avvocato, esercita la professione a Roma presso il suo studio legale in vicolo dè Burrò n. 165 nonostante abbia dichiarato nel suo curriculum presentato alla ACEA S.p.A. di avere esercitato la professione legale fino al maggio de 2008.

-nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. (nel cda dal settembre 2009) e al momento della nomina nel CDA della ACEA S.p.a. il Pelaggi non indica tra gli incarichi quelli di Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi.

-Com’è possibile che l’avv. Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, e quindi con funzioni che certamente richiedono un tempo pieno lavorativo, abbia nel contempo altri incarichi nella pubblica amministrazione oltre che in società pubbliche e private ed inoltre quello di direttore responsabile di gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi ?.

-Quest’utimo incarico in particolare, come peraltro quello di consigliere di amministrazione della ACEA S.p.a., rischia di configurare un’intollerabile commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta elle Isole Egadi e ACEA S.p.a e quella istruttoria, di finanziamento e controllo, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro?

-Com’è possibile che l’avv. Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, abbia altri incarichi il cui espletamento richiede un rilevante impegno a tempo pieno?

-Non si può configurare il rischio che questo accentramento di incarichi sia una violazione dei principi della legge n.29 del 1993, che sancisce la netta separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa?

-Non si può inoltre configurare in questo accentramento di incarichi una grave turbativa dell’azione amministrativa , con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse?

-Non si può ritenere che la nomina dell’avv. Pelaggi a nel cda della Sogesid S.p.a, società in house del Ministero dell’Ambiente, i cui obiettivi sono indicati nel sito alla pomposa voce “Missione” (recentemente finanziata dal Ministero dell’Ambiente), possa ingenerare intollerabili commistioni con le funzioni proprie di controllo in capo al Ministero dell’Ambiente e le attività della Sogesid S.p.a?

-se nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. l’avv. Pelaggi avesse anche indicato di ricoprire la carica di consigliere nel cda della Sogesid S.p.a, di Commissario per l’Emergenza Idrica delle Isole Eolie nonché di direttore responsabile della gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi (cosa che omette di indicare), gli sarebbe stato attribuito l’incarico? E se non gli fosse stato attribuito l’incarico, gli altri aspiranti avrebbero avuto delle chances?

- in base a quali requisiti tecnici e sulla base di quali alte qualificazioni e competenze è stata valutata l’idoneità dell’avv. Luigi Pelaggi, per la nomina di capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente?

-attualmente il Pelaggi è regolarmente iscritto all’Albo degli avvocati di Roma ed esercita la professione nonostante avesse dichiarato nel curriculum presentato all’ACEA di non svolgere attività professionale già dal maggio 2008, cioè da quando ricopre l’incarico di Capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente.

-nel periodo in cui ricopriva la carica di Capo della segreteria tecnica del Ministero delle Pari Opportunità (Ministro Prestigiacomo), ha continuato a svolgere la professione di avvocato patrocinando i suoi assistiti.

1 Commento/i

  1. IRREGOLARITA’ ED INCOMPATIBILITA’ DI FUNZIONARI DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

    Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministro del Tesoro, al Ministro della Funzione Pubblica

    Premesso che :

    -La Società SOGESID è lo strumento societario in house dello Stato, con capitale sociale di euro 54.820.920,00 e azionista unico il Ministero dell’economia e delle finanze. I diritti dell’azionista sono esercitati d’intesa con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture.
    Il ruolo di governance è esercitato dal CdA e ai sensi della legge 296/06 (art 1) opera per le finalità del Ministero dell’Ambiente. La Sogesid svolge un ruolo strumentale basato su trasparenza della gestione, efficacia del sistema di controllo interno e applicazione rigorosa della disciplina del conflitto d’interesse. Criticità ambientali come bonifiche di siti inquinati, politica emergenziale dei rifiuti, interventi per la riduzione del dissesto idrogeologico , sono gestiti attraverso apposite convenzioni per la fornitura di servizi ingegneristici .Il Presidente di Sogesid è scelto tra i componenti designati dal Ministero dell’Ambiente .attualmente è l’avv. Siracusano Assenza e membro del CdA è l’avv Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente. Unità operative sono dislocate in Napoli, Bari e Palermo e svolgono attività di coordinamento delle iniziative in corso nelle regioni Campania, Puglia e Sicilia.

    -Le isole Eolie, presentano varie criticità ambientali : depurazione dei reflui nelle isole di Lipari e Vulcano e problemi di potabilità dell’acqua a Alicudi, Filicudi, Panarea, Stromboli e Vulcano. Nell’aprile 2000 il Sindaco, a seguito decreto Regione Sicilia che finanziava la realizzazione di un depuratore nel comune di Lipari , indice un bando di gara per la progettazione del ciclo integrato dell’acqua: (produzione di acqua, ciclo fognario e depurazione delle acque reflue con riutilizzo a scopi non umani) per tutte le isole del comune. La gara viene aggiudicata ad un Consorzio capeggiato dalla ditta Lotti SpA.Il Sindaco sulla base dei documenti progettuali , chiede il finanziamento delle opere al Ministero dell’Ambiente. Nel 2001 subentra una nuova Amministrazione. Nel 2002 il Sindaco di Lipari viene nominato Commissario di Governo e delegato a gestire le risorse occorrenti alla realizzazione delle opere afferenti il ciclo dell’acqua. Tali risorse ammontano a 34 milioni di euro. Il Commissario- Sindaco affida alla Sogesid , la progettazione delle opere del ciclo dell’acqua, pur in presenza di una gara vinta dal raggruppamento con a capo la società Lotti SpA. Il Ministero dell’Ambiente chiede integrazioni progettuali al Sindaco-Commissario che a sua volta trasmette alla società Lotti SpA. Integrazioni trasmesse al Sindaco e sembra mai trasmesse al Ministero dell’Ambiente. Il Sindaco-Commisario dichiara poi che l’affidamento alla Sogesid era stato concordato con il Ministero dell’Ambiente a causa della non validità del progetto nel conseguire gli obiettivi propri di un ciclo integrato dell’acqua.

    -Con ordinanza n. 3738 del Presidente del Consiglio dei ministri, recante una serie di disposizioni urgenti di protezione civile all’art. 17, viene indicato che «Al fine di assicurare la risoluzione del contesto emergenziale in atto nel territorio delle isole Eolie, limitatamente all’emergenza idrica, l’Avvocato Luigi Pelaggi è nominato Commissario delegato in sostituzione del Prefetto di Messina», nominato in proroga, con ordinanza dello stesso presidente Berlusconi, Commissario per le emergenze di natura vulcanica e turistica. Il Commissario «è autorizzato ad avvalersi di un Comitato di indirizzo e controllo sulla programmazione e realizzazione degli interventi». E ancora l’ordinanza recita: «Con separato atto il Commissario delegato determina il compenso dei Componenti del Comitato, sulla base di criteri di rigorosa perequazione connessi alla specifica professionalità posseduta, con oneri a carico dei fondi commissariali». Inoltre egli «può utilizzare le risorse finanziarie disponibili sulla contabilità speciale limitatamente a quelle assegnate per fronteggiare l’emergenza idrica».

    -L’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture , di cui all’art 6 dlgs 163/2006 istituita in recepimento all’art 81.2 della direttiva 2004/18 , con delibera n 65 del 23 dicembre 2008 , a cui aveva adito la Società Lotti SpA e la Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ,rileva la non conformità all’ordinamento dell’atto sottoscritto tra Sindaco-Commissario e Sogesid. L’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture ha ottemperato al disposto del comma 5 dell’art 6 del Testo Unico sugli Appalti che così recita ” L’Autorità vigila sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali, nonché, nei limiti stabiliti dal presente codice, sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture esclusi dall’ambito di applicazione del presente codice, al fine di garantire l’osservanza dei principi di cui all’articolo 2 e, segnatamente, il rispetto dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, e di economica ed efficiente esecuzione dei contratti, nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle singole procedure di gara”.
    Il pronunciamento ha attivato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha richiamato la delibera del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2004 sugli ““Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all’attività contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario”. Le disposizioni della direttiva statuiscono che i commissari delegati debbono provvedere alle aggiudicazioni necessarie, per il superamento delle situazioni di emergenza , nel rispetto delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture.
    La sete delle Eolie a causa della mancanza di acqua , determina da almeno 20 anni esborsi rilevanti e stimati in complessivi 400 mln di euro. I soggetti beneficiari sono i gestori del “ciclo” di trasporto dell’acqua che verosimilmente non hanno nessun interesse alla soluzione del problema della mancanza d’acqua , attraverso il progetto che la Lotto SpA aveva predisposto .

    -Dal 2001 l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi è il Comune di Favignana ed il Ministero dell’Ambiente annualmente eroga le risorse finanziarie allocate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione”;
    In data 23.01.2009 il Ministero dell’Ambiente ha chiesto all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate e da assegnate all’Area Protetta per la stagione2009;
    In ottemperanza alla richiesta del Ministero, il Sindaco del Comune di Favignana inviava la relazione programmatica ed in ossequio al decreto del Ministro dell’Ambiente n. 932 dell’11 dicembre 2003, con determinazione n. 9 del 26 febbraio 2009, individuava il responsabile della gestione dell’area marina protetta;
    la determinazione riguardante l’incarico e l’approvazione della bozza di contratto è stata anch’essa trasmessa al ministero, in data 6 marzo 2009;
    L’ente gestore ha svolto con diligenza i compiti assegnati e riscontrabili in comportamenti e atti probatori.
    Con nota del 22 maggio u.s. il Ministro dell’Ambiente dichiarava “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti… ed anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” ha chiesto al Presidente della Regione Siciliana, in forza del Protocollo di Intesa Stato-Regione sottoscritto in data 14 marzo 2001, il suo parere obbligatorio e vincolante per revocave la gestione al Comune di Favignana ed affidarla alla Capitaneria di Porto di Trapani. Il Presidente della Regione Sicilia esprimeva parere negativo motivato, ma il Ministro non ne ne ha tenuto conto e ha costretto il Sindaco di Favignana a designare l’avv. Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministro.

    -In data 3 novembre 2008 è stato sottoscritto un Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente , la Regione Sicilia ed altri Enti territoriali , per la bonifica del sito di interesse nazionale di Priolo ( SR) . Le risorse per l’intervento ammontano a 770 milioni di euro. All’art 4 ” Soggetti Attuatori” è statuito “Per le attività di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si avvarrà della collaborazione di Sogesid S.p.A. nonché di ISPRA, ISS, ARPA Sicilia. Tali soggetti sono tenuti, in caso di affidamento di prestazione all’esterno, al rispetto delle disposizioni nazionali e comunitarie in materia di affidamento di servizi e di lavori”. Appare chiaramente esclusa dalla attività di bonifica la direzione generale del Ministero che si è sempre occupata delle bonifiche e le sue competenze trasferite alla Sogesid . Siti di Interesse Nazionale come quello di Piombino , Napoli Ovest e Taranto hanno come soggetto responsabile degli interventi la Direzione Generale del MATT come, è verificabile negli Accordi di Programma sottoscritti:

    Per sapere:

    -Se è economico, efficace ed efficiente trasferire su Sogesid compiti che le direzioni del Ministero dell’Ambiente svolgono da anni.
    -Può l’avv Pelaggi svolgere la pluralità di compiti nel seguito elencati :
    a) capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente
    b) direttore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi
    c) membro del Consiglio di Amministrazione di ACEA SpA
    d) commissario alla emergenza idrica alle isole Eolie
    d) avvocato in Roma
    -Nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. (nel cda dal settembre 2009) il Pelaggi non indica tra gli incarichi quelli di Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi.
    -L’attività di Responsabile di A.M.P., non è configurabile come illegittima commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta e quella istruttoria, di finanziamento e controllo, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro?
    -Anche al momento della nomina nel CDA della ACEA Spa (settembre 2009) il Pelaggi omette di indicare di ricoprire incarico di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi;
    -L’avv. Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, e quindi con funzioni che certamente richiedono un tempo pieno lavorativo, ha nel contempo altri incarichi nella pubblica amministrazione e in altre società pubbliche e private.
    -La pluralità di incarichi non configura una violazione della legge n.29 del 1993, che sancisce la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, e una grave turbativa dell’azione amministrativa , con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse?
    -La nomina dell’avv. Pelaggi nel cda della Sogesid S.p.a, società in house del Ministero dell’Ambiente, non genera ,commistioni con le funzioni proprie di controllo in capo al Ministero dell’Ambiente, le funzioni di capo della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente e le attività della Sogesid S.p.a ?
    -Quali sono i requisiti tecnici e sulla base di quali alte qualificazioni e competenze è stata valutata l’idoneità dell’avv. Luigi Pelaggi, per la nomina di capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente?
    -Perchè il Ministro dell’Ambiente non ha valutato le integrazioni progettuali , richieste e trasmesse dalla Società che Lotti SpA , con gara ad evidenza pubblica e per il ciclo integrato delle acque che servono le isole Eolie?
    -Chi pagherà il costo per la mancata attuazione del progetto che avrebbe sanato l’esoso traffico di acqua in container su navi dalla Sicilia alle isole Eolie ?
    -Chi pagherà il costo per il contenzioso attivato dalla Società Lotti SpA per la perdita dell’appalto , trasferito senza gara su Sogesid ?
    -Perchè la delibera dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture , che ha statuito la illegittimità dell’affidamento a Sogesid , non ha trovato applicazione ?
    -Perchè il Ministero che sercita il compito di sorveglianza su Sogesid non ha recepito e fatto apllicare la delibera dell’Autorità?
    -Perchè le determinazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e il Mercato , che ha evidenziato il mancato rispetto delle norme interne ecomunitarie nell’affidamento degli applalti pubblici , non hanno trovato conseguenziale riscontro da parte del Ministero dell’Ambiente che esercità l’attività di controllo su Sogesid ?
    -Il ruolo dell’avv Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e Commissario alla emergenza idrica è stato svolto con diligenza e trasparenza e coerente con le norme dell’ordinamento?
    -Perchè il Ministero dell’Ambiente non ha attivato la Corte dei Conti per la verifica di possibili danni che ricadono sulla fiscalità generale e quindi sul cittadino-contribuente ?


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