Favignana, 5 dicembre 2009 – L’amministrazione comunale delle isole Egadi guidata dal sindaco Antinoro ha presentato, assieme ad altre isole minori, al Ministero dell’Ambiente un progetto per dotarsi di energia alternativa. Il progetto è stato finanziato ed ora le isole Egadi potranno spendere la somma di quattro milioni di euro per valorizzare il “rinnovabile”. L’uso di energia solare è certamente di notevole importanza per le isole trapanesi e potrà contribuire a modificare il sistema di sviluppo del territorio che, dalle energie pulite, potrà trovare nuova linfa per tutelare e valorizzare un territorio da sempre vocato al turismo. Un finanziamento, quello a favore di Favignana e delle Isole Egadi, che ha dietro, a supporto, il sostegno di Carmelo Spitaleri, ex presidente Verde ed ambientalista delle Provincia Regionale ed ora dirigente del Ministero, (il settore delle energie rinnovabili è quello che cura direttamente).
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Ecco il motivo che spiega le vicende relative all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.
Antinoro ha svenduto le Egadi alla Prestigiacomo, che com’è noto ha forti interessi come imprenditrice nel campo dell’energie alternative. Bravo Antinoro, ormai uomo di Berlusca!
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Stefania Prestigiacomo
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 16 dicembre 1966) è una imprenditrice e politica italiana.
Milita nelle file del Popolo della Libertà ed attualmente ricopre la carica di Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Berlusconi IV, in carica dall’8 maggio 2008.
Figlia di imprenditori siracusani. Sposata con Angelo Bellucci, notaio, coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1990, a 23 anni……
È titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.
La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.
La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.
La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.
Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio.
Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilità i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un’indagine per bancarotta poiché nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmò la tanto agognata amnistia….
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE ED I VERI PROBLEMI DELLE ISOLE EGADI
Si è appreso che il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha convocato di recente una riunione per discutere delle problematiche legate all’approvvigionamento energetico delle isole minori. Alla riunione, presieduta dal capo della segreteria tecnica del ministero, Luigi Pelaggi (peraltro anche direttore dell’Area marina Protetta delle sole Egadi), hanno partecipato tra l’altro tutti i sindaci delle isole minori.
Il ministro Prestigiacomo, da quello che è emerso, considera prioritario “alimentare ad energia pulita le isole Egadi” e vorrebbe far divenire “un laboratorio di efficienza energetica l’arcipelago grazie ad un progetto di AzzeroCO2 che sarebbe già stato finanziato dal Ministero dell’Ambiente.”
Si legge che “…il progetto prevede uno sviluppo delle fonti rinnovabili a basso impatto sul territorio, in modo da preservare le isole dell’arcipelago dal punto di vista naturalistico e di promuovere al tempo stesso l’autosufficienza ed il risparmio energetico…. Il piano di interventi messo a punto da AzzeroCO2 per le tre isole prevede l’utilizzo di diverse tecnologie: impianti fotovoltaici e solari termici, generatori ed oli vegetali, un progetto di mobilità sostenibile che prevede biciclette a pedalata assistita, motorini elettrici, colonnine e pensiline fotovoltaiche per la ricarica dei mezzi”.
Il Ministro Prestigiacomo evidentemente non conosce i VERI problemi delle isole Egadi. Il suo Ministero, consapevole che sull’arcipelago insiste l’Area Marina Protetta più grande d’Europa, dovrebbe preoccuparsi ed occuparsi dello SMALTIMENTO DELL’ETERNIT presente in grandi quantità nelle isole dell’arcipelago; farebbe meglio a realizzare un serio progetto per l’AUTOSUFFICIENZA IDRICA dell’arcipelago, prevedendo e finanziando opere di canalizzazione delle sorgenti esistenti soprattutto nell’isola di Marettimo (l’isola invece viene rifornita di acqua trasportata da navi provenienti da Napoli e Palermo); dovrebbe preoccuparsi di contribuire a risolvere i problemi legati alla FATISCENZA DELLE STRUTTURE PORTUALI , soprattutto a Levanzo e Marettimo la cui insicurezza ha determinato lo spopolamento delle isole dai loro abitanti e continua a determinare gravi disagi alla popolazione per la difficoltà di attracco dei mezzi di trasporto (aliscafi e traghetti) anche in condizioni meteo marine non particolarmente avverse; il Ministero dovrebbe occuparsi, sollecitando anche l’amministrazione comunale, di far realizzare gli impianti di depurazione di cui le isole di Marettimo e Levanzo sono sfornite e la cui mancanza contribuisce all’inquinamento di vaste zone di mare, dove insiste la riserva marina; dovrebbe attenzionare la problemativa relativa ai mezzi di trasporto, ormai fatiscenti e risalenti agli anni settanta (i vecchi aliscafi emettono fumi e gas che inquinano l’ambiente). Di tutto questo e di altro ancora, nell’interesse del bene comune, si dovrebbe preoccupare il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Invece cosa fa il Ministro? Finanzia un progetto che “prevede lo sviluppo di fonti rinnovabili a basso impatto sul territorio: gli impianti fotovaltaici e solari termici integrati nell’architettura del luogo e del paesaggio”. Perchè tutto questo se ad esempio l’isola di marettimo è già autosufficiente dal punto di vista energetico? Perchè il Ministero dell’Ambiente non considera PRIORITARI gli interventi che potrebbero contribuire a migliorare la qualità della salute e della vita degli abitanti dell’arcipelago e la cui realizzazione avrebbe un sicuro impatto positivo sulle attività turistiche? Si vuole spendere e sperperare il danaro pubblico per REALIZZARE DELLE CATTEDRALI NEL DESERTO e favorire lobby ed i loro business?