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	<title>Commenti per ISOLATAMENTE</title>
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	<description>Hasta la vittoria</description>
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		<title>Commenti su Parco delle Egadi di ANTONINO CANEPA</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/2009/11/17/parco-delle-egadi/#comment-122</link>
		<dc:creator>ANTONINO CANEPA</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 20:15:48 +0000</pubDate>
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		<description>ANTONINO CANEPA
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ARTICOLO PUBBLICATO SU IL FATTO QUOTIDIANO IN DATA 25.11.2009
STORIE DI MAFIA E DI DENARO
LE AMICIZIE PERICOLOSE DI TONINO D’ALI’
Articoli &#124; Sandra Amurri
La politica nella terra di Cosa nostra, parla Maria Antonietta Aula, ex moglie di Antonio D’Alì
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feed rubrica

25 novembre 2009
La lettera di smentita di Maria Antonietta Aula e la replica di Sandra Amurri

Quella che vi stiamo raccontando è una storia siciliana. È la storia della signora Maria Antonietta Aula, ex moglie di un uomo di punta di Forza Italia, fin dalla sua nascita, il senatore del Pdl, Antonio D’Alì, ex sottosegretario all’Interno, oggi presidente della Commissione Ambiente.

Una storia che narra come il senatore D’Alì, rappresentante di spicco del governo Berlusconi, non abbia mai sentito il dovere di spiegare legami, seppure antichi, con boss di spicco, come il latitante Matteo Messina Denaro, condannato all’ergastolo per le stragi del ‘93, oggi a capo di Cosa Nostra. Ne emerge un racconto appassionato, lacerante, malinconico, libero dal giudizio che pure porta con sé. Un racconto che abbiamo scritto, che le abbiamo riletto al telefono, ottenendo la sua approvazione. Il giorno prima della pubblicazione, mentre aspettavamo, come da accordo preso, l’invio di una sua foto, riceviamo una e-mail in cui ci comunicava di aver cambiato idea e spiegava che il “rileggere una pagina ormai voltata della storia della mia vita mi ha fatto molto male e pertanto sono, oggi come mai, convinta di non volere più tornare su queste vicende”. Uno stato d’animo comprensibile ma non sufficiente per non pubblicare l’intervista, non per mancanza di sensibilità, o di rispetto, ma per un principio elementare di giornalismo.

GIRA E RIGIRA tra le mani quei biglietti Maria Antonietta Aula. Una signora alta e bionda con gli occhi celesti e una cortesia d’altri tempi a delinearne i tratti. Famiglia della borghesia trapanese, è stata dall’età di 24 anni, per oltre vent’anni, la moglie del senatore del Pdl Antonio D’Alì, presidente della Commissione Ambiente, ex sottosegretario all’Interno, proprietario della Banca Sicula, poi ceduta alla Comit. La signora Aula è una donna che fatica ancora a rendersi conto di ciò che è scivolato davanti ai suoi occhi lasciando domande senza risposta. Risposte che non cessa di avere, visto che ci si dimentica solo di ciò che si chiede perché è poco importante, ma che, a tratti, vorrebbe smettere di cercare per liberarsi di un tempo ormai perduto. “Li ho ritrovati mettendo a posto le carte” dice mostrando i biglietti. “Congratulazioni. Francesco Messina Denaro e famiglia”.

Un cognome che fa sobbalzare. Francesco Messina Denaro, capomafia di Castelvetrano, trovato morto nel ‘98 nelle campagne durante la latitanza, cadavere che la moglie, davanti allo sguardo attonito dei poliziotti, coprì con la sua pelliccia di Astrakan. Francesco era il padre di Matteo, attuale capo di Cosa Nostra, latitante da 16 anni, condannato all’ergastolo per le stragi del ‘93. I Messina Denaro erano i campieri della famiglia D’Alì, nella tenuta di contrada Zangara. Terreno venduto da Antonio D’Alì al gioielliere di Castelvetrano, Francesco Geraci, prestanome di Totò Riina, che andò a riprendere i soldi nella Banca Sicula dei D’Alì per restituirli a Matteo Messina Denaro, come lui stesso raccontò una volta diventato collaboratore di giustizia, dopo essere stato condannato per mafia. Oggi su quel terreno, confiscato, Libera produce olio.

IL REGALO DI NOZZE DI MESSINA DENARO

“Non lo avevo mai visto, non c’era accanto al vassoio d’argento massiccio, costato sicuramente oltre un milione, che Tonino portò a casa mia per esporlo accanto agli altri regali di matrimonio”, racconta. Divorziata da sei anni. A 55anni, Maria Antonietta Aula, Picci per gli amici, è una donna che non ha conti in sospeso con l’ex marito, né vendette da consumare. Solo ora quel luogo della memoria, sospeso tra passato e presente che l’ha avvolta per molti anni, è divenuto il tempo della parola che non ha mai voluto affidare ai tanti giornalisti che le hanno chiesto un’intervista, anche per timore di finire nel solito clichè della moglie tradita, abbandonata, assetata di vendetta.

“Gliel’ho restituito il vassoio dei Messina Denaro quando se n’è andato via. Non lo voleva, l’ha preso dopo aver insistito, in fondo era roba sua; perché sarebbe dovuto restare a casa mia?” Spiega davanti ad una tazza di caffè caldo, marmellata di arance fatta da lei, sedute nel parco di Villa Pilati. Un’antica dimora seicentesca, trasformata in bed and breakfast, immersa nella natura, tra palme secolari, agrumeti, cascate di bougainvillea in fiore, che si affaccia sul mare di Bonagia, a pochi chilometri da Trapani. “La mia forza è mio figlio che vive e lavora a Londra, un ragazzo sensibile che si è fatto da solo senza mai chiedere nulla a nessuno. Ne sono molto fiera”. Il senatore D’Alì, non è un mistero, è un uomo che usa il potere di cui dispone con la scioltezza con cui una vecchina snocciola tra le dita il rosario. La signora Aula, che il potere “fa sorridere” ma la infastidisce quando diventa ostentazione, snocciola, invece, una litania di fatti, tutti documentati, che raccontano come la politica e gli uomini delle istituzioni, non solo in Sicilia, convivano, con grande disinvoltura, senza suscitare alcuno scandalo, con la cosiddetta normalità mafiosa, che contribuisce a rendere la mafia “eterna”, restando sempre dentro quel circuito vizioso che confonde vittime e carnefici.

Quando D’Alì era sottosegretario all’Interno, il pm Andrea Tarondo, che indagava su di lui, da una conversazione intercettata apprese che un poliziotto che aveva fatto parte della sua scorta, poi, affidato a quella di D’Alì, aveva inviato un fax, dalla questura di Trapani, all’insaputa del questore Pinzello, al ministero della Giustizia, su richiesta del sottosegretario del Pdl, in cui affermava che il pm “sparlava” di D’Alì. Il ministro Castelli aprì un’indagine. Il pm, convocato dal procuratore generale, dimostrò l’infondatezza dell’accusa ma al poliziotto non successe nulla. In seguito il poliziotto tornò a far parte della scorta del pm che informò di quanto accaduto il nuovo questore Gualtieri e il poliziotto venne destinato ad altro incarico. In seguito, si scoprì che la moglie del poliziotto gestisce il bed and breakfast “Le Vele” nel palazzo di proprietà di D’Alì, dove il poliziotto si recava con l’auto di servizio, durante l’orario di lavoro.

“Questo, invece, è firmato Filippo e Rosalia Guttadauro, ma il loro regalo non ce l’ho presente; forse Tonino non l’ha esposto, oppure l’ha fatto senza dirmi di chi fosse”, continua a raccontare la signora Picci mentre sfoglia la rubrica dove il marito registrava tutti i regali ricevuti. Alla lettera G esclama: “Non c’è! Che strano, eppure il biglietto è qui! Ricordo molto bene il matrimonio di Rosalia e Filippo Guttadauro alla Favorita di Marsala, più di 700 gli invitati. La mamma della sposa, la signora Lorenza Messina Denaro in cappello, una sfilza di doppiopetti rigati, musica e fiumi di champagne Cristall. C’erano Cuffaro, Dell’Utri, Mannino”. Rosalia è la sorella maggiore di Matteo Messina Denaro. Suo marito, Filippo Guttadauro, medico di Bagheria, è il referente di Matteo Messina Denaro per la provincia di Palermo, si interessava alle sorti politiche di Cuffaro. Ora è in carcere, condannato a 16 anni. “Con me a fare la spesa veniva sempre Patrizia, la sorella più piccola. Matteo da bambino l’ho tenuto sulle ginocchia, erano i figli di don Ciccio, che abitava nella casa a fianco alla nostra a Zangara, dove ci trasferivamo per la vendemmia” dice mentre continua a sfogliare la rubrica. “Ma questa è la mia scrittura!”, esclama indicando il foglio alla lettera M. Legge ad alta voce: “Francesco Messina Denaro, grande centro argento consegnato 12-11-2000. Non lo ricordavo, l’ho scritto io quando gliel’ho restituito”.

Si alza seguita dai due inseparabili Shih-Tzu, Trillo e Gelsomina. Va in ufficio. Torna poco dopo tenendo in mano due fogli. Una riga di inchiostro nero li divide verticalmente: Aula e D’Alì, carta intestata Antonio D’Alì Solina, Trapani. Scritto a penna: “Nota per l’assegnazione dei regali di nozze in base alla provenienza degli stessi; a seguire i rispettivi regali ricevuti per ordine alfabetico”. “Anche qui mancano quelli di Guttadauro e Messina Denaro, mah!”, sospira. “Difficilmente rispondeva alle mie domande”. Le parole, come scrive Simone de Beauvoir, smuovono le coscienze, agitano gli animi, fissano il pensiero, insomma restano, è meglio non rischiare.

TELEGRAMMA DAL CARCERE

“Restava zitto come quella volta, quando gli consegnò il telegramma inviatogli da Franco Virga: ‘Auguri, tu ti diverti e io sto qua rinchiuso’. Era dicembre del 1998, stavamo partendo per andare a trascorrere il Capodanno a Sharm el Sheik con il senatore del Pdl Domenico Contestabile e la sua fidanzata. Restai fulminata. Ma chi è questo, perché manda gli auguri a te, gli chiesi”. Franco Virga, figlio di Vincenzo Virga, capomafia di Trapani, arrestato dopo anni di latitanza, quando inviò quel telegramma era in carcere da due anni con una condanna a 9 anni per associazione mafiosa. Virga è il boss a cui Dell’Utri, presidente di Publitalia, si rivolse affinché chiedesse il pizzo per una sponsorizzazione a Vincenzo Garaffa, presidente della Pallacanestro. Come da sentenza di primo grado del tribunale di Milano, che condanna Dell’Utri per estorsione, reato derubricato in appello in minacce: “Abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione”, disse Dell’Utri a Garaffa che si rifiutava di pagare la mazzetta.

“A volte, invece, mi diceva: ‘Antonietta, cara, tu vedi troppi film di mafia’. Non sbagliava, in effetti a ripensarci ora, quando vidi “la Piovra”, forse esagero ma era come se sul video vedessi scorrere la mia vita. Ricordo che durante la campagna elettorale nel 1994, occasione in cui conobbi l’avvocato Dotti e la Ariosto, non feci altro che girare in macchina per la città con l’imbianchino per coprire le scritte sui muri: D’Alì mafioso, D’Alì e i 40 ladroni. Gli dicevo: ma perché non reagisci sui giornali? Faceva spallucce, come diciamo noi”. Risultato: D’Alì ottenne 54 mila preferenze. Ma non la sua: “Io non ho mai votato Forza Italia e lui lo sapeva, forse per questo sentiva di non potersi completamente fidare di me. In effetti non condividevamo molto, cominciando dalla scelta, del tutto inaspettata, comunicatami quando era già avvenuta, di candidarsi nel ‘94 con Forza Italia su richiesta di Micciché. Ma la venuta di Berlusconi, quella proprio non me la posso scordare.

Regionali del ‘96. Fu nostro ospite. Arrivò preceduto da 7 bauli su ruote pieni di abiti e camicie e dalla fedele Marinella Brambilla, che al mattino lo truccava con tanto di quel cerone che dovetti buttare le federe e la sera lo struccava usando quintali di kleenex. La sede dei Ds di fronte casa era tappezzata di bandiere rosse in segno di sfida. Tonino era in ansia, continuava a ripetermi di andare a dirgli di toglierle, mentre Berlusconi, quando le vide, andò a suonare il campanello e disse: ‘Grazie per l’accoglienza, siete davvero gentili’. Capii che era un grande comunicatore, capace di ribaltare situazioni a lui sfavorevoli.

Ricevetti in anticipo la lista delle cose proibite e di quelle indispensabili: pesce senza spine, perché il presidente temeva di soffocare, bagnoschiuma esclusivamente al limone, teli da bagno bianchi da avvolgere attorno alla vita, latte di mandorle fatto in casa da bere al mattino ecc. Organizzai una cena per circa 150 persone, c’erano tutti: La Loggia, Schifani, Micciché. Prima di ripartire mi chiese come avrebbe potuto ricambiare a tanta gentilezza e io gli risposi: doni all’Unitalsi, di cui allora ero presidente, un pulmino per il trasporto dei malati. ‘Per tanto poco, signora, sarà fatto’. Del pulmino neppure l’ombra. Una sera di dicembre del ‘96 squilla il telefono di casa: era Berlusconi. Chiamava per invitarci nel suo palco con Veronica alla Prima della Scala. Gli risposi: ‘Presidente, cosa farà mio marito non lo so, io non verrò’. ‘E perché mai signora?’. ‘Perché attendevo da lei una risposta dovuta perché promessa’. Senza neppure chiedermi a cosa mi riferissi, rispose: ‘Va bene buonasera e riattaccò’. Quando lo raccontai a Tonino, mi rimproverò duramente. A Trapani, a Tonino lo chiamavano il piccolo Berlusconi perché anche lui aveva una tv, Telesud”.

Dove ogni volta che veniva attaccato dalla stampa o sentiva aria di qualche indagine in corso si presentava in video e cominciava così: “Cari amici, volevo informarvi che ho ottenuto il contributo per la Chiesa, che arriveranno i soldi per il porto, ecc. Abitudine che D’Alì mantiene su facebook dove alcuni giorni fa ha postato una notizia importante per i suoi elettori: “Cari amici, vi comunico che farò sentire ancora di più la voce della Sicilia, dato che sono stato chiamato a far parte del comitato per la politica economica con Bondi, La Russa, Verdini, il ministro Tremonti, Cicchitto, Quagliariello, Gasparri, Bocchino”.

LE CONDOGLIANZE DI GUTTADAURO

Picci accende la macchina del caffè. Nell’attesa estrae dalla borsa una busta trasparente. Appoggia sul tavolo due telegrammi, li apre e con l’indice mostra il timbro di provenienza e la data: ufficio postale di Castelvetrano, 2 novembre 1983, intestati a dottor Antonio D’Alì Solina, corso Italia 108 Trapani: ‘Sentite condoglianze, Fam. Guttadauro Filippo’ e ‘Sentite condoglianze, famiglia Messina Denaro Francesco’. “Curioso eh?”.

Hanno inviato al marito le condoglianze per la morte di suo padre, poi Picci aggiunge con un sorriso ironico: “Spero che li abbia anche ringraziati”. Riprende a parlare dei Messina Denaro. Ricordi che inevitabilmente pesano, ma che si sfilano dalla memoria con la leggerezza di fatti che appartengono alla propria storia. “Nel 1988, sì, cinque anni dopo la vendita di Zangara, lessi sui giornali che Francesco Messina Denaro si era dato alla latitanza con l’accusa di essere il capomafia di Trapani. ‘Tonino, hai letto don Ciccio è un capomafia, ma tu lo sapevi?’, chiesi avvicinandomi a lui con il giornale in mano.

Risposta: ‘Antonietta cara, non lo sai i giornalisti come sono, devono pure scrivere qualcosa’. Don Ciccio era un uomo rispettato da tutti, anche dal prefetto di Milano, Amari, a cui faceva la raccolta delle olive”. Nonostante Francesco Messina Denaro fosse già stato sorvegliato speciale perché sospettato di numerosi fatti di mafia, che non potevano non essere noti, soprattutto a un prefetto della Repubblica, in aggiunta di Castelvetrano. “Era un uomo gentile, sua moglie Lorenza, un’ottima cuoca, faceva il pollo nel forno a legna come nessuno, una donna forte, i figli ne avevano soggezione. Matteo era un ragazzino vivace, occhi verdi trasparenti taglio orientale, molto bravo a scuola, che mi chiamava signora Antonietta. L’ultima volta che l’ho visto avrà avuto circa 20 anni, credo”. Cioè poco prima di diventare una delle più micidiali macchine da guerra di Cosa Nostra corleonese. A capo di una mafia che oggi ha dismesso la coppola, sostituito la lupara con il kalashnikov, che sposta capitali da una parte all’altra del mondo, controlla i voti, indirizza il consenso grazie a politici conniventi, ma che continua a comunicare con i pizzini: “Tu sei migliore di me”, scrive Provenzano latitante e Matteo risponde: “Lei mi dice che io sono migliore di lei io non sono migliore di lei, io sono come lei”.

“Siamo andati a Zangara finché Tonino, inaspettatamente, dopo aver appena impiantato una nuova vigna, decise di vendere il terreno”, continua riavvolgendo il nastro della memoria. “Finché c’è stato lui in campagna non è mai successo niente, poi da quando sono rimasta sola ho subito due attentati intimidatori che ho denunciato. Uno nel 2001, quando mi hanno rubato il gruppo elettrogeno dall’azienda agricola in contrada Fulgatore, facendo restare a secco il vigneto. Poi, dopo qualche anno, le pecore dei mafiosi Agugliaro mi hanno mangiato tutto il frumento: ‘Cà cangiarono tutte cose da quando c’è lei e non c’è più u’ senature’, mi dissero. Ho saputo dai giornali che sono stati arrestati e condannati a 15 anni per tentato omicidio. Non è facile, lo so, anche gli investigatori mi consigliano di fare attenzione, ma che debbo fare, fino al 2015 devo pagare i debiti lasciatimi da mio marito per il vigneto che volle impiantare nell’azienda di papà. Adesso l’ho estirpato e spero di poter affittare il terreno per il fotovoltaico. Forse non sembra, ma sono una donna forte, certe cose non le permetto”.

MATRIMONIO CHE VA MATRIMONIO CHE VIENE

Tace. Il sorriso si spegne come se improvvisamente i ricordi fossero divenuti troppo dolorosi. Parla d’altro, degli ospiti che stanno per arrivare, dei fiori appena raccolti da sistemare nelle stanze. Si alza, entra in casa. Torna con il caffè. Racconta del pericolo sventato, almeno per ora, di vedersi annullare il matrimonio come richiesto dal marito, grazie all’appoggio di Ninni Treppiedi, fratello del capo di gabinetto del senatore D’Alì quando era presidente della provincia di Trapani, segretario del vescovo Francesco Miccichè. “Inconsapevolezza dell’indissolubilità del matrimonio”, questa la motivazione. “Inconsapevolezza della indissolubilità del matrimonio!”, ripete con evidente dolore. Il senatore D’Alì, nel frattempo, si è sposato in un monastero sconsacrato. Testimoni di lui: l’ex ministro dell’Interno Pisanu e la moglie Annamaria. Testimoni di lei: Bruno Vespa e la moglie, il magistrato Augusta Iannini. Al fastoso ricevimento offerto dal sottosegretario all’Interno, a Palazzo Rospigliosi Pallavicini, con tanto di cassate e cannoli fatti arrivare dalla pasticceria Billè di Messina, come documentato da Il Tempo, c’erano proprio tutti: spiccavano Cuffaro, Dell’Utri, Bobo Craxi, Schifani, Gasparri, La Loggia, Bonaiuti, Tassone, Bertolaso, Santanchè, Billè.

“Era il 4 aprile del ‘99, eravamo andati alla Processione dei Misteri del Venerdì Santo, c’era anche Gianfranco Micciché. Io sono rientrata prima. Nel cuore della notte si accende la abat jour, sento la sua voce: “Me ne vado, amo un’altra donna”. Il giorno dopo era fuori casa, tre anni dopo eravamo già divorziati”. Divorzio conclusosi con una liquidazione per la moglie di 200 mila euro. “Poco importa se per vivere preparo marmellate e organizzo banchetti per matrimoni, va bene così. Certo, avrei potuto chiedere un accertamento patrimoniale per sapere dove fossero finiti i 7 miliardi incassati dalla vendita della Banca Sicula, di cui possedevo azioni, avrei potuto chiedere spiegazioni sui conti a Montecarlo e se ricordo bene in Lichtenstein, ma non l’ho fatto anche per rispetto di mio figlio. Ma da quel giorno è come se fossi diventata trasparente. Il vescovo, che conoscevo bene essendo presidente dell’Unitalsi, andava a cena con lui e con quella che allora era la sua amante”. E la città guardava. “Ora che, invece, è la moglie – racconta la signora Picci – ci va a Lourdes con il cardinale Ruini a bordo dell’aereo del Vaticano”. La nuova signora D’Alì è Antonia Postorivo, 41 anni, calabrese di Roggiano Gravina, avvocato dello studio Previti, amica di Jole Santelli, sottosegretario alla Giustizia ai tempi di Castelli ministro. Habituè dei salotti romani, amica intima dell’avvocato Ghedini, ma anche di Micciché,che la presentò al senatore D’Alì. Per lei ha acquistato un prestigioso appartamento vicino a piazza Navona, che le ha intestato, oltre ad avere comperato una caserma della Guardia di finanza dismessa a Favignana, ristrutturata utilizzando per il trasporto dei materiali la motovedetta della polizia di Stato, come ci viene raccontatodapiùtestimoni,anchechiamandogli agenti al termine del turno. Storie di ordinario potere in terra di Sicilia, ma non solo.

da Il Fatto Quotidiano del 25 novembre 2009</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ANTONINO CANEPA<br />
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<p>ARTICOLO PUBBLICATO SU IL FATTO QUOTIDIANO IN DATA 25.11.2009<br />
STORIE DI MAFIA E DI DENARO<br />
LE AMICIZIE PERICOLOSE DI TONINO D’ALI’<br />
Articoli | Sandra Amurri<br />
La politica nella terra di Cosa nostra, parla Maria Antonietta Aula, ex moglie di Antonio D’Alì<br />
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<p>25 novembre 2009<br />
La lettera di smentita di Maria Antonietta Aula e la replica di Sandra Amurri</p>
<p>Quella che vi stiamo raccontando è una storia siciliana. È la storia della signora Maria Antonietta Aula, ex moglie di un uomo di punta di Forza Italia, fin dalla sua nascita, il senatore del Pdl, Antonio D’Alì, ex sottosegretario all’Interno, oggi presidente della Commissione Ambiente.</p>
<p>Una storia che narra come il senatore D’Alì, rappresentante di spicco del governo Berlusconi, non abbia mai sentito il dovere di spiegare legami, seppure antichi, con boss di spicco, come il latitante Matteo Messina Denaro, condannato all’ergastolo per le stragi del ‘93, oggi a capo di Cosa Nostra. Ne emerge un racconto appassionato, lacerante, malinconico, libero dal giudizio che pure porta con sé. Un racconto che abbiamo scritto, che le abbiamo riletto al telefono, ottenendo la sua approvazione. Il giorno prima della pubblicazione, mentre aspettavamo, come da accordo preso, l’invio di una sua foto, riceviamo una e-mail in cui ci comunicava di aver cambiato idea e spiegava che il “rileggere una pagina ormai voltata della storia della mia vita mi ha fatto molto male e pertanto sono, oggi come mai, convinta di non volere più tornare su queste vicende”. Uno stato d’animo comprensibile ma non sufficiente per non pubblicare l’intervista, non per mancanza di sensibilità, o di rispetto, ma per un principio elementare di giornalismo.</p>
<p>GIRA E RIGIRA tra le mani quei biglietti Maria Antonietta Aula. Una signora alta e bionda con gli occhi celesti e una cortesia d’altri tempi a delinearne i tratti. Famiglia della borghesia trapanese, è stata dall’età di 24 anni, per oltre vent’anni, la moglie del senatore del Pdl Antonio D’Alì, presidente della Commissione Ambiente, ex sottosegretario all’Interno, proprietario della Banca Sicula, poi ceduta alla Comit. La signora Aula è una donna che fatica ancora a rendersi conto di ciò che è scivolato davanti ai suoi occhi lasciando domande senza risposta. Risposte che non cessa di avere, visto che ci si dimentica solo di ciò che si chiede perché è poco importante, ma che, a tratti, vorrebbe smettere di cercare per liberarsi di un tempo ormai perduto. “Li ho ritrovati mettendo a posto le carte” dice mostrando i biglietti. “Congratulazioni. Francesco Messina Denaro e famiglia”.</p>
<p>Un cognome che fa sobbalzare. Francesco Messina Denaro, capomafia di Castelvetrano, trovato morto nel ‘98 nelle campagne durante la latitanza, cadavere che la moglie, davanti allo sguardo attonito dei poliziotti, coprì con la sua pelliccia di Astrakan. Francesco era il padre di Matteo, attuale capo di Cosa Nostra, latitante da 16 anni, condannato all’ergastolo per le stragi del ‘93. I Messina Denaro erano i campieri della famiglia D’Alì, nella tenuta di contrada Zangara. Terreno venduto da Antonio D’Alì al gioielliere di Castelvetrano, Francesco Geraci, prestanome di Totò Riina, che andò a riprendere i soldi nella Banca Sicula dei D’Alì per restituirli a Matteo Messina Denaro, come lui stesso raccontò una volta diventato collaboratore di giustizia, dopo essere stato condannato per mafia. Oggi su quel terreno, confiscato, Libera produce olio.</p>
<p>IL REGALO DI NOZZE DI MESSINA DENARO</p>
<p>“Non lo avevo mai visto, non c’era accanto al vassoio d’argento massiccio, costato sicuramente oltre un milione, che Tonino portò a casa mia per esporlo accanto agli altri regali di matrimonio”, racconta. Divorziata da sei anni. A 55anni, Maria Antonietta Aula, Picci per gli amici, è una donna che non ha conti in sospeso con l’ex marito, né vendette da consumare. Solo ora quel luogo della memoria, sospeso tra passato e presente che l’ha avvolta per molti anni, è divenuto il tempo della parola che non ha mai voluto affidare ai tanti giornalisti che le hanno chiesto un’intervista, anche per timore di finire nel solito clichè della moglie tradita, abbandonata, assetata di vendetta.</p>
<p>“Gliel’ho restituito il vassoio dei Messina Denaro quando se n’è andato via. Non lo voleva, l’ha preso dopo aver insistito, in fondo era roba sua; perché sarebbe dovuto restare a casa mia?” Spiega davanti ad una tazza di caffè caldo, marmellata di arance fatta da lei, sedute nel parco di Villa Pilati. Un’antica dimora seicentesca, trasformata in bed and breakfast, immersa nella natura, tra palme secolari, agrumeti, cascate di bougainvillea in fiore, che si affaccia sul mare di Bonagia, a pochi chilometri da Trapani. “La mia forza è mio figlio che vive e lavora a Londra, un ragazzo sensibile che si è fatto da solo senza mai chiedere nulla a nessuno. Ne sono molto fiera”. Il senatore D’Alì, non è un mistero, è un uomo che usa il potere di cui dispone con la scioltezza con cui una vecchina snocciola tra le dita il rosario. La signora Aula, che il potere “fa sorridere” ma la infastidisce quando diventa ostentazione, snocciola, invece, una litania di fatti, tutti documentati, che raccontano come la politica e gli uomini delle istituzioni, non solo in Sicilia, convivano, con grande disinvoltura, senza suscitare alcuno scandalo, con la cosiddetta normalità mafiosa, che contribuisce a rendere la mafia “eterna”, restando sempre dentro quel circuito vizioso che confonde vittime e carnefici.</p>
<p>Quando D’Alì era sottosegretario all’Interno, il pm Andrea Tarondo, che indagava su di lui, da una conversazione intercettata apprese che un poliziotto che aveva fatto parte della sua scorta, poi, affidato a quella di D’Alì, aveva inviato un fax, dalla questura di Trapani, all’insaputa del questore Pinzello, al ministero della Giustizia, su richiesta del sottosegretario del Pdl, in cui affermava che il pm “sparlava” di D’Alì. Il ministro Castelli aprì un’indagine. Il pm, convocato dal procuratore generale, dimostrò l’infondatezza dell’accusa ma al poliziotto non successe nulla. In seguito il poliziotto tornò a far parte della scorta del pm che informò di quanto accaduto il nuovo questore Gualtieri e il poliziotto venne destinato ad altro incarico. In seguito, si scoprì che la moglie del poliziotto gestisce il bed and breakfast “Le Vele” nel palazzo di proprietà di D’Alì, dove il poliziotto si recava con l’auto di servizio, durante l’orario di lavoro.</p>
<p>“Questo, invece, è firmato Filippo e Rosalia Guttadauro, ma il loro regalo non ce l’ho presente; forse Tonino non l’ha esposto, oppure l’ha fatto senza dirmi di chi fosse”, continua a raccontare la signora Picci mentre sfoglia la rubrica dove il marito registrava tutti i regali ricevuti. Alla lettera G esclama: “Non c’è! Che strano, eppure il biglietto è qui! Ricordo molto bene il matrimonio di Rosalia e Filippo Guttadauro alla Favorita di Marsala, più di 700 gli invitati. La mamma della sposa, la signora Lorenza Messina Denaro in cappello, una sfilza di doppiopetti rigati, musica e fiumi di champagne Cristall. C’erano Cuffaro, Dell’Utri, Mannino”. Rosalia è la sorella maggiore di Matteo Messina Denaro. Suo marito, Filippo Guttadauro, medico di Bagheria, è il referente di Matteo Messina Denaro per la provincia di Palermo, si interessava alle sorti politiche di Cuffaro. Ora è in carcere, condannato a 16 anni. “Con me a fare la spesa veniva sempre Patrizia, la sorella più piccola. Matteo da bambino l’ho tenuto sulle ginocchia, erano i figli di don Ciccio, che abitava nella casa a fianco alla nostra a Zangara, dove ci trasferivamo per la vendemmia” dice mentre continua a sfogliare la rubrica. “Ma questa è la mia scrittura!”, esclama indicando il foglio alla lettera M. Legge ad alta voce: “Francesco Messina Denaro, grande centro argento consegnato 12-11-2000. Non lo ricordavo, l’ho scritto io quando gliel’ho restituito”.</p>
<p>Si alza seguita dai due inseparabili Shih-Tzu, Trillo e Gelsomina. Va in ufficio. Torna poco dopo tenendo in mano due fogli. Una riga di inchiostro nero li divide verticalmente: Aula e D’Alì, carta intestata Antonio D’Alì Solina, Trapani. Scritto a penna: “Nota per l’assegnazione dei regali di nozze in base alla provenienza degli stessi; a seguire i rispettivi regali ricevuti per ordine alfabetico”. “Anche qui mancano quelli di Guttadauro e Messina Denaro, mah!”, sospira. “Difficilmente rispondeva alle mie domande”. Le parole, come scrive Simone de Beauvoir, smuovono le coscienze, agitano gli animi, fissano il pensiero, insomma restano, è meglio non rischiare.</p>
<p>TELEGRAMMA DAL CARCERE</p>
<p>“Restava zitto come quella volta, quando gli consegnò il telegramma inviatogli da Franco Virga: ‘Auguri, tu ti diverti e io sto qua rinchiuso’. Era dicembre del 1998, stavamo partendo per andare a trascorrere il Capodanno a Sharm el Sheik con il senatore del Pdl Domenico Contestabile e la sua fidanzata. Restai fulminata. Ma chi è questo, perché manda gli auguri a te, gli chiesi”. Franco Virga, figlio di Vincenzo Virga, capomafia di Trapani, arrestato dopo anni di latitanza, quando inviò quel telegramma era in carcere da due anni con una condanna a 9 anni per associazione mafiosa. Virga è il boss a cui Dell’Utri, presidente di Publitalia, si rivolse affinché chiedesse il pizzo per una sponsorizzazione a Vincenzo Garaffa, presidente della Pallacanestro. Come da sentenza di primo grado del tribunale di Milano, che condanna Dell’Utri per estorsione, reato derubricato in appello in minacce: “Abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione”, disse Dell’Utri a Garaffa che si rifiutava di pagare la mazzetta.</p>
<p>“A volte, invece, mi diceva: ‘Antonietta, cara, tu vedi troppi film di mafia’. Non sbagliava, in effetti a ripensarci ora, quando vidi “la Piovra”, forse esagero ma era come se sul video vedessi scorrere la mia vita. Ricordo che durante la campagna elettorale nel 1994, occasione in cui conobbi l’avvocato Dotti e la Ariosto, non feci altro che girare in macchina per la città con l’imbianchino per coprire le scritte sui muri: D’Alì mafioso, D’Alì e i 40 ladroni. Gli dicevo: ma perché non reagisci sui giornali? Faceva spallucce, come diciamo noi”. Risultato: D’Alì ottenne 54 mila preferenze. Ma non la sua: “Io non ho mai votato Forza Italia e lui lo sapeva, forse per questo sentiva di non potersi completamente fidare di me. In effetti non condividevamo molto, cominciando dalla scelta, del tutto inaspettata, comunicatami quando era già avvenuta, di candidarsi nel ‘94 con Forza Italia su richiesta di Micciché. Ma la venuta di Berlusconi, quella proprio non me la posso scordare.</p>
<p>Regionali del ‘96. Fu nostro ospite. Arrivò preceduto da 7 bauli su ruote pieni di abiti e camicie e dalla fedele Marinella Brambilla, che al mattino lo truccava con tanto di quel cerone che dovetti buttare le federe e la sera lo struccava usando quintali di kleenex. La sede dei Ds di fronte casa era tappezzata di bandiere rosse in segno di sfida. Tonino era in ansia, continuava a ripetermi di andare a dirgli di toglierle, mentre Berlusconi, quando le vide, andò a suonare il campanello e disse: ‘Grazie per l’accoglienza, siete davvero gentili’. Capii che era un grande comunicatore, capace di ribaltare situazioni a lui sfavorevoli.</p>
<p>Ricevetti in anticipo la lista delle cose proibite e di quelle indispensabili: pesce senza spine, perché il presidente temeva di soffocare, bagnoschiuma esclusivamente al limone, teli da bagno bianchi da avvolgere attorno alla vita, latte di mandorle fatto in casa da bere al mattino ecc. Organizzai una cena per circa 150 persone, c’erano tutti: La Loggia, Schifani, Micciché. Prima di ripartire mi chiese come avrebbe potuto ricambiare a tanta gentilezza e io gli risposi: doni all’Unitalsi, di cui allora ero presidente, un pulmino per il trasporto dei malati. ‘Per tanto poco, signora, sarà fatto’. Del pulmino neppure l’ombra. Una sera di dicembre del ‘96 squilla il telefono di casa: era Berlusconi. Chiamava per invitarci nel suo palco con Veronica alla Prima della Scala. Gli risposi: ‘Presidente, cosa farà mio marito non lo so, io non verrò’. ‘E perché mai signora?’. ‘Perché attendevo da lei una risposta dovuta perché promessa’. Senza neppure chiedermi a cosa mi riferissi, rispose: ‘Va bene buonasera e riattaccò’. Quando lo raccontai a Tonino, mi rimproverò duramente. A Trapani, a Tonino lo chiamavano il piccolo Berlusconi perché anche lui aveva una tv, Telesud”.</p>
<p>Dove ogni volta che veniva attaccato dalla stampa o sentiva aria di qualche indagine in corso si presentava in video e cominciava così: “Cari amici, volevo informarvi che ho ottenuto il contributo per la Chiesa, che arriveranno i soldi per il porto, ecc. Abitudine che D’Alì mantiene su facebook dove alcuni giorni fa ha postato una notizia importante per i suoi elettori: “Cari amici, vi comunico che farò sentire ancora di più la voce della Sicilia, dato che sono stato chiamato a far parte del comitato per la politica economica con Bondi, La Russa, Verdini, il ministro Tremonti, Cicchitto, Quagliariello, Gasparri, Bocchino”.</p>
<p>LE CONDOGLIANZE DI GUTTADAURO</p>
<p>Picci accende la macchina del caffè. Nell’attesa estrae dalla borsa una busta trasparente. Appoggia sul tavolo due telegrammi, li apre e con l’indice mostra il timbro di provenienza e la data: ufficio postale di Castelvetrano, 2 novembre 1983, intestati a dottor Antonio D’Alì Solina, corso Italia 108 Trapani: ‘Sentite condoglianze, Fam. Guttadauro Filippo’ e ‘Sentite condoglianze, famiglia Messina Denaro Francesco’. “Curioso eh?”.</p>
<p>Hanno inviato al marito le condoglianze per la morte di suo padre, poi Picci aggiunge con un sorriso ironico: “Spero che li abbia anche ringraziati”. Riprende a parlare dei Messina Denaro. Ricordi che inevitabilmente pesano, ma che si sfilano dalla memoria con la leggerezza di fatti che appartengono alla propria storia. “Nel 1988, sì, cinque anni dopo la vendita di Zangara, lessi sui giornali che Francesco Messina Denaro si era dato alla latitanza con l’accusa di essere il capomafia di Trapani. ‘Tonino, hai letto don Ciccio è un capomafia, ma tu lo sapevi?’, chiesi avvicinandomi a lui con il giornale in mano.</p>
<p>Risposta: ‘Antonietta cara, non lo sai i giornalisti come sono, devono pure scrivere qualcosa’. Don Ciccio era un uomo rispettato da tutti, anche dal prefetto di Milano, Amari, a cui faceva la raccolta delle olive”. Nonostante Francesco Messina Denaro fosse già stato sorvegliato speciale perché sospettato di numerosi fatti di mafia, che non potevano non essere noti, soprattutto a un prefetto della Repubblica, in aggiunta di Castelvetrano. “Era un uomo gentile, sua moglie Lorenza, un’ottima cuoca, faceva il pollo nel forno a legna come nessuno, una donna forte, i figli ne avevano soggezione. Matteo era un ragazzino vivace, occhi verdi trasparenti taglio orientale, molto bravo a scuola, che mi chiamava signora Antonietta. L’ultima volta che l’ho visto avrà avuto circa 20 anni, credo”. Cioè poco prima di diventare una delle più micidiali macchine da guerra di Cosa Nostra corleonese. A capo di una mafia che oggi ha dismesso la coppola, sostituito la lupara con il kalashnikov, che sposta capitali da una parte all’altra del mondo, controlla i voti, indirizza il consenso grazie a politici conniventi, ma che continua a comunicare con i pizzini: “Tu sei migliore di me”, scrive Provenzano latitante e Matteo risponde: “Lei mi dice che io sono migliore di lei io non sono migliore di lei, io sono come lei”.</p>
<p>“Siamo andati a Zangara finché Tonino, inaspettatamente, dopo aver appena impiantato una nuova vigna, decise di vendere il terreno”, continua riavvolgendo il nastro della memoria. “Finché c’è stato lui in campagna non è mai successo niente, poi da quando sono rimasta sola ho subito due attentati intimidatori che ho denunciato. Uno nel 2001, quando mi hanno rubato il gruppo elettrogeno dall’azienda agricola in contrada Fulgatore, facendo restare a secco il vigneto. Poi, dopo qualche anno, le pecore dei mafiosi Agugliaro mi hanno mangiato tutto il frumento: ‘Cà cangiarono tutte cose da quando c’è lei e non c’è più u’ senature’, mi dissero. Ho saputo dai giornali che sono stati arrestati e condannati a 15 anni per tentato omicidio. Non è facile, lo so, anche gli investigatori mi consigliano di fare attenzione, ma che debbo fare, fino al 2015 devo pagare i debiti lasciatimi da mio marito per il vigneto che volle impiantare nell’azienda di papà. Adesso l’ho estirpato e spero di poter affittare il terreno per il fotovoltaico. Forse non sembra, ma sono una donna forte, certe cose non le permetto”.</p>
<p>MATRIMONIO CHE VA MATRIMONIO CHE VIENE</p>
<p>Tace. Il sorriso si spegne come se improvvisamente i ricordi fossero divenuti troppo dolorosi. Parla d’altro, degli ospiti che stanno per arrivare, dei fiori appena raccolti da sistemare nelle stanze. Si alza, entra in casa. Torna con il caffè. Racconta del pericolo sventato, almeno per ora, di vedersi annullare il matrimonio come richiesto dal marito, grazie all’appoggio di Ninni Treppiedi, fratello del capo di gabinetto del senatore D’Alì quando era presidente della provincia di Trapani, segretario del vescovo Francesco Miccichè. “Inconsapevolezza dell’indissolubilità del matrimonio”, questa la motivazione. “Inconsapevolezza della indissolubilità del matrimonio!”, ripete con evidente dolore. Il senatore D’Alì, nel frattempo, si è sposato in un monastero sconsacrato. Testimoni di lui: l’ex ministro dell’Interno Pisanu e la moglie Annamaria. Testimoni di lei: Bruno Vespa e la moglie, il magistrato Augusta Iannini. Al fastoso ricevimento offerto dal sottosegretario all’Interno, a Palazzo Rospigliosi Pallavicini, con tanto di cassate e cannoli fatti arrivare dalla pasticceria Billè di Messina, come documentato da Il Tempo, c’erano proprio tutti: spiccavano Cuffaro, Dell’Utri, Bobo Craxi, Schifani, Gasparri, La Loggia, Bonaiuti, Tassone, Bertolaso, Santanchè, Billè.</p>
<p>“Era il 4 aprile del ‘99, eravamo andati alla Processione dei Misteri del Venerdì Santo, c’era anche Gianfranco Micciché. Io sono rientrata prima. Nel cuore della notte si accende la abat jour, sento la sua voce: “Me ne vado, amo un’altra donna”. Il giorno dopo era fuori casa, tre anni dopo eravamo già divorziati”. Divorzio conclusosi con una liquidazione per la moglie di 200 mila euro. “Poco importa se per vivere preparo marmellate e organizzo banchetti per matrimoni, va bene così. Certo, avrei potuto chiedere un accertamento patrimoniale per sapere dove fossero finiti i 7 miliardi incassati dalla vendita della Banca Sicula, di cui possedevo azioni, avrei potuto chiedere spiegazioni sui conti a Montecarlo e se ricordo bene in Lichtenstein, ma non l’ho fatto anche per rispetto di mio figlio. Ma da quel giorno è come se fossi diventata trasparente. Il vescovo, che conoscevo bene essendo presidente dell’Unitalsi, andava a cena con lui e con quella che allora era la sua amante”. E la città guardava. “Ora che, invece, è la moglie – racconta la signora Picci – ci va a Lourdes con il cardinale Ruini a bordo dell’aereo del Vaticano”. La nuova signora D’Alì è Antonia Postorivo, 41 anni, calabrese di Roggiano Gravina, avvocato dello studio Previti, amica di Jole Santelli, sottosegretario alla Giustizia ai tempi di Castelli ministro. Habituè dei salotti romani, amica intima dell’avvocato Ghedini, ma anche di Micciché,che la presentò al senatore D’Alì. Per lei ha acquistato un prestigioso appartamento vicino a piazza Navona, che le ha intestato, oltre ad avere comperato una caserma della Guardia di finanza dismessa a Favignana, ristrutturata utilizzando per il trasporto dei materiali la motovedetta della polizia di Stato, come ci viene raccontatodapiùtestimoni,anchechiamandogli agenti al termine del turno. Storie di ordinario potere in terra di Sicilia, ma non solo.</p>
<p>da Il Fatto Quotidiano del 25 novembre 2009</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Parco delle Egadi di ampegadimarettimo</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/2009/11/17/parco-delle-egadi/#comment-121</link>
		<dc:creator>ampegadimarettimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:01:01 +0000</pubDate>
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		<description>Associazione Wikimedia Italia - per informazioni: www.wikimedia.ch 
Stefania Prestigiacomo
Da Wikipedia, l&#039;enciclopedia libera.

Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 16 dicembre 1966) è una imprenditrice e politica italiana.
Milita nelle file del Popolo della Libertà ed attualmente ricopre la carica di Ministro dell&#039;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Berlusconi IV, in carica dall&#039;8 maggio 2008.
Figlia di imprenditori siracusani. Sposata con Angelo Bellucci, notaio, coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1990, a 23 anni, è stata eletta presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Siracusa. Prima di entrare in politica, votava per la Democrazia Cristiana, e per lo zio Santi Nicita, ma, allo stesso tempo, era pure vicina a molte battaglie del Partito Radicale.[1]
La sua esperienza politica, avanzata anche sulla scia del coniuge, si apre con l&#039;esordio del nuovo movimento politico di Silvio Berlusconi, Forza Italia, nel 1994. Alle elezioni politiche di quell&#039;anno, infatti, la Prestigiacomo viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista proporzionale del partito.... due anni dopo, alle elezioni del 1996 è stata rieletta alla Camera, stavolta col sistema maggioritario, nel collegio uninominale di Siracusa. ......
La sua carriera di deputato prosegue anche alle successive elezioni del 2001, quando si aggiudica nuovamente il seggio nel collegio di Siracusa con il contrassegno della Casa delle Libertà: il premier Berlusconi la sceglie come ministro per le Pari Opportunità, incarico mantenuto sino al 2 maggio 2006 con la fine del Governo Berlusconi III.  Nel corso dei cinque anni da ministro, Prestigiacomo si è battuta nel 2005 a favore dei referendum sulla procreazione assistita e dell&#039;introduzione delle cosiddette &quot;quote rosa&quot; nella legge elettorale del 2005 per garantire la rappresentanza femminile in Parlamento. In entrambi i casi è uscita sconfitta.
Viene eletta nella circoscrizione Sicilia 2 alla Camera, sia nel 2006 (XV Legislatura) sia nel 2008 (XVI Legislatura). Dal 8 maggio 2008 è Ministro dell&#039;Ambiente, nel Governo Berlusconi IV.
È titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.
La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.
La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.
La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.
Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio.
Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilità i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un&#039;indagine per bancarotta poiché nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmò la tanto agognata amnistia....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione Wikimedia Italia &#8211; per informazioni: <a href="http://www.wikimedia.ch" rel="nofollow">http://www.wikimedia.ch</a><br />
Stefania Prestigiacomo<br />
Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</p>
<p>Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 16 dicembre 1966) è una imprenditrice e politica italiana.<br />
Milita nelle file del Popolo della Libertà ed attualmente ricopre la carica di Ministro dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Berlusconi IV, in carica dall&#8217;8 maggio 2008.<br />
Figlia di imprenditori siracusani. Sposata con Angelo Bellucci, notaio, coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1990, a 23 anni, è stata eletta presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Siracusa. Prima di entrare in politica, votava per la Democrazia Cristiana, e per lo zio Santi Nicita, ma, allo stesso tempo, era pure vicina a molte battaglie del Partito Radicale.[1]<br />
La sua esperienza politica, avanzata anche sulla scia del coniuge, si apre con l&#8217;esordio del nuovo movimento politico di Silvio Berlusconi, Forza Italia, nel 1994. Alle elezioni politiche di quell&#8217;anno, infatti, la Prestigiacomo viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista proporzionale del partito&#8230;. due anni dopo, alle elezioni del 1996 è stata rieletta alla Camera, stavolta col sistema maggioritario, nel collegio uninominale di Siracusa. &#8230;&#8230;<br />
La sua carriera di deputato prosegue anche alle successive elezioni del 2001, quando si aggiudica nuovamente il seggio nel collegio di Siracusa con il contrassegno della Casa delle Libertà: il premier Berlusconi la sceglie come ministro per le Pari Opportunità, incarico mantenuto sino al 2 maggio 2006 con la fine del Governo Berlusconi III.  Nel corso dei cinque anni da ministro, Prestigiacomo si è battuta nel 2005 a favore dei referendum sulla procreazione assistita e dell&#8217;introduzione delle cosiddette &#8220;quote rosa&#8221; nella legge elettorale del 2005 per garantire la rappresentanza femminile in Parlamento. In entrambi i casi è uscita sconfitta.<br />
Viene eletta nella circoscrizione Sicilia 2 alla Camera, sia nel 2006 (XV Legislatura) sia nel 2008 (XVI Legislatura). Dal 8 maggio 2008 è Ministro dell&#8217;Ambiente, nel Governo Berlusconi IV.<br />
È titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.<br />
La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.<br />
La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.<br />
La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.<br />
Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio.<br />
Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilità i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un&#8217;indagine per bancarotta poiché nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmò la tanto agognata amnistia&#8230;.</p>
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		<title>Commenti su Riserva delle Egadi, il direttore è Giovanni Lima di ampegadimarettimo</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/2009/03/04/riserva-delle-egadi-il-direttore-e-giovanni-lima/#comment-120</link>
		<dc:creator>ampegadimarettimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 20:51:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://isolatamente.wordpress.com/?p=202#comment-120</guid>
		<description>Con l’ occasione riportiamo un articolo pubblicato da La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.

 LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (“Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.
Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana – dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi – ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.
COMMENTO DEL GIORNALISTA:
L’intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l’Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.
L’intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall’avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell’Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l’unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E’ vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l’impegno dell’avv.Pelaggi purchè non sia l’ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E’ questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall’immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’ occasione riportiamo un articolo pubblicato da La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.</p>
<p> LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.<br />
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (“Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.<br />
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.<br />
Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana – dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi – ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.<br />
COMMENTO DEL GIORNALISTA:<br />
L’intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l’Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.<br />
L’intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall’avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell’Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l’unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E’ vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l’impegno dell’avv.Pelaggi purchè non sia l’ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E’ questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall’immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su .SEGNALALO A ISOLATAMENTE di ampegadimarettimo</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/segnalalo-a-isolatamente/#comment-119</link>
		<dc:creator>ampegadimarettimo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 15:17:12 +0000</pubDate>
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		<description>LE STRANE NOMINE DELLA PRESTIGIACOMO

La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.
 LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (”Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
      La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.
      Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana – dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi – ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.
      COMMENTO DEL GIORNALISTA:
      L’intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l’Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.
      L’intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall’avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell’Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l’unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E’ vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l’impegno dell’avv.Pelaggi purchè non sia l’ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E’ questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall’immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate. F.to Mariza D’anna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LE STRANE NOMINE DELLA PRESTIGIACOMO</p>
<p>La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.<br />
 LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.<br />
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (”Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.<br />
      La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.<br />
      Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana – dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi – ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.<br />
      COMMENTO DEL GIORNALISTA:<br />
      L’intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l’Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.<br />
      L’intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall’avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell’Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l’unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E’ vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l’impegno dell’avv.Pelaggi purchè non sia l’ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E’ questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall’immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate. F.to Mariza D’anna</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Amp delle Egadi, esposto-denuncia contro il Ministro dell´Ambiente di ampegadimarettimo</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/2009/07/22/amp-delle-egadi-esposto-denuncia-contro-il-ministro-dell%c2%b4ambiente/#comment-118</link>
		<dc:creator>ampegadimarettimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:11:10 +0000</pubDate>
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		<description>LA SICILIA DI CATANIA edizione di Trapani  17.10.2009.
LA GESTIONE E IL FUTURO DELL&#039;AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA &quot;MISSIONE&quot; PER RIATTIVARLA, MA L&#039;IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI&quot;.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell&#039;Ambiente Stefania Prestigiacomo. &quot;In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (&quot;Riserva e parco,tutto da riscrivere&quot; a pag.39)si afferma: &quot;che l&#039;idea dell&#039;Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l&#039;intervento del Ministro dell&#039;Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l&#039;avv.Luigi Pelaggi che dall&#039;insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva&quot;. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l&#039;opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l&#039;operato. L&#039;intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione &quot;commissariale&quot; di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l&#039;esistenza stessa dell&#039;area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l&#039;ecosistema marino.
Questa missione che è stata affidata all&#039;avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana - dall&#039;indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi - ha riavviato l&#039;attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l&#039;obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.
COMMENTO DEL GIORNALISTA:
L&#039;intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l&#039;Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.
L&#039;intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall&#039;avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell&#039;Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l&#039;unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E&#039; vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l&#039;impegno dell&#039;avv.Pelaggi purchè non sia l&#039;ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E&#039; questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall&#039;immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate. F.to Mariza D&#039;anna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LA SICILIA DI CATANIA edizione di Trapani  17.10.2009.<br />
LA GESTIONE E IL FUTURO DELL&#8217;AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA &#8220;MISSIONE&#8221; PER RIATTIVARLA, MA L&#8217;IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI&#8221;.<br />
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo. &#8220;In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (&#8220;Riserva e parco,tutto da riscrivere&#8221; a pag.39)si afferma: &#8220;che l&#8217;idea dell&#8217;Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l&#8217;intervento del Ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l&#8217;avv.Luigi Pelaggi che dall&#8217;insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva&#8221;. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.<br />
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l&#8217;opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l&#8217;operato. L&#8217;intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione &#8220;commissariale&#8221; di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l&#8217;esistenza stessa dell&#8217;area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l&#8217;ecosistema marino.<br />
Questa missione che è stata affidata all&#8217;avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana &#8211; dall&#8217;indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi &#8211; ha riavviato l&#8217;attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l&#8217;obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.<br />
COMMENTO DEL GIORNALISTA:<br />
L&#8217;intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l&#8217;Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.<br />
L&#8217;intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall&#8217;avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell&#8217;Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l&#8217;unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E&#8217; vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l&#8217;impegno dell&#8217;avv.Pelaggi purchè non sia l&#8217;ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E&#8217; questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall&#8217;immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate. F.to Mariza D&#8217;anna</p>
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	<item>
		<title>Commenti su CONFERENZA  STAMPA  AREA MARINA di ampegadimarettimo</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/2009/06/07/conferenza-stampa-area-marina/#comment-117</link>
		<dc:creator>ampegadimarettimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 11:26:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://isolatamente.wordpress.com/?p=387#comment-117</guid>
		<description>L&#039;Associazione Ampegadi Marettimo nell&#039;esprimere gratitudine e compiacimento per l&#039;azione brillantemente portata a termine dai militari della Guardia Costiera agli ordini del comandante Primo Marescialllo Michele Parisi, auspica che il Ministro dell&#039;Ambiene On. Stefania Prestiacomo porti a termine la sua &quot;missione&quot; per riattivare e far funzionare la riserva marina la riserva marina.

Con l&#039; occasione riportiamo un articolo pubblicato da La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.
Titolo: LA GESTIONE E IL FUTURO DELL&#039;AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA &quot;MISSIONE&quot; PER RIATTIVARLA, MA L&#039;IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI&quot;.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell&#039;Ambiente Stefania Prestigiacomo. &quot;In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (&quot;Riserva e parco,tutto da riscrivere&quot; a pag.39)si afferma: &quot;che l&#039;idea dell&#039;Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l&#039;intervento del Ministro dell&#039;Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l&#039;avv.Luigi Pelaggi che dall&#039;insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva&quot;. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l&#039;opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l&#039;operato. L&#039;intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione &quot;commissariale&quot; di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l&#039;esistenza stessa dell&#039;area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l&#039;ecosistema marino.
Questa missione che è stata affidata all&#039;avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana - dall&#039;indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi - ha riavviato l&#039;attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l&#039;obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.
COMMENTO DEL GIORNALISTA:
L&#039;intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l&#039;Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.
L&#039;intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall&#039;avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell&#039;Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l&#039;unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E&#039; vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l&#039;impegno dell&#039;avv.Pelaggi purchè non sia l&#039;ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E&#039; questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall&#039;immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate. F.to Mariza D&#039;anna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione Ampegadi Marettimo nell&#8217;esprimere gratitudine e compiacimento per l&#8217;azione brillantemente portata a termine dai militari della Guardia Costiera agli ordini del comandante Primo Marescialllo Michele Parisi, auspica che il Ministro dell&#8217;Ambiene On. Stefania Prestiacomo porti a termine la sua &#8220;missione&#8221; per riattivare e far funzionare la riserva marina la riserva marina.</p>
<p>Con l&#8217; occasione riportiamo un articolo pubblicato da La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.<br />
Titolo: LA GESTIONE E IL FUTURO DELL&#8217;AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA &#8220;MISSIONE&#8221; PER RIATTIVARLA, MA L&#8217;IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI&#8221;.<br />
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo. &#8220;In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (&#8220;Riserva e parco,tutto da riscrivere&#8221; a pag.39)si afferma: &#8220;che l&#8217;idea dell&#8217;Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l&#8217;intervento del Ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l&#8217;avv.Luigi Pelaggi che dall&#8217;insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva&#8221;. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.<br />
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l&#8217;opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l&#8217;operato. L&#8217;intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione &#8220;commissariale&#8221; di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l&#8217;esistenza stessa dell&#8217;area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l&#8217;ecosistema marino.<br />
Questa missione che è stata affidata all&#8217;avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana &#8211; dall&#8217;indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi &#8211; ha riavviato l&#8217;attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l&#8217;obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.<br />
COMMENTO DEL GIORNALISTA:<br />
L&#8217;intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l&#8217;Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.<br />
L&#8217;intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall&#8217;avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell&#8217;Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l&#8217;unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E&#8217; vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l&#8217;impegno dell&#8217;avv.Pelaggi purchè non sia l&#8217;ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E&#8217; questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall&#8217;immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate. F.to Mariza D&#8217;anna</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le manisulla riserva 2° di ampegadimarettimo</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/2009/05/07/le-manisulla-riserva-2%c2%b0/#comment-116</link>
		<dc:creator>ampegadimarettimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 11:22:10 +0000</pubDate>
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		<description>La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.
Titolo: LA GESTIONE E IL FUTURO DELL&#039;AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA &quot;MISSIONE&quot; PER RIATTIVARLA, MA L&#039;IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI&quot;.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell&#039;Ambiente Stefania Prestigiacomo. &quot;In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (&quot;Riserva e parco,tutto da riscrivere&quot; a pag.39)si afferma: &quot;che l&#039;idea dell&#039;Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l&#039;intervento del Ministro dell&#039;Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l&#039;avv.Luigi Pelaggi che dall&#039;insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva&quot;. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l&#039;opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l&#039;operato. L&#039;intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione &quot;commissariale&quot; di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l&#039;esistenza stessa dell&#039;area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l&#039;ecosistema marino.
Questa missione che è stata affidata all&#039;avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana - dall&#039;indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi - ha riavviato l&#039;attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l&#039;obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.<br />
Titolo: LA GESTIONE E IL FUTURO DELL&#8217;AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA &#8220;MISSIONE&#8221; PER RIATTIVARLA, MA L&#8217;IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI&#8221;.<br />
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo. &#8220;In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (&#8220;Riserva e parco,tutto da riscrivere&#8221; a pag.39)si afferma: &#8220;che l&#8217;idea dell&#8217;Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l&#8217;intervento del Ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l&#8217;avv.Luigi Pelaggi che dall&#8217;insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva&#8221;. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.<br />
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l&#8217;opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l&#8217;operato. L&#8217;intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione &#8220;commissariale&#8221; di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l&#8217;esistenza stessa dell&#8217;area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l&#8217;ecosistema marino.<br />
Questa missione che è stata affidata all&#8217;avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana &#8211; dall&#8217;indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi &#8211; ha riavviato l&#8217;attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l&#8217;obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Siamo già riserva marina,  perché diventare parco di giampiero</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/2009/09/26/siamo-gia-riserva-marina-perche-diventare-parco/#comment-114</link>
		<dc:creator>giampiero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 12:25:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://isolatamente.wordpress.com/?p=425#comment-114</guid>
		<description>VARI AUTORI

UN ESPOSTO-DENUNCIA NEL QUALE SI DIFFIDA L&#039;ON. STEFANIA PRESTIGIACOMO, Ministro dell’Ambiente, a porre in essere gli atti necessari per consentire il regolare funzionamento dell’Area Marina Protetta Isole Egadi è stato inviato da residenti, esercenti commerciali del Comune di Favignana e da professionisti, dopo la reiterata omissione di atti di ufficio del Ministero che ha causato un grave stallo all’Area Marina Protetta, istituita dal Ministero. Nel mese di febbraio era stato individuato dal Sindaco e Presidente dell’Area Protetta, con determina comunale, il responsabile di gestione ed un team di esperti qualificati, che nonostante le gravi omissioni del ministero che dal 2005 ha privato l’Ente dei fondi stanziati dallo Stato, ha posto in essere in breve tempo attività tecniche e giuridiche mai realizzata in oltre vent’anni dall’istituzione dell’AMP (redazione del programma di gestione; formulazione del disciplinare provvisorio di regolamento; realizzazione del sito internet; individuazione delle sedi istituzionali della riserva;, bonifica e messa in sicurezza delle spiagge e delle grotte; consolidamento delle banchine di Favignana e Marittimo; ristrutturazione delle Case Romane e della Chiesa Bizantina a Marittimo; realizzazione del depuratore a Favignana )ma, nonostante ciò il Ministero dell’Ambiente da oltre sette mesi, ha omesso di rendere gli atti dovuti ed ha impedito la nomina del responsabile dell’AMP omettendo persino di trasferire le somme assegnate all’Ente Gestore dell’AMP e stanziate nel bilancio dello Stato per il 2009. Dopo reiterati inviti al Ministro Prestigiacomo a compiere gli atti dovuti – nonostante una precedente diffida ai sensi dell’art. 328 codice penale- seguiva una dubbia proposta di revoca della gestione che attivava un procedimento amministrativo conclusosi con parere vincolante del Presidente della Regione On. Raffaele Lombardo (reso in forza del Protocollo di intesa Stato- Regione Siciliana in materia di scelta o revoca di un ente gestore di AMP) che evidenziava la strumentalità e l’infondatezza della richiesta della Prestigiacomo. Nelle ultime settimane è venuto alla luce il motivo dello stallo imposto dal Ministero quello cioè di costringere il Sindaco di Favignana, (rappresentante del centro sinistra ma a capo di una lista civica di cui fa parte il centro destra) al quale solo compete la prerogativa di designare e nominare il direttore della Riserva a designare l’avv. Luigi Pelaggi, direttore dell’Ufficio Tecnico del Ministero, fedelissimo dell’On. Prestigiacomo ed a revocare la designazione già effettuata dal Sindaco Lucio Antinoro. Nell’esposto molto dettagliato e ampiamente documentato, si chiede al Ministro Prestigiacomo di adempiere ad atti del suo ufficio, senza indugio, e viene espressamente indicato che a prescindere dalla risposta che la Prestigiacomo vorrà dare , verrà informata l’autorità giudiziaria competente per valutare eventuali omissioni che possano già configurarsi e perché si faccia piena luce su eventuali reati che possano essere individuati nei confronti del Ministro dell’ Ambiente e di eventuali concorrenti nella interminabile vicenda che da tempo tiene in una situazione di stallo l’Area Marina Protetta più grande d’Europa certamente anche per non meglio individuati interessi di esponenti politici trapanasi.

VARI AUTORI

VICENDE DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI
 -I FATTI-
 Il Comune di Favignana è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, istituita nel 1991 dal Ministero dell’Ambiente che eroga annualmente le risorse stanziate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” per consentirne il regolare funzionamento. Il Sindaco del Comune di Favignana, Lucio Antinoro, con determina di incarico n. 9 del 26.02.2009 aveva individuato il Responsabile per la gestione dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Dopo la designazione, sono stati realizzati in breve tempo, importanti interventi tecnico-giuridici e organizzativi mai posti in essere in precedenza dall’istituzione della riserva : -la costituzione di un gruppo di lavoro multidisciplinare, essendo l’Ente privo di personale specializzato da destinare all’A.M.P. ; -la relazione programmatica e/o programma di gestione; -la bozza di disciplinare provvisorio di regolamento e di organizzazione della riserva; -il sito web: wwwampegadi.org; -l’intesa con la Soprintendenza del Mare per la Regione Siciliana per la messa in sicurezza di importanti siti archeologici subacquei da rendere fruibili ai turisti ed ai visitatori della riserva; -l‘accordo con il Conisma, che ha formulato alcuni interventi di ricerca scientifica, alcuni dei quali già esaminati e considerati rilevanti dai funzionari dell’Ufficio Tecnico del Ministero dell’Ambiente, (circostanza che potrà essere confermata dalla dott.ssa Teresa Gagliardi, della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente ); -l’accordo, a titolo gratuito, con i residenti nell’isola di Marettimo per il monitoraggio e manutenzione delle boe di perimetrazione; -il protocollo di intesa con i locali per la promozione delle attività della riserva marina . Nonostante l’espletamento delle predette attività ed i numerosi solleciti inoltrati, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, immotivatamente, ritardava la trasmissione delle risorse spettanti all’AMP Isole Egadi e l’invio del nulla osta per consentire al Sindaco la nomina del responsabile da lui individuato in forza della vigente normativa e con nota del 22.05.2009 chiedeva il consenso del Presidente della Regione Siciliana (previsto dal protocollo sottoscritto in data 14 marzo 2001) per affidare la gestione alla Capitaneria di Porto di Trapani, per presunte “gravi carenze tecnico-amministrative riscontrate nell’attuale gestione da parte del Comune di Favignana e che sarebbero divenute recentemente più evidenti” . Il Presidente, con nota del 9 giugno 2009, esprimeva il suo parere contrario, evidenziando, tra l’altro, di avere accertato che il contenuto di una petizione popolare, che gli era pervenuta, unitamente ad atti e documenti, “corrisponde esattamente al vero” . A seguito di ciò, il Ministro dell’Ambiente doveva rendere i provvedimenti di legge richiesti dal Sindaco di Favignana che, comunque avrebbe potuto sollecitarli, essendo il parere espresso dal Presidente della Regione, vincolante oltre che obbligatorio . Non potendo intraprendere altre iniziative, l’On. Prestigiacomo, disattendendo il parere vincolante del Presidente della Regione Sicilia, ha imposto al Sindaco di nominare come Responsabile dell’AMP l’avv. Luigi Pelaggi, fedelissimo collaboratore del Ministro, oggi capo dell’Ufficio Tecnico del Ministero dell’Ambiente, rappresentando al Sindaco che, in caso contrario, avrebbe revocato comunque la gestione al Comune. A seguito di ciò, il 20.07.2009 il Sindaco ha chiesto all’avv. Giovanni Lima di rassegnare le dimissioni. Con nota datata 24.07.2009 prot. N.12476, il Sindaco comunicava all’avv. Lima (che non si era dimesso), l’avvio del procedimento di revoca della Determinazione Sindacale n.9 del 26.02.2009 e con determina n. 48 del 04.08.2009, revocava il precedente provvedimento n.9 del 26.02.2009, che aveva individuato l’esponente responsabile dell’AMP . In pari data veniva individuato il nuovo responsabile di gestione nell’avv. Luigi Pelaggi, la cui nomina veniva ratificata dal ministero “in tempi record“.

Può dirsi che Antinoro debba dimettersi per aver fallito l&#039;obiettivo principale del suo programma elettorale cioè la gestione diretta della riserva marina? Può dirsi che la Prestigiacomo non ha mantenuto gli accordi presi (quali accordi?) con il Sindaco di Favignana e si è presa gioco di lui e di tutta la popolazione egadina? Può dirsi che il Sindaco di Favignana Lucio Antinoro che è stato eletto per caso, non essendoci altre liste ed altri candidati sindaci in competizione elettorale, debba dimettersi per consentire che venga ristabilito un sistema democratico nel quale ci sia chi governa e chi fa l&#039;opposizione?

Certo quello prefigurato dai commentatori è uno scenario allucinante. Può D&#039;alì da presidente della Commissione ambiente al Senato appoggiare politicamente l&#039;istituzione del parco delle Egadi e del Litorale Trapanese? ma il senatore non appartiene ad una famiglia con forti interessi economici nel Trapanese (Stagnone,Saline, alberghi). Boh chi ci capisce niente! Ma non dovrebbe essere in conflitto di interessi? Che c&#039;entra poi volere imporre un parco che comprende popolazioni diverse senza nemmeno averle interpellate? Non occorre chiedere anche il loro parere magari con un referendum?

Un pò di confusione c&#039;è! Ma perchè D&#039;Alì vuole sempre cercare di riunire più territori diversi tra loro? Non era stato lui a proporre l&#039;istituzione di un unico comune tra Trapani ed Erice? E&#039; la coscienza del bene comune spinge politicamente il massimo rappresentante delle istituzioni a Trapani a volere accorpare? Ma quali benefici si potrebbero avere per le popolazioni dei vari territori interessati? Questo è stato spiegato? Certo di Tonino io mi fido, lui fa i fatti come la Coppa America, quindi bisogna credere in lui.

AUTORE : SICILIA PARCHI -  Archivio Flash • 22 Luglio 2009
Egadi, i problemi dell&#039;AMP Un gruppo di residenti, esercenti e professionisti di Marettimo, nelle Egadi, ha chiesto al ministro dell&#039;Ambiente Stefania di trasferire al Comune di Favignana le risorse stanziate per l&#039;isola e di nominare il responsabile di gestione, già individuato dal sindaco di Favignana Lucio Antinoro, dell&#039;Ente gestore dell&#039;Area marina protetta delle isole Egadi. La richiesta è stata inviata sotto forma di diffida dall&#039;avvocato del foro di Palermo Mario Alberto Capparelli. Lo scorso febbraio il sindaco aveva individuato nell&#039;avvocato Giovanni Lima il direttore della Riserva, ma la designazione non ha mai ricevuto il benestare da parte del ministero che a maggio ha chiesto al presidente della Regione Raffaele Lombardo un parere obbligatorio e vincolante per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla &#039;per un periodo non superiore a sei mesi, alla Capitaneria di Porto territorialmente competentè. Lombardo il 9 giugno ha espresso diniego al ministero, rilevando tra l&#039;altro che &#039;il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata. &quot;Nonostante il parere obbligatorio e vincolante del presidente della Regione - si legge nell&#039;esposto - e l&#039;inizio della stagione estiva, ormai seriamente compromessa, il ministro dell&#039;Ambiente ritarda ancora inspiegabilmente l&#039;emissione dei provvedimenti&quot;. 

LA REPUBBLICA 	26/09/2009 15:20:05
SICILIA - Egadi, sull&#039;area protetta è scontro governo-Regione 18 GIUGNO 2009, LA SICILIA Favignana. Si parla dell&#039;Area Marina protetta delle isole Egadi – la più grande del Mediterraneo – ormai dal 1991 quando, con decreto del ministero dell&#039;Ambiente, venne istituita. E già allora, 18 anni fa, contestazioni e contrapposizioni politiche vi posero il primo freno. Gli altri, innumerevoli intoppi e non certo solo di ordine burocratico, sono venuti con il tempo formando un intricato reticolo di interessi che a oggi non è ancora stato dipanato. E che non consente di far funzionare a dovere l&#039;Area protetta con grave danno per l&#039;ambiente, per lo sviluppo del territorio, per l&#039;economia, il turismo e tutto quello che ne segue. Nel lontano passato, la prima contrapposizione, poi superata, era stata quella posta dai pescatori che vedevano nella Riserva un freno alla loro attività (soprattutto di pesca a strascico lungo le coste). Erano scesi in piazza a protestare e avevano occupato per giorni il porto di Trapani mostrandosi contrari alla sua istituzione. Oggi, l&#039;ultima contrapposizione è sorta tra il ministero dell&#039;Ambiente e la Regione Sicilia. Oggi la Riserva delle Egadi, che comprende le tre isole, Favignana, Levanzo e Marettimo, l&#039;isolotto di Formica (dove ha sede la comunità di Mondo X di padre Eligio e il piccolo scoglio piatto chiamato Maraone) è affidata alla gestione del Comune di Favignana (dal 2001, prima era della Capitaneria di Porto) che tuttavia di fatto non è messo nelle condizioni di farla funzionare. Nonostante gli sforzi di produrre una regolamentazione dell&#039;area, mai fatti in precedenza, e di avviare una gestione consapevole, nelle scorse settimane è arrivato appunto l&#039;ultimo stop del ministero dell&#039;Ambiente. Il ministro Stefania Prestigiacomo, infatti, individuando «nella gestione precedente gravi carenze tecnico-amministrative», aveva manifestato l&#039;intenzione di «revocare la gestione al Comune e affidarne la gestione provvisoria e per un periodo non superiore a sei mesi alla Capitaneria di porto». Una decisione che aveva fatto sussultare il sindaco delle Egadi, Lucio Antinoro: «È vero che nella gestione del mio predecessore ci sono state irregolarità che io per primo ho denunciato nel tempo, ma adesso si deve al più presto trovare una soluzione per farla funzionare. Ci vogliono fondi e interventi immediati». Il ministro, allora, non più tardi di un paio di settimane fa, aveva investito della questione il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, chiedendo il suo consenso così come previsto dal protocollo del 2001, nel quale è sancito che la scelta dell&#039;Ente gestore di un&#039;area protetta in Sicilia «va condivisa da ministero dell&#039;Ambiente e dal presidente della Regione». Ma Lombardo, in tutta risposta, si era dichiarato contrario al commissariamento anche temporaneo sollecitato dal ministero «non avendo riscontrato alcuna carenza tecnico amministrativa nell&#039;attuale gestione – scriveva – tale da giustificare il provvedimento». Una netta presa di distanza dalla decisione del ministero che ancora oggi non ha trovato una soluzione finale mentre si fa strada anche una nuova e diversa ipotesi, di far diventare le Egadi un parco marino. Intanto, una petizione di oltre cinquecento firme di residenti, turisti, proprietari di immobili aveva testimoniato che il Comune si era dotato di una struttura, aveva nominato un direttore, l&#039;avvocato palermitano Giovanni Lima che in passato era stato presidente del commissione della Riserva (nomina mai ratificata dal ministero), e aveva iniziato a lavorare per rendere fruibile la Riserva. «Per la prima volta abbiamo formulato il disciplinare del regolamento – afferma l&#039;avvocato Lima – abbiamo approntato una dettagliata relazione programmatica e anche un sito web oltre ad aver coinvolto sinergicamente Sovrintendenza del Mare, assessorato regionale dei Beni culturali e Conisma. Tuttavia oggi ci troviamo di fronte a un momento d&#039;empasse, noi abbiamo dimostrato di essere pronti per avviare una gestione che possa rilanciare il turismo nelle Egadi, ma abbiamo bisogno di fondi e di certezze prima di tutto». La Riserva, infatti, non è ancora perimetrata (non sono individuati i confini) perchè le boe sono state portate via dal mare e nessuno ha pensato di rimetterle in sesto ma anche – solo per fare un esempio – il sofisticato sistema di videosorveglianza dell&#039;area protetta che si trova a punta Libeccio a Marettimo, senza essere mai entrato in funzione, è distrutto dalle intemperie. Ma sulla questione del paventato commissariamento è netto: «Non credo che si possa commissariare la Riserva – aveva detto dopo aver appreso la notizia –, non credo sia previsto normativamente. In ogni caso a noi non è mai stato notificato nulla». Nel frattempo, è entrata l&#039;estate e anche questa volta appare assai difficile parlare di rilancio del turismo e di sfruttamento delle riserve naturali e paesaggistiche delle isole. Le quattro le zone in cui è stata divisa l&#039;Area protetta – dalla A che va preservata integralmente, e che si trova soprattutto dietro l&#039;isola di Marettimo, alla B dove sono consentite alcune attività, alla C dove è consentito pescare fino alla D dove non ci sono divieti – sono appena regolamentate, lì i divieti vengono fatti rispettare dalla Capitaneria di Porto che pone una certa attenzione all&#039;ancoraggio e a tutte le altre attività ma nulla di più. Per chi arriva alle isole con la propria barca o intende noleggiarne una sul posto, si trova sempre spiazzato. «Nel frattempo con i fondi esigui a disposizione – prosegue il sindaco Antinoro, che ha informato il ministero – abbiamo cercato di bonificare e mettere in sicurezza le spiagge per garantire l&#039;incolumità dei turisti, abbiano realizzato le opere in alcune grotte nell&#039;isola di Marettimo, abbiamo arginato il fenomeno dell&#039;erosione costiera, ma anche tentato un monitoraggio delle boe di perimetrazione la mancanza della quali rende impossibile le attività di controllo e di tutela dell&#039;Area». Ecco perchè il Comune chiedeva interventi immediati, mai arrivati, e che oggi si sono impantanati tra le pieghe del ministero e della Regione. Gli isolani sono abituati a questo rimpallo di competenze e addebitano alla politica il ruolo assai poco costruttivo di tutta la questione. Il consigliere comunale Vito Vaccaro, che vive a Marettimo e conosce le esigenze reali della popolazione isolana, allarga le braccia: «Aspettiamo da tempo che qui vengano date risposte certe che non arrivano mai. La Riserva potrebbe essere il vero motore di sviluppo e di rilancio delle Egadi da dove ormai i giovani sono costretti a fuggire e dove ci sentiamo sempre più isolati e invece interviene sempre la politica a porre un freno a tutto. Dobbiamo protestare per tutto qui a Marettimo, per l&#039;ufficio postale che non funziona o per la scuola elementare che non apre perchè non ci sono maestre». Eppure basterebbe volgere lo sguardo verso la Sardegna, per esempio, e vedere come lì le Riserve marine funzionano a dovere, bypassando anche la miseria della politica.

LA REPUBBLICA -19 GIUGNO 2009
-REGIONE CONTRO MINISTERO LITE SULLA RISERVA DELLE EGADI pagina 5 sezione: PALERMO- È SCONTRO sulla gestione dell&#039; Area marina protetta delle Egadi tra il governatore Raffaele Lombardo e il ministro dell&#039; Ambiente Stefania Prestigiacomo. La Prestigiacomo infatti vorrebbe revocare la gestione diretta al Comune di Favignanae affidarla provvisoriamente alla Capitaneria di porto. Il procedimento di revoca è stato avviato e comunicato al presidente della Regione il 22 maggio scorso dopo l&#039; invio di un&#039; ispezione. «Da tempo - scrive Stefania Prestigiacomo - riscontriamo nella gestione gravi carenze tecnico-amministrative e la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare un danno al prestigio turistico dell&#039; Isola». Ma Lombardo non ci sta e il 9 giugno scorso ribatte: «Non ho riscontrato - scrive al ministro - nessun grave carenza tecnico amministrativa nell&#039; attuale gestione che possa giustificare questo provvedimento. Il Comune di Favignana da tempo si è dotato di una struttura qualificata, di cui fanno parte anche avvocati, docenti universitari, manager e tecnici. E si è dimostrato efficiente con misure concrete come la bonifica delle spiagge e dei litorali». La presa di posizione del governatore è l&#039; ultimo atto di una lunga querelle tra il Comune di Favignana e il ministero. «Dal momento del mio insediamento a giugno del 2008 - spiega il sindaco di Favignana Lucio Antinoro - l&#039; amministrazione ha redatto la bozza di disciplinare provvisorio del regolamento della riserva. Abbiamo messo in manutenzione il battello spazzamare, acquistato una sede dell&#039; Area marina protetta nella centralissima piazza Europa di Favignana e individuato il responsabile e il componente della commissione di riserva. Ma non abbiamo ricevuto nonostante le nostre richieste al ministero i fondi utili per gli interventi già avviati. Non abbiamo potuto operare tutti gli interventi anche perché non è stata ratificata la nomina del direttore della riserva».A Favignana Lucio Antinoro, già capogruppo consiliare del centro-sinistra al Comune, è stato eletto in una lista civica con l&#039; 84 per cento di preferenze dopo la rimozione e l&#039; esclusione dalle elezioni di Gaspare Ernandez, forzista molto vicino al senatore Antonino D&#039; Alì, che è anche presidente della commissione Ambiente al Senato. - ISABELLA NAPOLI

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DECRETO PRESIDENZIALE 19 MARZO 2008  DI RIMOZIONE DEL SINDACO DI FAVIGNANA GASPARE ERNANDEZ  dalla carica del sindaco del comune di Favignana e dei componenti della rispettiva giunta. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Visto lo Statuto della Regione; Visto il vigente ordinamento amministrativo degli enti locali, approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni; Visto l’art. 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto dall’art. 1, lett. g), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48; Vista la relazione prot. n. 208 del 14 gennaio 2008 del servizio 8° dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, relativa alla proposta di rimozione del sindaco del comune di Favignana (TP), sig. Gaspare Ernandez, il cui contenuto si intende qui interamente richiamato quale parte integrante del presente provvedimento; Considerato che dalla predetta relazione emergono numerose, gravi e reiterate violazioni “dei principi costituzionali attinenti la pubblica amministrazione nonché di leggi e norme statutarie e regolamentari” riscontrate nell’attività di gestione della cosa pubblica del sindaco del comune di Favignana e un arco temporale, particolarmente lungo, in cui dette violazioni si sono verificate; Vista la nota protocollo n. 4/Gab./ris. del 25 gennaio 2008, trasmessa al servizio 8°, con nota del dirigente generale, protocollo n. 561, del 29 gennaio 2008, con la quale l’Assessore ha disposto che vengano posti in essere, con l’urgenza che il caso richiede, gli adempimenti consequenziali “al fine della tutela del bene pubblico”; Vista la nota n. 604 del 29 gennaio 2008, con la quale, ai sensi degli artt. 8 e seguenti della legge regionale n. 10/91 e successive modifiche ed integrazioni, è stato dato avviso dell’avvio del procedimento di cui all’art. 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto dall’art. 1, lett. g), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, nei confronti del sindaco di Favignana; Vista la nota n. 682 del 6 febbraio 2008, ricevuta in data 22 febbraio 2008, con la quale, stante l’urgenza, è stato assegnato un termine di 8 giorni al fine di esercitare il diritto di cui all’art. 11 della legge regionale n. 10/91; Vista la nota del 26 febbraio, con la quale il sindaco ha chiesto, ai sensi della legge regionale n. 10/91, accesso ed estrazione di copia di atti relativi al procedimento; Visto il verbale, protocollo n. 818 del 26 febbraio 2008, recante l’elenco analitico degli atti consegnati al sindaco, sig. Ernandez; Vista la nota del sindaco di Favignana del 27 febbraio 2008, acquisita al protocollo dell’ufficio di Gabinetto al n. 775 in pari data e trasmessa al servizio 8 con l’assessoriale n. 852/Gab. del 4 marzo 2008, con la quale viene richiesto “il riesame dei propri deliberata emettendo ogni consequenziale statuizione alla luce della nuova documentazione prodotta”; Vista la nota protocollo n. 930 del 7 marzo 2008, con la quale il servizio 8 ha trasmesso una relazione circa la nuova documentazione prodotta dal sindaco rimettendo, in assenza di una norma che fissi la proporzionalità della sanzione, la valutazione e conseguente rideterminazione alla discrezionalità dell’organo politico, chiedendone la condivisione; Vista la nota protocollo n. 990/Gab. del 12 marzo 2008, introitata al protocollo del servizio al n. 2377 di pari data, con la quale l’Assessore ha restituito al servizio 8 la predetta nota n. 930/2008 apponendo in calce alla stessa il suo “Visto si condivide” per la riproposizione del decreto di rimozione; Rilevato che, nel caso di specie, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della legge regionale 19 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche, la cessazione dalla carica del sindaco comporta la cessazione dalla carica dei componenti della rispettiva giunta ma non del consiglio, che rimane in carica fino a nuove elezioni che si svolgono contestualmente alle elezioni del sindaco, da effettuare nel primo turno elettorale utile; Su proposta dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali; Decreta: Art. 1 Il sindaco del comune di Favignana, sig. Gaspare Ernandez, è rimosso dalla carica, e, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della legge regionale 19 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche, cessano dalla carica i componenti della rispettiva giunta. Art. 2 Con successivo decreto si provvederà a nominare un commissario straordinario con le funzioni di sindaco e giunta. Palermo, 19 marzo 2008. Il Vicepresidente: LEANZA 

WIKIPEDIA 26/09/2009 15:45:21
ANTONIO Jr. D&#039;Ali&#039; (Trapani, 25 dicembre 1951) è un politico italiano. D&#039;Alì è attualmente Senatore della Repubblica. È stato presidente della Provincia di Trapani. Rampollo di una antica famiglia imprenditoriale, ( il nonno Giulio fu Senatore del Regno) proprietaria di saline, navi commerciali, ampi latifondi e soprattutto della Banca Sicula di Trapani, primo istituto privato bancario della Sicilia, confluita nel 1991 nella Comit. Quando, nel 1983, lo zio del senatore, che allora era amministratore delegato dell&#039;istituto, lasciò la carica, questi gli subentrò nell&#039;incarico. Successivamente è divenuto un membro autorevole di Forza Italia di cui è stato uno dei fondatori. Nel 1994 è stato eletto nel collegio di Trapani Senatore nella XII, fu vicepresidente della commissione Finanze, e per un breve periodo è stato il responsabile economico di Forza Italia. Riconfermato nellaXIII, XIV e nella XV Legislatura. È stato Sottosegretario di Stato per l&#039;Interno nel secondo e nel terzo Governo Berlusconi (2001-2006). È stato il fautore della presenza a Trapani nel 2005 degli Act&#039;s della Vuitton Cup, preliminari della America&#039;s Cup. È stato eletto Presidente della Provincia di Trapani nel turno elettorale del 2006 (elezioni del 11 e 12 giugno), raccogliendo il 55,6% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrodestra, succedendo alla dimissionaria Giulia Adamo. Il mandato amministrativo sarebbe scaduto nel 2011, ma D&#039;Alì ha rassegnato, dopo poco più di un anno e mezzo dalle elezioni, le sue dimissioni per concorrere alle elezioni politiche anticipate del 13 aprile 2008, nelle quali è risultato nuovamente eletto al Senato con il PdL. Il 22 maggio 2008 è stato eletto Presidente della Commissione Ambiente del Senato.
Foto del Senatore Antonio D&#039;ALI&#039; Regione di elezione: Sicilia - Collegio: 1 (Trapani) Nato il 25 dicembre 1951 a Trapani Residente a Trapani Professione: Amministratore di banca Elezione: 13 maggio 2001 Proclamazione: 18 maggio 2001 Convalida: 25 luglio 2002 Mandati * XII Legislatura Senato * XIII Legislatura Senato * XIV Legislatura Senato * XV Legislatura Senato * XVI Legislatura Senato Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura Governo Berlusconi-II: Sottosegretario di Stato per l&#039; interno dal 12 giugno 2001 al 22 aprile 2005 Governo Berlusconi-III: Sottosegretario di Stato per l&#039; interno dal 26 aprile 2005 al 16 maggio 2006 Gruppo Forza Italia: Membro dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale): Membro dal 22 giugno 2001 al 27 aprile 2006 (sostituito da Mario FERRARA fino al 27 aprile 2006)

ISOLATAMENTE 26/09/2009
-“D’Alì deve solo vergognarsi” 04/09/2009 Il sindaco di Favignana Lucio Antinoro replica alle dichiarazioni del senatore Antonio D&#039;Alì. &quot;Adesso basta!&quot;, tuona il sindaco di Favignana Lucio Antinoro, replicando alle dichiarazioni del senatore Antonio D&#039;Alì che nei giorni scorsi ha paventato il rischio di perdita dei finanziamenti previsti per il porto di Favignana. &quot;Se siamo in difficoltà e tutta colpa della precedente amministrazione e del senatore Antonio D&#039;Alì che, per cinque anni, ha appoggiato un sindaco inefficiente che è stato rimosso. Non posso accettare che proprio lui ora accusi la mia amministrazione di inefficienza. D&#039;Alì non dovrebbe neanche avere il coraggio di parlare. Dovrebbe soltanto vergognarsi&quot;. Antinoro smentisce le notizie diffuse dall&#039;esponente del centrodestra e dichiara che non vi è alcun rischio di perdere quei finanziamenti. &quot;I fondi di cui parla il senatore Antonio D&#039;Alì non sono a rischio di perenzione&quot;, dice. &quot;Ma in ogni caso, mi preme ribadirlo, se siamo in questa situazione è a causa degli errori commessi dalla precedente amministrazione che ha portato avanti una programmazione illegittima. Tutti, dal sindaco agli assessori, compresa Cettina Spataro, che ora punta il dito contro la mia amministrazione, al senatore Antonio D&#039;Alì, sono responsabili di questa situazione e dovrebbero avere la decenza di restare zitti. Voglio rassicurare tutti i cittadini di Favignana. Noi stiamo lavorando per porre rimedio a questi errori e sono certo che ci riusciremo&quot;.

ISOLATAMENTE
-CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO DI FAVIGNANA ENTE GESTORE DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI PALERMO 7 LUGLIO 2009 ORE 11.30 PORTO STELLA MARIS Il Comune di Favignana è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con nota del 23.1.2009, chiedeva all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate per il corrente esercizio finanziario sul capitolo di bilancio denominato “spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” assegnate all’AMP nel bilancio dello Stato per la stagione 2009. L’Ente trasmetteva la relazione, individuando le linee di programma ritenute essenziali anche dalle direttive ministeriali e designava il responsabile dell’AMP ed il componente della Commissione di Riserva, in rappresentanza del Comune di Favignana, come previsto dalla vigente normativa. Nelle more dell’emissione dei provvedimenti dovuti, l’Ente costituiva una struttura tecnico- amministrativa qualificata composta da avvocati, docenti universitari, tecnici, web master, manager; redigeva il disciplinare provvisorio di regolamento e di organizzazione della Riserva, aggiornato alla direttiva 2003/44/CE richiamata dal recente Protocollo per la navigazione sostenibile dell’1.2.2007 (trasmesso al Ministero ed alla Capitaneria di Porto competente); realizzava un sito web inserito in rete in tempi rapidi (www.ampegadi.org); poneva in essere attività strutturali ed interventi tecnici e giuridici mai realizzati in precedenza dalla istituzione della riserva (acquisto di sedi alternative a quelle esistenti negli uffici comunali, con fondi non stanziati dal Ministero dell’Ambiente); individuava sinergie di riconosciuta eccellenza (Soprintendenza del Mare dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana e Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare – CoNiSMa) che hanno formulato progetti di gestione di alto profilo relativi alla ricerca scientifica, (già vagliati dalla Direzione Generale del Ministero, che approvandoli li riconosceva efficaci ed essenziali) ed alla archeologia marina; coinvolgeva tecnici esperti, residenti nell’isola di Marettimo (sede della zona integrale della Riserva marina ma anche della più vasta zona B dell’Area Marina Protetta) per gli interventi di monitoraggio, ispezione periodica e di manutenzione delle boe di perimetrazione a mare esistenti; ha provveduto al monitoraggio ed agli interventi necessari per il funzionamento dei segnalamenti a terra; ha operato la bonifica di tutte le spiagge dell’arcipelago e il monitoraggio per la verifica e l’accertamento della sicurezza delle grotte dell’Isola di Marettimo (quasi tutte ubicate nella zona A della riserva marina); stipulava un accordo di programma con tutti i più importanti esercenti commerciali (ivi compresi quelli che operano nel campo turistico, nell’isola dell’arcipelago che ricomprende le zone A e la più estesa zona B), che prevede la promozione di strategie condivise e di azioni integrate finalizzati alla informazione turistica ed alla promozione dell’Area Marina Protetta; realizzava importanti interventi riguardanti le strutture portuali delle isole di Favignana e Marettimo; definiva i lavori di ristrutturazione della Chiesa Bizantina e delle Case Romane ubicati sulla collina sopra l’abitato dell’Isola di Marittimo; ha appaltato i lavori di ristrutturazione del Castello Aragonese di Punta Troia. Nonostante ciò, il Ministero inspiegabilmente ritardava l’emissione dei provvedimenti dovuti. A seguito dei numerosi solleciti dell’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, rimasti tutti privi del benché minimo riscontro (l’ultima nota inviata dal Ministero all’Ente Gestore è datata 23.01.2009) per ottenere i provvedimenti previsti dalla legge (il Ministro dell’Ambiente si è persino rifiutato di incontrare il Sindaco), trascorsi oltre quattro mesi ed acquisita una petizione popolare firmata da numerosissime persone (oltre 1000 firme raccolte), inviata per conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed a tutte le massime cariche dello Stato e della Regione Siciliana), la Sig.ra Guccione Maria ed il Sig. Donato Sardella, rispettivamente Assessore al Turismo e Capogruppo Consiliare a Favignana, avendone interesse anche ai sensi dell’art. 328 del codice penale, inviavano in data 4 maggio 2009, a mezzo di un legale, una nota al Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo, al Capo di Gabinetto del Ministro dott. Michele Corradino ed al Segretario Generale del Ministero dott. Marco De Giorni, con la quale si chiedeva che venissero emessi i provvedimenti dovuti. Solo a questo punto il Ministro dell’Ambiente, con nota del 22 maggio 2009, assumendo inopinatamente e genericamente “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti…anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” chiedeva al Presidente della Regione Siciliana il suo parere, obbligatorio e vincolante, in forza del Protocollo sottoscritto in data 14 marzo 2001, per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla “per un periodo non superiore a sei mesi, alla Capitaneria di Porto territorialmente competente, ai sensi della legge 979 del 1982. Il Presidente della Regione Siciliana, On.le Raffaele Lombardo, con nota del 9 giugno 2009, esprimeva un forte diniego al Ministro dell’Ambiente, rilevando di avere accertato che “il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata che ha già posto in essere, in breve tempo, interventi strutturali, normativi e tecnici mai realizzati in precedenza; tale struttura, della quale fanno parte anche esperti avvocati, docenti universitari, manager e tecnici, ha già formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, una relazione programmatica di alto profilo ed ha realizzato un sito web (già nella rete: www.apegadi.org) individuando sinergie con partners di riconosciuta eccellenza come la Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana ed il Conisma. Non si comprendono, per quanto su esposto, le ragioni che dovrebbero giustificare il provvedimento di affidare la gestione provvisoria dell’area marina protetta alla Capitaneria di Porto , dal momento che il Comune di Favignana si è dimostrato efficiente al punto da avere già realizzato meritevoli interventi, adottando misure concrete e tempestive per la bonifica delle spiagge e dei litorali e la messa in sicurezza delle grotte dell’isola di Marettimo, rendendo la riserva fruibile al pubblico dei turisti e dei visitatori“. Il Governatore, così concludeva : “per questi motivi, nel reiterare il mio dissenso per l’affidamento della gestione provvisoria dell’Area Marina Protetta alla Capitaneria di Porto, auspico che la S.V. voglia definire il procedimento richiesto dal Comune di Favignana, Ente Gestore dell’Area Marina Protetta, al fine di incentivare lo sviluppo economico e turistico dell’isola“. Nonostante ciò, il Ministro dell’Ambiente ritarda ancora ingiustificatamente l’emissione dei provvedimenti autorizzativi, mantenendo immotivatamente il Comune di Favignana in una situazione di grave difficoltà, mortificando il territorio, il suo sviluppo turistico, economico ed occupazionale. Da informazione acquisite, anche da fonti ministeriali, risulterebbe che il Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo si trovi attualmente in una posizione di grave difficoltà decisionale per le forti pressioni (della cui natura non si comprende il significato) di un politico trapanese (non meglio identificato) che avrebbe chiesto con insistenza al Ministro, senza che ve ne fosse alcuna ragione, un provvedimento di revoca della gestione al Comune di Favignana, che impedirebbe al territorio di crescere. E’ forte il rammarico, la tensione e l’impotenza che si avvertono sul territorio delle tre isole, a causa dell’arroganza politica di pochi; la popolazione dell’arcipelago, già fortemente penalizzata per la crisi economica in atto e dove la disoccupazione tocca punte elevatissime (30%) si appella Presidente della Repubblica ed anche alle forze politiche sane, affinché intervengano presso il Sig. Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo, perchè emetta senza indugio i provvedimenti legittimi impedendo che il territorio venga gestito con metodi che nulla hanno a che vedere con le regole democratiche. 

VARI AUTORI

Dov&#039;è la coscienza del bene comune? Il senso di responsabilità della classe politica? Ma è possibile che nessuno si occupi veramente degli interessi della gente?

Antinoro ha fallito e deve dimettersi. Ovvio che la Prestigiacomo e D&#039;alì l&#039;hanno battuto. Rivogliamo Ernandez!La riserva con lui non funzionava ma almeno non gli è stata scippata. rifacciamo le elezioni e vediamo se vince di nuovo Antinoro!

Credo che lo Stato dovrebbe espropriare tutte le isole dello stagnone ai privati ivi comprese le strutture esistenti e fare un grande parco lì, facendo lavorare tante persone.

Pure rifondazione...sei proprio uno che non capisce quello che dice. Nell&#039;isola lunga ci sono già tanti alberghi che lavorano tantissimo in estate. vengono da tutto il mondo, già lavora perchè si dovrebbe espropriare per fare un favore ai comunisti? ma va la!

Si plachi il sindaco di Favignana, deve capire che o si fanno accordi con Tonino D&#039;alì o nel trapanese non si va da nessuna parte. D&#039;altra parte il parco per Antinoro è anche meglio vista la disoccupazione che c&#039;è nel suo territorio. D&#039;Alì potrebbe far lavorare tutti, se vuole, e&#039; lui che sta al Senato ed è a lui che tutti sinistra e destra dovrebbero fare riferimento. A Trapani staremmo tutti meglio.

Date tempo al Ministro dell&#039;Ambiente Prestigiacomo, lei con la Sogesid dell&#039;avv. Pelaggi saprà come risolvere il problema della riserva marina. La Sogesid è stata finanziata recentemente proprio per risolvere la questione delle egadi e del litorale trapanese. Lei ha voluto l&#039;avv. Pelaggi come direttore della Area marina Protetta delle Isole Egadi per questo motivo, spiace che Antinoro non l&#039;abbia capito. Il parco poi è una grande riserva marina e terrestre ed è meglio. Per esempio a Marettimo finalmente la caccia sarà vietata. Poi se qualcosa non andrà sono sicura che ci sarà l&#039;aiuto di berlusconi.

Un mare di inutili discussioni, ma qualcuno si è mai domandato perchè Montecarlo è così e Trapani, Paceco e le Egadi sono così. Da noi non funzionerà mai nulla, troppi interessi privati.

E&#039; inutile che Antinoro si lamenta, si oppone, a che serve? lui è solo, prima finisce sta commedia e meglio è. Se tutti vogliono il parco , il parco si deve fare, il suo parere che può contare contro tutti quelli degli altri sindaci, non l&#039;ho capito chi si crede il sindaco di Boston? Si deve fare il parco avremo tutti più turisti e più lavoro. Sempre favignana, favignana, non se ne può più! Un pò agli altri deve lasciare favignana.

Sono con Antinoro. Come si possono mettere insieme più comunità tra loro sono molto diverse? E poi dove sono le infrastrutture. Mi sembra lo stesso discorso del ponte sullo stretto. Nel comprensorio mancano le autostrade, i raddoppi, mancano i servizi fondamentali,i porti nelle isole minori, l&#039;acqua, però si deve fare un carrozzone: il parco, che non funzionerà mai. Anche perchè ci sarà un consiglio di amministrazione, un presidente che prenderanno stipendi d&#039;oro, saranno nominati dai politici non saranno capaci. Credo che se ne fregheranno del territorio, ci metteranno i trombati delle elezioni, che saranno incapaci e faranno solo danno all&#039;erario. Nel Trapanese ci sono altre prioriotà.

I favignanesi sono tutti con il sindaco, ormai quà il senatore ha perso le elezioni ed ernandez non fa più politica

Ho appreso ora che Antinoro è contro il parco nazionale. Non capisco tutto questo macello. Non è che c&#039;è il parco, prima devono sentire non solo i sindaci ma anche la popolazione, dobbiamo essere d&#039;accordo, ci deve essere una maggioranza non può decidere d&#039;alì. Certo antinoro si è fatto un autogol

Si faccia un referendum, non è democratico imporre un parco senza sentire chi abita sul territorio. a marettimo sono tutti contrari perchè finirebbe la caccia

Sono le solite iniziative di d&#039;alì che non si realizzeranno mai, come qualella di unificare Erice e Trapani, vedrete che la adamo si metterà di traverso lei sta con miccichè che è certo politicamente più forte di tonino d&#039;alì. Miccichè dirà alla prestigiacomo di bloccare tutto appena si accorgerà che di mezzo c&#039;è d&#039;alì. Ormai nel pdl hanno problemi. Non andrà da nessuna parte questa iniziativa.

Se a noi sto parco ci darà lavoro ben venisse. Mi fido ciecamente di d&#039;alì il senatore.

CONVEGNO DI LEGAMBIENTE Messaggiodi staff » 20/12/2008, 12:33 
-Fa bene Legambiente a tenere vivo il dibattito e il confronto sui parchi. E fa bene Tozzi a vivacizzarlo anche con critiche alla associazione di Federparchi che sta preparando il suo congresso anche se talvolta sembrano un po’ ingenerose. Ma ci sono tempi in qui bisogna darsi una mossa e questo è senza ombra di dubbio uno di quei momenti come anche l’intervista a Niccoletti mette bene a fuoco. Quello che forse finora non è emerso con sufficiente chiarezza è che la vicenda dei parchi è solo un aspetto per quanto importante di una vicenda istituzionale che si sta trascinando nella maniera più intrigata, confusa e allarmante. I tagli non riguardano certo solo i parchi. L’efficacia delle gestioni e la competenza degli amministratori non riguarda certamente solo gli enti parco. I parchi a differenza di altre istituzioni hanno semmai meno personale rispetto alle loro esigenze di funzionamento. Li non abbondano i fannulloni, scarseggiano i tecnici, spesso i direttori. Non si stratta ovviamente di stendere alcun velo pietoso in nome del fatto che non siamo soli a dover vedere le nostre bucce. Più semplicemente si tratta di ricondurre anche il nostro dibattito nell’ambito di quella più generale discussione istituzionale, perché mai come in questo momento tutto si tiene. Se per i parchi circolano cervellotiche idee non è che siano migliori quelle che riguardano le province o le comunità montane o i piccoli comuni e ora anche le aree metropolitane. Non è vero che si tratta soltanto o principalmente di soldi perché se le funzioni istituzionali si incasinano ulteriormente non avremo risparmi ma altri sprechi. E’ parsimonioso un sistema istituzionale che funziona al meglio. E ora il sistema -parchi inclusi- non funziona al meglio e neppure in misura passabile. Detto questo anche per ricordare che noi toscani abbiamo una opportunità in più per poterlo fare con la discussione iniziata sulla nuova legge regionale sui parchi che non sembra per la verità eccitare molto neppure gli addetti ai lavori, vanno aggiunte alcune annotazioni sul piano nazionale. Quando si parla di parchi e specialmente di aree protette marine (di cui la vicenda della Meloria è una caso esemplare nella sua scandalosità, ma anche l’Arcipelago Toscano non scherza))si dice -e lo ha fatto anche nell’incontro romano di Legambiente l’on D’Ali presidente della commissione ambiente del Senato- che la legge 394 è vecchia e dopo 17 anni quasi 18 sarebbe bene metterci mano. Stupisce che un parlamentare con la sua responsabilità ignori che dal 98 –dieci anni fa- la Legge Bassanini aveva di fatto azzerato l’assetto nazionale ministeriale previsto dalla legge quadro perché fosse ‘riodinato’ -dice la legge- per adeguarlo alle riforme della pubblica amministrazione che prendevano allora avvio. Il tutto -diceva la legge- sentite le regioni, ma la legge 426 pochi mesi dopo corresse e scrisse d’intesa. Gli risulta all’on D’Ali che in 10 anni non è stato fatto nulla? Come fa dunque, e non solo lui a onor del vero, a parlare di legge quadro da cambiare quando lo è già stata eccome e grazie all’inerzia del ministero ma anche del parlamento tutto è rimasto lettera morta senza alcun riordino. Perché sia chiaro cosa significa va ricordato che oggi il ministero non ha il comitato stato regioni, non ha piano triennale, non ha la Consulta tecnica, non ha predisposto la Carta della natura, insomma non ha alcuna cabina di pilotaggio effettiva. In compenso pretende di scegliere lui i direttori dei parchi e far comunicare da una capo gabinetto che decreti che hanno compito il loro lunghissimo giro e ricevtuo le firme necssarie saranno rinviati per l’ennesima volta. E se non bastasse per le aree protette marine che vanno a rotoli, il ministero decide di volta in volta di gestirle (con due palanche) come più gli aggrada in barba alla legge quadro; lì con un comune, là con una provincia o l’universita, altrove con un consorzio che cambia magari in corso d’opera. Quando D’Ali dice che gli enti parco andrebbero rivisti per taluni aspetti dice una cosa che si può discutere per sburocratizzare intanto i controlli ministeriali asfissianti e se intanto non si continua ad ignorarli abusivamente per le aree marine. Avvii finalmente il parlamento una indagine seria su questi punti e non si limiti ogni tanto a visitare qualche parco di cui non resta traccia di sorta. Chieda al governo perché dopo 10 anni una legge di 7 anni più giovane della 394 è rimasta totalmente ignorata e inattuata. Se non lo fanno il parlamento e il governo chi deve farlo, le Fondazioni?.

-PARLAMENTO: NON CI SONO SOLDI PER I PARCHI  27/09/2009 12:46:42
Qualcuno forse la conosce già, ma sul forum ancora non ho visto l&#039;interrogazione che è stata presentata al Ministero dell&#039;Ambiente sui parchi da ALESSANDRO BRATTI venerdì 19 dicembre 2008, seduta n.108 BRATTI, BRAGA, FRANCESCHINI e MARIANI. 
- Al Ministro dell&#039;ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: il nostro Paese conta un numero rilevante di aree protette nazionali, regionali e locali che unitamente ai siti della rete Natura (SIC e ZPS) proteggono, attraverso forme speciali di tutela, circa il 22 per cento del territorio italiano; l&#039;Italia è uno dei paesi dell&#039;UE più ricchi di biodiversità con circa 57.000 specie animali e 5.600 specie vegetali, pari a circa il 50 per cento di tutte quelle presenti in Europa, di cui il 13 per cento endemiche; l&#039;UE, attraverso il VI programma comunitario di azione ambientale, si è posta l&#039;obiettivo di arrestare la perdita della biodiversità entro il 2010; i parchi nazionali e le aree protette marine rappresentano, nel quadro più generale del sistema nazionale delle aree protette, le tipologie di protezione maggiormente improntate alla conservazione dei valori naturali, storici, culturali ed antropologici; i parchi nazionali e le aree marine protette sono sottoposti alla vigilanza del Ministero dell&#039;ambiente e della tutela del territorio e del mare che ne finanzia anche gran parte delle attività; per fronteggiare la perdita di biodiversità in atto occorre rafforzare ed estendere il numero e la superficie delle aree protette nazionali, regionali e locali, sia terrestri che marine, attraverso una azione concertata tra lo Stato centrale, le regioni, il sistema delle autonomie locali e dei principali portatori di interesse generale e di settore, quali, in particolare, associazioni ambientaliste e agenzie scientifico-culturali, agricoltori e imprese agroalimentari, forestali e artigianali, pescatori, operatori turistici; per conferire la massima efficacia alle azioni attive per conservare e valorizzare la biodiversità presente nel nostro Paese, e per contribuire a fare delle stesse aree protette nazionali dei grandi catalizzatori di produzioni tipiche e di qualità, di buone pratiche ecosostenibili, di didattica formativa, di ricerca scientifica applicata, di educazione e divulgazione naturalistica, di attrattività turistica serve dotarle di mezzi, strumenti e risorse umane e finanziarie adeguate; le recenti scelte di finanza pubblica varate dal Governo hanno ridotto le già scarse risorse a disposizione del Ministero dell&#039;ambiente e della tutela del territorio e del mare, in particolare per i parchi nazionali e per le aree marine protette; recentemente sembra sia stata impartita, dal capo di gabinetto del Ministro dell&#039;ambiente, della tutela del territorio e del mare una direttiva con la quale si afferma che gli enti parco nazionali, svolgendo funzioni di interesse pubblico, non possono essere trasformati in soggetti di diritto privato, contraddicendo pertanto quanto precedentemente affermato dal Ministro dell&#039;ambiente e della tutela del territorio e del mare circa la volontà di trasformare gli enti parco in non meglio definite fondazioni; finora il Ministro dell&#039;ambiente e della tutela del territorio e del mare non ha ancora incontrato i rappresentanti dei parchi nazionali e delle aree marine protette, così come i Presidenti delle comunità dei parchi e delle Regioni che pur esercitano importanti competenze in merito alla gestione dei parchi nazionali quali l&#039;intesa per la nomina del presidente, l&#039;approvazione del piano del parco e del piano di sviluppo economico e sociale -: se le risorse per il 2009 destinate al funzionamento dei parchi nazionali verranno confermate in entità pari a quelle effettivamente erogate nell&#039;anno 2008 o se saranno invece ridotte e per quale entità; se le risorse per il 2009 destinate al funzionamento delle aree marine protette verranno confermate in entità pari a quelle effettivamente erogate nell&#039;anno 2008 o se saranno invece ridotte e per quale entità; se siano previste risorse finanziarie a favore dei parchi nazionali specificatamente rivolte a finanziare spese di investimento per mettere così in grado gli stessi enti di gestione di potere utilizzare tali disponibilità per cofinanziare i progetti assistiti da contributi afferenti ai programmi regionali di sviluppo rurale 2007-2013 e ai programmi operativi regionali del FESR; se non intenda incontrare al più presto i rappresentanti dei parchi nazionali e delle aree marine protette per esaminare i principali problemi che attengono all&#039;attività di questi enti; se non intenda incontrare i rappresentanti delle regioni per concordare le modalità più efficaci per produrre lo sforzo richiesto anche al nostro paese dall&#039;UE e volto a contribuire ad arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 nonché per esaminare i problemi che attengono alla realizzazione della rete Natura 2000 e infine alla costruzione del sistema nazionale delle aree protette

VARI AUTORI

Non ci sono soldi ed il ministro dell&#039;Ambiente non incontra mai nessuno. Perchè si vogliono buttare dei soldi dei cittadini se le cose poi non funzionano?

Gianluca, forse non hai letto bene, i soldi si trovano, l&#039;ha detto il senatore d&#039;alì, tu vuoi entrare al parco? devi pagare! vuoi vedere le saline? devi pagare! vuoi vedere la verdeggiante isola lunga? devi pagare! Proprio sei distratto, scusami se te lo dico, ma ti mancano alcuni passaggi. Quindi tu a casa tua paghi e gli altri si prendono i soldi.

LA SICILIA -&quot;UN PARCO UNICO NEL MEDITERRANEO&quot; -CONVEGNO 27/09/2009
- A Favignana si parla di rilancio del turismo anche nelle isole minori Trasformare l&#039;insularità, che finora ha costituito uno svantaggio, in risorsa per la valorizzazione dei beni ambientali e culturali. E&#039; l&#039;idea proposta nel corso del convegno «Le isole - Un parco unico del Mediterraneo - presentazione dei programmi di sviluppo», che si è svolto ieri a Palazzo Florio a Favignana. Protagonisti i rappresentanti delle isole minori, che hanno deciso di riunirsi in consorzio con l&#039;obiettivo di creare un parco unico del Mediterraneo. La prima iniziativa è legata alla stesura del documento preliminare di proposta del Progetto Integrato Territoriale. In ballo ci sono poco meno di trentotto milioni di euro, che rappresenterebbero un&#039;opportunità per modificare radicalmente lo scenario attuale, per trasformare le isole da terre con problemi e svantaggi per le difficoltà di collegamenti e la marginalità geografica a zone ideali per il turismo culturale e non solo. A parlare del parco unico del Mediterraneo sono stati, tra gli altri, Franco Cavallaro, Nadia Sgaramella (Comitato assistenza tecnica del Pit), Giuseppe Giunta (Presidenza Regione Siciliana), Antgonio Triglia (Formez). Andreana Patti di Eures Group ha illustrato lo sportello unico delle isole minori, mentre il Sottosegretario di Stato al Ministero dell&#039;Interno ANTONIO  D&#039;AlLI&#039; ha proposto «la costituzione di un tavolo interistituzionale di studio per l&#039;ottimizzazione delle risorse destinate alle isole minori ed in particolare a quelle siciliane». «Gli attori del tavolo - ha proseguito D&#039;Alì - saranno il governo nazionale, quello regionale e le amministrazioni locali che, con tutti gli strumenti di utilizzo dei fondi comunitari e dei fondi messi a disposizione dai vari livelli istituzionali, porteranno avanti l&#039;idea guida del turismo culturale». Il sindaco di Favignana GASPARE ERNANDEZ si è soffermato «sulla specifica identità che comporta una forte caratterizzazione ed un significativo senso di conservazione del territorio, che deve diventare la base per uno sviluppo alternativo». Il direttore della Riserva marina delle Egadi LiILIANA D&#039;ANGELO ha parlato della «grande risorsa rappresentata dal mare, elemento comune delle otto isole che fanno parte del consorzio». Al convegno hanno partecipato anche il senatore Giuseppe Bongiorno e il sottosegretario al Ministero dell&#039;Ambiente Roberto Tortoli. I progetti devono essere presentati alla Regione entro il prossimo mese di dicembre. 

VARI AUTORI

Io mi devo imbarcare ogni anno per sfamare la mia famiglia e devo fare arricchire qualcuno con il parco delle Egadi? Trovatemi un posto di lavoro invece di fare chiacchere

Vorrei un lavoro nel parco. sarà possibile? lavoreremo tutti? Potremo andare anche noi a lavorare nelle Egadi e pescare come fanno i favignanesi? Se tutto ciò sarà possibile allora ben venga il parco.

Sono con antinoro. Non vogliamo il parco. Lo fanno così non potremo ne pescare ne andare a caccia. tanto loro i politici se ne vanno nelle riserve a cacciare e noi non potremo nemmeno uscire di casa.

Certo che per un disoccupato che deve campare la famiglia, questi discorsi sembrano veramente strani. se per un pò di pioggia trapani si allaga e il sindaco litiga con il prefetto.... cosa accadrà quando ci sarà il parco ed a litigare saranno diversi sindaci che rappresenteranno il proprio territorio, magari alcuni di destra ed altri di sinistra. credete a me meglio stuppare i tombini e non avere problemi di allagamento. il parco sarà un carrozzone che servirà solo ai politici per fare soldi.

Discorsi inituli...basterebbe soltanto far funzionare l&#039;area marina protetta delle isole egadi e poi magari fare delle riserve orientate a paceco e trapani.

Non credo che si arrivi a fare il parco, l&#039;on. Giulia Adamo sa bene che un carrozzone di tal genere non è adeguato per un territorio dove è difficile andare d&#039;accordo anche all&#039;interno della stessa coalizione e farà di tutto per impedire che il senatore d&#039;alì possa raggiungere il suo obiettivo che finirebbe per complicare le sorti di una provincia &quot;difficile&quot;. Il Sindaco di Marsala è persona lungimirante è si opporrà con tutti i mezzi. Ormai D&#039;alìè solo!

Finalmente si è capito perchè la riserva marina delle Isole Egadi è stata bloccata per oltre un anno. Ricorderete che la Ministra Prestigiacomo fece di tutto per ingessare un ente che stava funzionando e che aveva prodotto risultati mai raggiunti dalla sua istituzione. Ci ha provato con il fantomatico commissariamento e dopo il diniego del presidente della regione ha beffato Antinoro che ha abbocato all&#039;amo. Ovvio che gli interessi in gioco sono due: il parco del senatore d&#039;alì e far lavorare la Socesid dell&#039;avv. Pelaggi. Ma a chi giova tutto ciò? Bravo il sindaco di Favignana, non dovevi mantenere la gestione diretta della Riserva marina?

Antinoro purtroppo ha fallito e continua a perseverare non capendo che con il suo comportamento soft è diventato ostaggio di &quot;alcuni&quot; e preda di &quot;taluni&quot;. Si volti pagina date spazio ai giovani che se la meritano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>VARI AUTORI</p>
<p>UN ESPOSTO-DENUNCIA NEL QUALE SI DIFFIDA L&#8217;ON. STEFANIA PRESTIGIACOMO, Ministro dell’Ambiente, a porre in essere gli atti necessari per consentire il regolare funzionamento dell’Area Marina Protetta Isole Egadi è stato inviato da residenti, esercenti commerciali del Comune di Favignana e da professionisti, dopo la reiterata omissione di atti di ufficio del Ministero che ha causato un grave stallo all’Area Marina Protetta, istituita dal Ministero. Nel mese di febbraio era stato individuato dal Sindaco e Presidente dell’Area Protetta, con determina comunale, il responsabile di gestione ed un team di esperti qualificati, che nonostante le gravi omissioni del ministero che dal 2005 ha privato l’Ente dei fondi stanziati dallo Stato, ha posto in essere in breve tempo attività tecniche e giuridiche mai realizzata in oltre vent’anni dall’istituzione dell’AMP (redazione del programma di gestione; formulazione del disciplinare provvisorio di regolamento; realizzazione del sito internet; individuazione delle sedi istituzionali della riserva;, bonifica e messa in sicurezza delle spiagge e delle grotte; consolidamento delle banchine di Favignana e Marittimo; ristrutturazione delle Case Romane e della Chiesa Bizantina a Marittimo; realizzazione del depuratore a Favignana )ma, nonostante ciò il Ministero dell’Ambiente da oltre sette mesi, ha omesso di rendere gli atti dovuti ed ha impedito la nomina del responsabile dell’AMP omettendo persino di trasferire le somme assegnate all’Ente Gestore dell’AMP e stanziate nel bilancio dello Stato per il 2009. Dopo reiterati inviti al Ministro Prestigiacomo a compiere gli atti dovuti – nonostante una precedente diffida ai sensi dell’art. 328 codice penale- seguiva una dubbia proposta di revoca della gestione che attivava un procedimento amministrativo conclusosi con parere vincolante del Presidente della Regione On. Raffaele Lombardo (reso in forza del Protocollo di intesa Stato- Regione Siciliana in materia di scelta o revoca di un ente gestore di AMP) che evidenziava la strumentalità e l’infondatezza della richiesta della Prestigiacomo. Nelle ultime settimane è venuto alla luce il motivo dello stallo imposto dal Ministero quello cioè di costringere il Sindaco di Favignana, (rappresentante del centro sinistra ma a capo di una lista civica di cui fa parte il centro destra) al quale solo compete la prerogativa di designare e nominare il direttore della Riserva a designare l’avv. Luigi Pelaggi, direttore dell’Ufficio Tecnico del Ministero, fedelissimo dell’On. Prestigiacomo ed a revocare la designazione già effettuata dal Sindaco Lucio Antinoro. Nell’esposto molto dettagliato e ampiamente documentato, si chiede al Ministro Prestigiacomo di adempiere ad atti del suo ufficio, senza indugio, e viene espressamente indicato che a prescindere dalla risposta che la Prestigiacomo vorrà dare , verrà informata l’autorità giudiziaria competente per valutare eventuali omissioni che possano già configurarsi e perché si faccia piena luce su eventuali reati che possano essere individuati nei confronti del Ministro dell’ Ambiente e di eventuali concorrenti nella interminabile vicenda che da tempo tiene in una situazione di stallo l’Area Marina Protetta più grande d’Europa certamente anche per non meglio individuati interessi di esponenti politici trapanasi.</p>
<p>VARI AUTORI</p>
<p>VICENDE DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI<br />
 -I FATTI-<br />
 Il Comune di Favignana è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, istituita nel 1991 dal Ministero dell’Ambiente che eroga annualmente le risorse stanziate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” per consentirne il regolare funzionamento. Il Sindaco del Comune di Favignana, Lucio Antinoro, con determina di incarico n. 9 del 26.02.2009 aveva individuato il Responsabile per la gestione dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Dopo la designazione, sono stati realizzati in breve tempo, importanti interventi tecnico-giuridici e organizzativi mai posti in essere in precedenza dall’istituzione della riserva : -la costituzione di un gruppo di lavoro multidisciplinare, essendo l’Ente privo di personale specializzato da destinare all’A.M.P. ; -la relazione programmatica e/o programma di gestione; -la bozza di disciplinare provvisorio di regolamento e di organizzazione della riserva; -il sito web: wwwampegadi.org; -l’intesa con la Soprintendenza del Mare per la Regione Siciliana per la messa in sicurezza di importanti siti archeologici subacquei da rendere fruibili ai turisti ed ai visitatori della riserva; -l‘accordo con il Conisma, che ha formulato alcuni interventi di ricerca scientifica, alcuni dei quali già esaminati e considerati rilevanti dai funzionari dell’Ufficio Tecnico del Ministero dell’Ambiente, (circostanza che potrà essere confermata dalla dott.ssa Teresa Gagliardi, della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente ); -l’accordo, a titolo gratuito, con i residenti nell’isola di Marettimo per il monitoraggio e manutenzione delle boe di perimetrazione; -il protocollo di intesa con i locali per la promozione delle attività della riserva marina . Nonostante l’espletamento delle predette attività ed i numerosi solleciti inoltrati, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, immotivatamente, ritardava la trasmissione delle risorse spettanti all’AMP Isole Egadi e l’invio del nulla osta per consentire al Sindaco la nomina del responsabile da lui individuato in forza della vigente normativa e con nota del 22.05.2009 chiedeva il consenso del Presidente della Regione Siciliana (previsto dal protocollo sottoscritto in data 14 marzo 2001) per affidare la gestione alla Capitaneria di Porto di Trapani, per presunte “gravi carenze tecnico-amministrative riscontrate nell’attuale gestione da parte del Comune di Favignana e che sarebbero divenute recentemente più evidenti” . Il Presidente, con nota del 9 giugno 2009, esprimeva il suo parere contrario, evidenziando, tra l’altro, di avere accertato che il contenuto di una petizione popolare, che gli era pervenuta, unitamente ad atti e documenti, “corrisponde esattamente al vero” . A seguito di ciò, il Ministro dell’Ambiente doveva rendere i provvedimenti di legge richiesti dal Sindaco di Favignana che, comunque avrebbe potuto sollecitarli, essendo il parere espresso dal Presidente della Regione, vincolante oltre che obbligatorio . Non potendo intraprendere altre iniziative, l’On. Prestigiacomo, disattendendo il parere vincolante del Presidente della Regione Sicilia, ha imposto al Sindaco di nominare come Responsabile dell’AMP l’avv. Luigi Pelaggi, fedelissimo collaboratore del Ministro, oggi capo dell’Ufficio Tecnico del Ministero dell’Ambiente, rappresentando al Sindaco che, in caso contrario, avrebbe revocato comunque la gestione al Comune. A seguito di ciò, il 20.07.2009 il Sindaco ha chiesto all’avv. Giovanni Lima di rassegnare le dimissioni. Con nota datata 24.07.2009 prot. N.12476, il Sindaco comunicava all’avv. Lima (che non si era dimesso), l’avvio del procedimento di revoca della Determinazione Sindacale n.9 del 26.02.2009 e con determina n. 48 del 04.08.2009, revocava il precedente provvedimento n.9 del 26.02.2009, che aveva individuato l’esponente responsabile dell’AMP . In pari data veniva individuato il nuovo responsabile di gestione nell’avv. Luigi Pelaggi, la cui nomina veniva ratificata dal ministero “in tempi record“.</p>
<p>Può dirsi che Antinoro debba dimettersi per aver fallito l&#8217;obiettivo principale del suo programma elettorale cioè la gestione diretta della riserva marina? Può dirsi che la Prestigiacomo non ha mantenuto gli accordi presi (quali accordi?) con il Sindaco di Favignana e si è presa gioco di lui e di tutta la popolazione egadina? Può dirsi che il Sindaco di Favignana Lucio Antinoro che è stato eletto per caso, non essendoci altre liste ed altri candidati sindaci in competizione elettorale, debba dimettersi per consentire che venga ristabilito un sistema democratico nel quale ci sia chi governa e chi fa l&#8217;opposizione?</p>
<p>Certo quello prefigurato dai commentatori è uno scenario allucinante. Può D&#8217;alì da presidente della Commissione ambiente al Senato appoggiare politicamente l&#8217;istituzione del parco delle Egadi e del Litorale Trapanese? ma il senatore non appartiene ad una famiglia con forti interessi economici nel Trapanese (Stagnone,Saline, alberghi). Boh chi ci capisce niente! Ma non dovrebbe essere in conflitto di interessi? Che c&#8217;entra poi volere imporre un parco che comprende popolazioni diverse senza nemmeno averle interpellate? Non occorre chiedere anche il loro parere magari con un referendum?</p>
<p>Un pò di confusione c&#8217;è! Ma perchè D&#8217;Alì vuole sempre cercare di riunire più territori diversi tra loro? Non era stato lui a proporre l&#8217;istituzione di un unico comune tra Trapani ed Erice? E&#8217; la coscienza del bene comune spinge politicamente il massimo rappresentante delle istituzioni a Trapani a volere accorpare? Ma quali benefici si potrebbero avere per le popolazioni dei vari territori interessati? Questo è stato spiegato? Certo di Tonino io mi fido, lui fa i fatti come la Coppa America, quindi bisogna credere in lui.</p>
<p>AUTORE : SICILIA PARCHI &#8211;  Archivio Flash • 22 Luglio 2009<br />
Egadi, i problemi dell&#8217;AMP Un gruppo di residenti, esercenti e professionisti di Marettimo, nelle Egadi, ha chiesto al ministro dell&#8217;Ambiente Stefania di trasferire al Comune di Favignana le risorse stanziate per l&#8217;isola e di nominare il responsabile di gestione, già individuato dal sindaco di Favignana Lucio Antinoro, dell&#8217;Ente gestore dell&#8217;Area marina protetta delle isole Egadi. La richiesta è stata inviata sotto forma di diffida dall&#8217;avvocato del foro di Palermo Mario Alberto Capparelli. Lo scorso febbraio il sindaco aveva individuato nell&#8217;avvocato Giovanni Lima il direttore della Riserva, ma la designazione non ha mai ricevuto il benestare da parte del ministero che a maggio ha chiesto al presidente della Regione Raffaele Lombardo un parere obbligatorio e vincolante per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla &#8216;per un periodo non superiore a sei mesi, alla Capitaneria di Porto territorialmente competentè. Lombardo il 9 giugno ha espresso diniego al ministero, rilevando tra l&#8217;altro che &#8216;il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata. &#8220;Nonostante il parere obbligatorio e vincolante del presidente della Regione &#8211; si legge nell&#8217;esposto &#8211; e l&#8217;inizio della stagione estiva, ormai seriamente compromessa, il ministro dell&#8217;Ambiente ritarda ancora inspiegabilmente l&#8217;emissione dei provvedimenti&#8221;. </p>
<p>LA REPUBBLICA 	26/09/2009 15:20:05<br />
SICILIA &#8211; Egadi, sull&#8217;area protetta è scontro governo-Regione 18 GIUGNO 2009, LA SICILIA Favignana. Si parla dell&#8217;Area Marina protetta delle isole Egadi – la più grande del Mediterraneo – ormai dal 1991 quando, con decreto del ministero dell&#8217;Ambiente, venne istituita. E già allora, 18 anni fa, contestazioni e contrapposizioni politiche vi posero il primo freno. Gli altri, innumerevoli intoppi e non certo solo di ordine burocratico, sono venuti con il tempo formando un intricato reticolo di interessi che a oggi non è ancora stato dipanato. E che non consente di far funzionare a dovere l&#8217;Area protetta con grave danno per l&#8217;ambiente, per lo sviluppo del territorio, per l&#8217;economia, il turismo e tutto quello che ne segue. Nel lontano passato, la prima contrapposizione, poi superata, era stata quella posta dai pescatori che vedevano nella Riserva un freno alla loro attività (soprattutto di pesca a strascico lungo le coste). Erano scesi in piazza a protestare e avevano occupato per giorni il porto di Trapani mostrandosi contrari alla sua istituzione. Oggi, l&#8217;ultima contrapposizione è sorta tra il ministero dell&#8217;Ambiente e la Regione Sicilia. Oggi la Riserva delle Egadi, che comprende le tre isole, Favignana, Levanzo e Marettimo, l&#8217;isolotto di Formica (dove ha sede la comunità di Mondo X di padre Eligio e il piccolo scoglio piatto chiamato Maraone) è affidata alla gestione del Comune di Favignana (dal 2001, prima era della Capitaneria di Porto) che tuttavia di fatto non è messo nelle condizioni di farla funzionare. Nonostante gli sforzi di produrre una regolamentazione dell&#8217;area, mai fatti in precedenza, e di avviare una gestione consapevole, nelle scorse settimane è arrivato appunto l&#8217;ultimo stop del ministero dell&#8217;Ambiente. Il ministro Stefania Prestigiacomo, infatti, individuando «nella gestione precedente gravi carenze tecnico-amministrative», aveva manifestato l&#8217;intenzione di «revocare la gestione al Comune e affidarne la gestione provvisoria e per un periodo non superiore a sei mesi alla Capitaneria di porto». Una decisione che aveva fatto sussultare il sindaco delle Egadi, Lucio Antinoro: «È vero che nella gestione del mio predecessore ci sono state irregolarità che io per primo ho denunciato nel tempo, ma adesso si deve al più presto trovare una soluzione per farla funzionare. Ci vogliono fondi e interventi immediati». Il ministro, allora, non più tardi di un paio di settimane fa, aveva investito della questione il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, chiedendo il suo consenso così come previsto dal protocollo del 2001, nel quale è sancito che la scelta dell&#8217;Ente gestore di un&#8217;area protetta in Sicilia «va condivisa da ministero dell&#8217;Ambiente e dal presidente della Regione». Ma Lombardo, in tutta risposta, si era dichiarato contrario al commissariamento anche temporaneo sollecitato dal ministero «non avendo riscontrato alcuna carenza tecnico amministrativa nell&#8217;attuale gestione – scriveva – tale da giustificare il provvedimento». Una netta presa di distanza dalla decisione del ministero che ancora oggi non ha trovato una soluzione finale mentre si fa strada anche una nuova e diversa ipotesi, di far diventare le Egadi un parco marino. Intanto, una petizione di oltre cinquecento firme di residenti, turisti, proprietari di immobili aveva testimoniato che il Comune si era dotato di una struttura, aveva nominato un direttore, l&#8217;avvocato palermitano Giovanni Lima che in passato era stato presidente del commissione della Riserva (nomina mai ratificata dal ministero), e aveva iniziato a lavorare per rendere fruibile la Riserva. «Per la prima volta abbiamo formulato il disciplinare del regolamento – afferma l&#8217;avvocato Lima – abbiamo approntato una dettagliata relazione programmatica e anche un sito web oltre ad aver coinvolto sinergicamente Sovrintendenza del Mare, assessorato regionale dei Beni culturali e Conisma. Tuttavia oggi ci troviamo di fronte a un momento d&#8217;empasse, noi abbiamo dimostrato di essere pronti per avviare una gestione che possa rilanciare il turismo nelle Egadi, ma abbiamo bisogno di fondi e di certezze prima di tutto». La Riserva, infatti, non è ancora perimetrata (non sono individuati i confini) perchè le boe sono state portate via dal mare e nessuno ha pensato di rimetterle in sesto ma anche – solo per fare un esempio – il sofisticato sistema di videosorveglianza dell&#8217;area protetta che si trova a punta Libeccio a Marettimo, senza essere mai entrato in funzione, è distrutto dalle intemperie. Ma sulla questione del paventato commissariamento è netto: «Non credo che si possa commissariare la Riserva – aveva detto dopo aver appreso la notizia –, non credo sia previsto normativamente. In ogni caso a noi non è mai stato notificato nulla». Nel frattempo, è entrata l&#8217;estate e anche questa volta appare assai difficile parlare di rilancio del turismo e di sfruttamento delle riserve naturali e paesaggistiche delle isole. Le quattro le zone in cui è stata divisa l&#8217;Area protetta – dalla A che va preservata integralmente, e che si trova soprattutto dietro l&#8217;isola di Marettimo, alla B dove sono consentite alcune attività, alla C dove è consentito pescare fino alla D dove non ci sono divieti – sono appena regolamentate, lì i divieti vengono fatti rispettare dalla Capitaneria di Porto che pone una certa attenzione all&#8217;ancoraggio e a tutte le altre attività ma nulla di più. Per chi arriva alle isole con la propria barca o intende noleggiarne una sul posto, si trova sempre spiazzato. «Nel frattempo con i fondi esigui a disposizione – prosegue il sindaco Antinoro, che ha informato il ministero – abbiamo cercato di bonificare e mettere in sicurezza le spiagge per garantire l&#8217;incolumità dei turisti, abbiano realizzato le opere in alcune grotte nell&#8217;isola di Marettimo, abbiamo arginato il fenomeno dell&#8217;erosione costiera, ma anche tentato un monitoraggio delle boe di perimetrazione la mancanza della quali rende impossibile le attività di controllo e di tutela dell&#8217;Area». Ecco perchè il Comune chiedeva interventi immediati, mai arrivati, e che oggi si sono impantanati tra le pieghe del ministero e della Regione. Gli isolani sono abituati a questo rimpallo di competenze e addebitano alla politica il ruolo assai poco costruttivo di tutta la questione. Il consigliere comunale Vito Vaccaro, che vive a Marettimo e conosce le esigenze reali della popolazione isolana, allarga le braccia: «Aspettiamo da tempo che qui vengano date risposte certe che non arrivano mai. La Riserva potrebbe essere il vero motore di sviluppo e di rilancio delle Egadi da dove ormai i giovani sono costretti a fuggire e dove ci sentiamo sempre più isolati e invece interviene sempre la politica a porre un freno a tutto. Dobbiamo protestare per tutto qui a Marettimo, per l&#8217;ufficio postale che non funziona o per la scuola elementare che non apre perchè non ci sono maestre». Eppure basterebbe volgere lo sguardo verso la Sardegna, per esempio, e vedere come lì le Riserve marine funzionano a dovere, bypassando anche la miseria della politica.</p>
<p>LA REPUBBLICA -19 GIUGNO 2009<br />
-REGIONE CONTRO MINISTERO LITE SULLA RISERVA DELLE EGADI pagina 5 sezione: PALERMO- È SCONTRO sulla gestione dell&#8217; Area marina protetta delle Egadi tra il governatore Raffaele Lombardo e il ministro dell&#8217; Ambiente Stefania Prestigiacomo. La Prestigiacomo infatti vorrebbe revocare la gestione diretta al Comune di Favignanae affidarla provvisoriamente alla Capitaneria di porto. Il procedimento di revoca è stato avviato e comunicato al presidente della Regione il 22 maggio scorso dopo l&#8217; invio di un&#8217; ispezione. «Da tempo &#8211; scrive Stefania Prestigiacomo &#8211; riscontriamo nella gestione gravi carenze tecnico-amministrative e la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare un danno al prestigio turistico dell&#8217; Isola». Ma Lombardo non ci sta e il 9 giugno scorso ribatte: «Non ho riscontrato &#8211; scrive al ministro &#8211; nessun grave carenza tecnico amministrativa nell&#8217; attuale gestione che possa giustificare questo provvedimento. Il Comune di Favignana da tempo si è dotato di una struttura qualificata, di cui fanno parte anche avvocati, docenti universitari, manager e tecnici. E si è dimostrato efficiente con misure concrete come la bonifica delle spiagge e dei litorali». La presa di posizione del governatore è l&#8217; ultimo atto di una lunga querelle tra il Comune di Favignana e il ministero. «Dal momento del mio insediamento a giugno del 2008 &#8211; spiega il sindaco di Favignana Lucio Antinoro &#8211; l&#8217; amministrazione ha redatto la bozza di disciplinare provvisorio del regolamento della riserva. Abbiamo messo in manutenzione il battello spazzamare, acquistato una sede dell&#8217; Area marina protetta nella centralissima piazza Europa di Favignana e individuato il responsabile e il componente della commissione di riserva. Ma non abbiamo ricevuto nonostante le nostre richieste al ministero i fondi utili per gli interventi già avviati. Non abbiamo potuto operare tutti gli interventi anche perché non è stata ratificata la nomina del direttore della riserva».A Favignana Lucio Antinoro, già capogruppo consiliare del centro-sinistra al Comune, è stato eletto in una lista civica con l&#8217; 84 per cento di preferenze dopo la rimozione e l&#8217; esclusione dalle elezioni di Gaspare Ernandez, forzista molto vicino al senatore Antonino D&#8217; Alì, che è anche presidente della commissione Ambiente al Senato. &#8211; ISABELLA NAPOLI</p>
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DECRETO PRESIDENZIALE 19 MARZO 2008  DI RIMOZIONE DEL SINDACO DI FAVIGNANA GASPARE ERNANDEZ  dalla carica del sindaco del comune di Favignana e dei componenti della rispettiva giunta. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Visto lo Statuto della Regione; Visto il vigente ordinamento amministrativo degli enti locali, approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni; Visto l’art. 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto dall’art. 1, lett. g), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48; Vista la relazione prot. n. 208 del 14 gennaio 2008 del servizio 8° dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, relativa alla proposta di rimozione del sindaco del comune di Favignana (TP), sig. Gaspare Ernandez, il cui contenuto si intende qui interamente richiamato quale parte integrante del presente provvedimento; Considerato che dalla predetta relazione emergono numerose, gravi e reiterate violazioni “dei principi costituzionali attinenti la pubblica amministrazione nonché di leggi e norme statutarie e regolamentari” riscontrate nell’attività di gestione della cosa pubblica del sindaco del comune di Favignana e un arco temporale, particolarmente lungo, in cui dette violazioni si sono verificate; Vista la nota protocollo n. 4/Gab./ris. del 25 gennaio 2008, trasmessa al servizio 8°, con nota del dirigente generale, protocollo n. 561, del 29 gennaio 2008, con la quale l’Assessore ha disposto che vengano posti in essere, con l’urgenza che il caso richiede, gli adempimenti consequenziali “al fine della tutela del bene pubblico”; Vista la nota n. 604 del 29 gennaio 2008, con la quale, ai sensi degli artt. 8 e seguenti della legge regionale n. 10/91 e successive modifiche ed integrazioni, è stato dato avviso dell’avvio del procedimento di cui all’art. 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto dall’art. 1, lett. g), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, nei confronti del sindaco di Favignana; Vista la nota n. 682 del 6 febbraio 2008, ricevuta in data 22 febbraio 2008, con la quale, stante l’urgenza, è stato assegnato un termine di 8 giorni al fine di esercitare il diritto di cui all’art. 11 della legge regionale n. 10/91; Vista la nota del 26 febbraio, con la quale il sindaco ha chiesto, ai sensi della legge regionale n. 10/91, accesso ed estrazione di copia di atti relativi al procedimento; Visto il verbale, protocollo n. 818 del 26 febbraio 2008, recante l’elenco analitico degli atti consegnati al sindaco, sig. Ernandez; Vista la nota del sindaco di Favignana del 27 febbraio 2008, acquisita al protocollo dell’ufficio di Gabinetto al n. 775 in pari data e trasmessa al servizio 8 con l’assessoriale n. 852/Gab. del 4 marzo 2008, con la quale viene richiesto “il riesame dei propri deliberata emettendo ogni consequenziale statuizione alla luce della nuova documentazione prodotta”; Vista la nota protocollo n. 930 del 7 marzo 2008, con la quale il servizio 8 ha trasmesso una relazione circa la nuova documentazione prodotta dal sindaco rimettendo, in assenza di una norma che fissi la proporzionalità della sanzione, la valutazione e conseguente rideterminazione alla discrezionalità dell’organo politico, chiedendone la condivisione; Vista la nota protocollo n. 990/Gab. del 12 marzo 2008, introitata al protocollo del servizio al n. 2377 di pari data, con la quale l’Assessore ha restituito al servizio 8 la predetta nota n. 930/2008 apponendo in calce alla stessa il suo “Visto si condivide” per la riproposizione del decreto di rimozione; Rilevato che, nel caso di specie, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della legge regionale 19 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche, la cessazione dalla carica del sindaco comporta la cessazione dalla carica dei componenti della rispettiva giunta ma non del consiglio, che rimane in carica fino a nuove elezioni che si svolgono contestualmente alle elezioni del sindaco, da effettuare nel primo turno elettorale utile; Su proposta dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali; Decreta: Art. 1 Il sindaco del comune di Favignana, sig. Gaspare Ernandez, è rimosso dalla carica, e, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della legge regionale 19 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche, cessano dalla carica i componenti della rispettiva giunta. Art. 2 Con successivo decreto si provvederà a nominare un commissario straordinario con le funzioni di sindaco e giunta. Palermo, 19 marzo 2008. Il Vicepresidente: LEANZA </p>
<p>WIKIPEDIA 26/09/2009 15:45:21<br />
ANTONIO Jr. D&#8217;Ali&#8217; (Trapani, 25 dicembre 1951) è un politico italiano. D&#8217;Alì è attualmente Senatore della Repubblica. È stato presidente della Provincia di Trapani. Rampollo di una antica famiglia imprenditoriale, ( il nonno Giulio fu Senatore del Regno) proprietaria di saline, navi commerciali, ampi latifondi e soprattutto della Banca Sicula di Trapani, primo istituto privato bancario della Sicilia, confluita nel 1991 nella Comit. Quando, nel 1983, lo zio del senatore, che allora era amministratore delegato dell&#8217;istituto, lasciò la carica, questi gli subentrò nell&#8217;incarico. Successivamente è divenuto un membro autorevole di Forza Italia di cui è stato uno dei fondatori. Nel 1994 è stato eletto nel collegio di Trapani Senatore nella XII, fu vicepresidente della commissione Finanze, e per un breve periodo è stato il responsabile economico di Forza Italia. Riconfermato nellaXIII, XIV e nella XV Legislatura. È stato Sottosegretario di Stato per l&#8217;Interno nel secondo e nel terzo Governo Berlusconi (2001-2006). È stato il fautore della presenza a Trapani nel 2005 degli Act&#8217;s della Vuitton Cup, preliminari della America&#8217;s Cup. È stato eletto Presidente della Provincia di Trapani nel turno elettorale del 2006 (elezioni del 11 e 12 giugno), raccogliendo il 55,6% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrodestra, succedendo alla dimissionaria Giulia Adamo. Il mandato amministrativo sarebbe scaduto nel 2011, ma D&#8217;Alì ha rassegnato, dopo poco più di un anno e mezzo dalle elezioni, le sue dimissioni per concorrere alle elezioni politiche anticipate del 13 aprile 2008, nelle quali è risultato nuovamente eletto al Senato con il PdL. Il 22 maggio 2008 è stato eletto Presidente della Commissione Ambiente del Senato.<br />
Foto del Senatore Antonio D&#8217;ALI&#8217; Regione di elezione: Sicilia &#8211; Collegio: 1 (Trapani) Nato il 25 dicembre 1951 a Trapani Residente a Trapani Professione: Amministratore di banca Elezione: 13 maggio 2001 Proclamazione: 18 maggio 2001 Convalida: 25 luglio 2002 Mandati * XII Legislatura Senato * XIII Legislatura Senato * XIV Legislatura Senato * XV Legislatura Senato * XVI Legislatura Senato Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura Governo Berlusconi-II: Sottosegretario di Stato per l&#8217; interno dal 12 giugno 2001 al 22 aprile 2005 Governo Berlusconi-III: Sottosegretario di Stato per l&#8217; interno dal 26 aprile 2005 al 16 maggio 2006 Gruppo Forza Italia: Membro dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale): Membro dal 22 giugno 2001 al 27 aprile 2006 (sostituito da Mario FERRARA fino al 27 aprile 2006)</p>
<p>ISOLATAMENTE 26/09/2009<br />
-“D’Alì deve solo vergognarsi” 04/09/2009 Il sindaco di Favignana Lucio Antinoro replica alle dichiarazioni del senatore Antonio D&#8217;Alì. &#8220;Adesso basta!&#8221;, tuona il sindaco di Favignana Lucio Antinoro, replicando alle dichiarazioni del senatore Antonio D&#8217;Alì che nei giorni scorsi ha paventato il rischio di perdita dei finanziamenti previsti per il porto di Favignana. &#8220;Se siamo in difficoltà e tutta colpa della precedente amministrazione e del senatore Antonio D&#8217;Alì che, per cinque anni, ha appoggiato un sindaco inefficiente che è stato rimosso. Non posso accettare che proprio lui ora accusi la mia amministrazione di inefficienza. D&#8217;Alì non dovrebbe neanche avere il coraggio di parlare. Dovrebbe soltanto vergognarsi&#8221;. Antinoro smentisce le notizie diffuse dall&#8217;esponente del centrodestra e dichiara che non vi è alcun rischio di perdere quei finanziamenti. &#8220;I fondi di cui parla il senatore Antonio D&#8217;Alì non sono a rischio di perenzione&#8221;, dice. &#8220;Ma in ogni caso, mi preme ribadirlo, se siamo in questa situazione è a causa degli errori commessi dalla precedente amministrazione che ha portato avanti una programmazione illegittima. Tutti, dal sindaco agli assessori, compresa Cettina Spataro, che ora punta il dito contro la mia amministrazione, al senatore Antonio D&#8217;Alì, sono responsabili di questa situazione e dovrebbero avere la decenza di restare zitti. Voglio rassicurare tutti i cittadini di Favignana. Noi stiamo lavorando per porre rimedio a questi errori e sono certo che ci riusciremo&#8221;.</p>
<p>ISOLATAMENTE<br />
-CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO DI FAVIGNANA ENTE GESTORE DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI PALERMO 7 LUGLIO 2009 ORE 11.30 PORTO STELLA MARIS Il Comune di Favignana è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con nota del 23.1.2009, chiedeva all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate per il corrente esercizio finanziario sul capitolo di bilancio denominato “spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” assegnate all’AMP nel bilancio dello Stato per la stagione 2009. L’Ente trasmetteva la relazione, individuando le linee di programma ritenute essenziali anche dalle direttive ministeriali e designava il responsabile dell’AMP ed il componente della Commissione di Riserva, in rappresentanza del Comune di Favignana, come previsto dalla vigente normativa. Nelle more dell’emissione dei provvedimenti dovuti, l’Ente costituiva una struttura tecnico- amministrativa qualificata composta da avvocati, docenti universitari, tecnici, web master, manager; redigeva il disciplinare provvisorio di regolamento e di organizzazione della Riserva, aggiornato alla direttiva 2003/44/CE richiamata dal recente Protocollo per la navigazione sostenibile dell’1.2.2007 (trasmesso al Ministero ed alla Capitaneria di Porto competente); realizzava un sito web inserito in rete in tempi rapidi (www.ampegadi.org); poneva in essere attività strutturali ed interventi tecnici e giuridici mai realizzati in precedenza dalla istituzione della riserva (acquisto di sedi alternative a quelle esistenti negli uffici comunali, con fondi non stanziati dal Ministero dell’Ambiente); individuava sinergie di riconosciuta eccellenza (Soprintendenza del Mare dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana e Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare – CoNiSMa) che hanno formulato progetti di gestione di alto profilo relativi alla ricerca scientifica, (già vagliati dalla Direzione Generale del Ministero, che approvandoli li riconosceva efficaci ed essenziali) ed alla archeologia marina; coinvolgeva tecnici esperti, residenti nell’isola di Marettimo (sede della zona integrale della Riserva marina ma anche della più vasta zona B dell’Area Marina Protetta) per gli interventi di monitoraggio, ispezione periodica e di manutenzione delle boe di perimetrazione a mare esistenti; ha provveduto al monitoraggio ed agli interventi necessari per il funzionamento dei segnalamenti a terra; ha operato la bonifica di tutte le spiagge dell’arcipelago e il monitoraggio per la verifica e l’accertamento della sicurezza delle grotte dell’Isola di Marettimo (quasi tutte ubicate nella zona A della riserva marina); stipulava un accordo di programma con tutti i più importanti esercenti commerciali (ivi compresi quelli che operano nel campo turistico, nell’isola dell’arcipelago che ricomprende le zone A e la più estesa zona B), che prevede la promozione di strategie condivise e di azioni integrate finalizzati alla informazione turistica ed alla promozione dell’Area Marina Protetta; realizzava importanti interventi riguardanti le strutture portuali delle isole di Favignana e Marettimo; definiva i lavori di ristrutturazione della Chiesa Bizantina e delle Case Romane ubicati sulla collina sopra l’abitato dell’Isola di Marittimo; ha appaltato i lavori di ristrutturazione del Castello Aragonese di Punta Troia. Nonostante ciò, il Ministero inspiegabilmente ritardava l’emissione dei provvedimenti dovuti. A seguito dei numerosi solleciti dell’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, rimasti tutti privi del benché minimo riscontro (l’ultima nota inviata dal Ministero all’Ente Gestore è datata 23.01.2009) per ottenere i provvedimenti previsti dalla legge (il Ministro dell’Ambiente si è persino rifiutato di incontrare il Sindaco), trascorsi oltre quattro mesi ed acquisita una petizione popolare firmata da numerosissime persone (oltre 1000 firme raccolte), inviata per conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed a tutte le massime cariche dello Stato e della Regione Siciliana), la Sig.ra Guccione Maria ed il Sig. Donato Sardella, rispettivamente Assessore al Turismo e Capogruppo Consiliare a Favignana, avendone interesse anche ai sensi dell’art. 328 del codice penale, inviavano in data 4 maggio 2009, a mezzo di un legale, una nota al Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo, al Capo di Gabinetto del Ministro dott. Michele Corradino ed al Segretario Generale del Ministero dott. Marco De Giorni, con la quale si chiedeva che venissero emessi i provvedimenti dovuti. Solo a questo punto il Ministro dell’Ambiente, con nota del 22 maggio 2009, assumendo inopinatamente e genericamente “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti…anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” chiedeva al Presidente della Regione Siciliana il suo parere, obbligatorio e vincolante, in forza del Protocollo sottoscritto in data 14 marzo 2001, per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla “per un periodo non superiore a sei mesi, alla Capitaneria di Porto territorialmente competente, ai sensi della legge 979 del 1982. Il Presidente della Regione Siciliana, On.le Raffaele Lombardo, con nota del 9 giugno 2009, esprimeva un forte diniego al Ministro dell’Ambiente, rilevando di avere accertato che “il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata che ha già posto in essere, in breve tempo, interventi strutturali, normativi e tecnici mai realizzati in precedenza; tale struttura, della quale fanno parte anche esperti avvocati, docenti universitari, manager e tecnici, ha già formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, una relazione programmatica di alto profilo ed ha realizzato un sito web (già nella rete: <a href="http://www.apegadi.org" rel="nofollow">http://www.apegadi.org</a>) individuando sinergie con partners di riconosciuta eccellenza come la Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana ed il Conisma. Non si comprendono, per quanto su esposto, le ragioni che dovrebbero giustificare il provvedimento di affidare la gestione provvisoria dell’area marina protetta alla Capitaneria di Porto , dal momento che il Comune di Favignana si è dimostrato efficiente al punto da avere già realizzato meritevoli interventi, adottando misure concrete e tempestive per la bonifica delle spiagge e dei litorali e la messa in sicurezza delle grotte dell’isola di Marettimo, rendendo la riserva fruibile al pubblico dei turisti e dei visitatori“. Il Governatore, così concludeva : “per questi motivi, nel reiterare il mio dissenso per l’affidamento della gestione provvisoria dell’Area Marina Protetta alla Capitaneria di Porto, auspico che la S.V. voglia definire il procedimento richiesto dal Comune di Favignana, Ente Gestore dell’Area Marina Protetta, al fine di incentivare lo sviluppo economico e turistico dell’isola“. Nonostante ciò, il Ministro dell’Ambiente ritarda ancora ingiustificatamente l’emissione dei provvedimenti autorizzativi, mantenendo immotivatamente il Comune di Favignana in una situazione di grave difficoltà, mortificando il territorio, il suo sviluppo turistico, economico ed occupazionale. Da informazione acquisite, anche da fonti ministeriali, risulterebbe che il Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo si trovi attualmente in una posizione di grave difficoltà decisionale per le forti pressioni (della cui natura non si comprende il significato) di un politico trapanese (non meglio identificato) che avrebbe chiesto con insistenza al Ministro, senza che ve ne fosse alcuna ragione, un provvedimento di revoca della gestione al Comune di Favignana, che impedirebbe al territorio di crescere. E’ forte il rammarico, la tensione e l’impotenza che si avvertono sul territorio delle tre isole, a causa dell’arroganza politica di pochi; la popolazione dell’arcipelago, già fortemente penalizzata per la crisi economica in atto e dove la disoccupazione tocca punte elevatissime (30%) si appella Presidente della Repubblica ed anche alle forze politiche sane, affinché intervengano presso il Sig. Ministro dell’Ambiente On.le Stefania Prestigiacomo, perchè emetta senza indugio i provvedimenti legittimi impedendo che il territorio venga gestito con metodi che nulla hanno a che vedere con le regole democratiche. </p>
<p>VARI AUTORI</p>
<p>Dov&#8217;è la coscienza del bene comune? Il senso di responsabilità della classe politica? Ma è possibile che nessuno si occupi veramente degli interessi della gente?</p>
<p>Antinoro ha fallito e deve dimettersi. Ovvio che la Prestigiacomo e D&#8217;alì l&#8217;hanno battuto. Rivogliamo Ernandez!La riserva con lui non funzionava ma almeno non gli è stata scippata. rifacciamo le elezioni e vediamo se vince di nuovo Antinoro!</p>
<p>Credo che lo Stato dovrebbe espropriare tutte le isole dello stagnone ai privati ivi comprese le strutture esistenti e fare un grande parco lì, facendo lavorare tante persone.</p>
<p>Pure rifondazione&#8230;sei proprio uno che non capisce quello che dice. Nell&#8217;isola lunga ci sono già tanti alberghi che lavorano tantissimo in estate. vengono da tutto il mondo, già lavora perchè si dovrebbe espropriare per fare un favore ai comunisti? ma va la!</p>
<p>Si plachi il sindaco di Favignana, deve capire che o si fanno accordi con Tonino D&#8217;alì o nel trapanese non si va da nessuna parte. D&#8217;altra parte il parco per Antinoro è anche meglio vista la disoccupazione che c&#8217;è nel suo territorio. D&#8217;Alì potrebbe far lavorare tutti, se vuole, e&#8217; lui che sta al Senato ed è a lui che tutti sinistra e destra dovrebbero fare riferimento. A Trapani staremmo tutti meglio.</p>
<p>Date tempo al Ministro dell&#8217;Ambiente Prestigiacomo, lei con la Sogesid dell&#8217;avv. Pelaggi saprà come risolvere il problema della riserva marina. La Sogesid è stata finanziata recentemente proprio per risolvere la questione delle egadi e del litorale trapanese. Lei ha voluto l&#8217;avv. Pelaggi come direttore della Area marina Protetta delle Isole Egadi per questo motivo, spiace che Antinoro non l&#8217;abbia capito. Il parco poi è una grande riserva marina e terrestre ed è meglio. Per esempio a Marettimo finalmente la caccia sarà vietata. Poi se qualcosa non andrà sono sicura che ci sarà l&#8217;aiuto di berlusconi.</p>
<p>Un mare di inutili discussioni, ma qualcuno si è mai domandato perchè Montecarlo è così e Trapani, Paceco e le Egadi sono così. Da noi non funzionerà mai nulla, troppi interessi privati.</p>
<p>E&#8217; inutile che Antinoro si lamenta, si oppone, a che serve? lui è solo, prima finisce sta commedia e meglio è. Se tutti vogliono il parco , il parco si deve fare, il suo parere che può contare contro tutti quelli degli altri sindaci, non l&#8217;ho capito chi si crede il sindaco di Boston? Si deve fare il parco avremo tutti più turisti e più lavoro. Sempre favignana, favignana, non se ne può più! Un pò agli altri deve lasciare favignana.</p>
<p>Sono con Antinoro. Come si possono mettere insieme più comunità tra loro sono molto diverse? E poi dove sono le infrastrutture. Mi sembra lo stesso discorso del ponte sullo stretto. Nel comprensorio mancano le autostrade, i raddoppi, mancano i servizi fondamentali,i porti nelle isole minori, l&#8217;acqua, però si deve fare un carrozzone: il parco, che non funzionerà mai. Anche perchè ci sarà un consiglio di amministrazione, un presidente che prenderanno stipendi d&#8217;oro, saranno nominati dai politici non saranno capaci. Credo che se ne fregheranno del territorio, ci metteranno i trombati delle elezioni, che saranno incapaci e faranno solo danno all&#8217;erario. Nel Trapanese ci sono altre prioriotà.</p>
<p>I favignanesi sono tutti con il sindaco, ormai quà il senatore ha perso le elezioni ed ernandez non fa più politica</p>
<p>Ho appreso ora che Antinoro è contro il parco nazionale. Non capisco tutto questo macello. Non è che c&#8217;è il parco, prima devono sentire non solo i sindaci ma anche la popolazione, dobbiamo essere d&#8217;accordo, ci deve essere una maggioranza non può decidere d&#8217;alì. Certo antinoro si è fatto un autogol</p>
<p>Si faccia un referendum, non è democratico imporre un parco senza sentire chi abita sul territorio. a marettimo sono tutti contrari perchè finirebbe la caccia</p>
<p>Sono le solite iniziative di d&#8217;alì che non si realizzeranno mai, come qualella di unificare Erice e Trapani, vedrete che la adamo si metterà di traverso lei sta con miccichè che è certo politicamente più forte di tonino d&#8217;alì. Miccichè dirà alla prestigiacomo di bloccare tutto appena si accorgerà che di mezzo c&#8217;è d&#8217;alì. Ormai nel pdl hanno problemi. Non andrà da nessuna parte questa iniziativa.</p>
<p>Se a noi sto parco ci darà lavoro ben venisse. Mi fido ciecamente di d&#8217;alì il senatore.</p>
<p>CONVEGNO DI LEGAMBIENTE Messaggiodi staff » 20/12/2008, 12:33<br />
-Fa bene Legambiente a tenere vivo il dibattito e il confronto sui parchi. E fa bene Tozzi a vivacizzarlo anche con critiche alla associazione di Federparchi che sta preparando il suo congresso anche se talvolta sembrano un po’ ingenerose. Ma ci sono tempi in qui bisogna darsi una mossa e questo è senza ombra di dubbio uno di quei momenti come anche l’intervista a Niccoletti mette bene a fuoco. Quello che forse finora non è emerso con sufficiente chiarezza è che la vicenda dei parchi è solo un aspetto per quanto importante di una vicenda istituzionale che si sta trascinando nella maniera più intrigata, confusa e allarmante. I tagli non riguardano certo solo i parchi. L’efficacia delle gestioni e la competenza degli amministratori non riguarda certamente solo gli enti parco. I parchi a differenza di altre istituzioni hanno semmai meno personale rispetto alle loro esigenze di funzionamento. Li non abbondano i fannulloni, scarseggiano i tecnici, spesso i direttori. Non si stratta ovviamente di stendere alcun velo pietoso in nome del fatto che non siamo soli a dover vedere le nostre bucce. Più semplicemente si tratta di ricondurre anche il nostro dibattito nell’ambito di quella più generale discussione istituzionale, perché mai come in questo momento tutto si tiene. Se per i parchi circolano cervellotiche idee non è che siano migliori quelle che riguardano le province o le comunità montane o i piccoli comuni e ora anche le aree metropolitane. Non è vero che si tratta soltanto o principalmente di soldi perché se le funzioni istituzionali si incasinano ulteriormente non avremo risparmi ma altri sprechi. E’ parsimonioso un sistema istituzionale che funziona al meglio. E ora il sistema -parchi inclusi- non funziona al meglio e neppure in misura passabile. Detto questo anche per ricordare che noi toscani abbiamo una opportunità in più per poterlo fare con la discussione iniziata sulla nuova legge regionale sui parchi che non sembra per la verità eccitare molto neppure gli addetti ai lavori, vanno aggiunte alcune annotazioni sul piano nazionale. Quando si parla di parchi e specialmente di aree protette marine (di cui la vicenda della Meloria è una caso esemplare nella sua scandalosità, ma anche l’Arcipelago Toscano non scherza))si dice -e lo ha fatto anche nell’incontro romano di Legambiente l’on D’Ali presidente della commissione ambiente del Senato- che la legge 394 è vecchia e dopo 17 anni quasi 18 sarebbe bene metterci mano. Stupisce che un parlamentare con la sua responsabilità ignori che dal 98 –dieci anni fa- la Legge Bassanini aveva di fatto azzerato l’assetto nazionale ministeriale previsto dalla legge quadro perché fosse ‘riodinato’ -dice la legge- per adeguarlo alle riforme della pubblica amministrazione che prendevano allora avvio. Il tutto -diceva la legge- sentite le regioni, ma la legge 426 pochi mesi dopo corresse e scrisse d’intesa. Gli risulta all’on D’Ali che in 10 anni non è stato fatto nulla? Come fa dunque, e non solo lui a onor del vero, a parlare di legge quadro da cambiare quando lo è già stata eccome e grazie all’inerzia del ministero ma anche del parlamento tutto è rimasto lettera morta senza alcun riordino. Perché sia chiaro cosa significa va ricordato che oggi il ministero non ha il comitato stato regioni, non ha piano triennale, non ha la Consulta tecnica, non ha predisposto la Carta della natura, insomma non ha alcuna cabina di pilotaggio effettiva. In compenso pretende di scegliere lui i direttori dei parchi e far comunicare da una capo gabinetto che decreti che hanno compito il loro lunghissimo giro e ricevtuo le firme necssarie saranno rinviati per l’ennesima volta. E se non bastasse per le aree protette marine che vanno a rotoli, il ministero decide di volta in volta di gestirle (con due palanche) come più gli aggrada in barba alla legge quadro; lì con un comune, là con una provincia o l’universita, altrove con un consorzio che cambia magari in corso d’opera. Quando D’Ali dice che gli enti parco andrebbero rivisti per taluni aspetti dice una cosa che si può discutere per sburocratizzare intanto i controlli ministeriali asfissianti e se intanto non si continua ad ignorarli abusivamente per le aree marine. Avvii finalmente il parlamento una indagine seria su questi punti e non si limiti ogni tanto a visitare qualche parco di cui non resta traccia di sorta. Chieda al governo perché dopo 10 anni una legge di 7 anni più giovane della 394 è rimasta totalmente ignorata e inattuata. Se non lo fanno il parlamento e il governo chi deve farlo, le Fondazioni?.</p>
<p>-PARLAMENTO: NON CI SONO SOLDI PER I PARCHI  27/09/2009 12:46:42<br />
Qualcuno forse la conosce già, ma sul forum ancora non ho visto l&#8217;interrogazione che è stata presentata al Ministero dell&#8217;Ambiente sui parchi da ALESSANDRO BRATTI venerdì 19 dicembre 2008, seduta n.108 BRATTI, BRAGA, FRANCESCHINI e MARIANI.<br />
- Al Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare. &#8211; Per sapere &#8211; premesso che: il nostro Paese conta un numero rilevante di aree protette nazionali, regionali e locali che unitamente ai siti della rete Natura (SIC e ZPS) proteggono, attraverso forme speciali di tutela, circa il 22 per cento del territorio italiano; l&#8217;Italia è uno dei paesi dell&#8217;UE più ricchi di biodiversità con circa 57.000 specie animali e 5.600 specie vegetali, pari a circa il 50 per cento di tutte quelle presenti in Europa, di cui il 13 per cento endemiche; l&#8217;UE, attraverso il VI programma comunitario di azione ambientale, si è posta l&#8217;obiettivo di arrestare la perdita della biodiversità entro il 2010; i parchi nazionali e le aree protette marine rappresentano, nel quadro più generale del sistema nazionale delle aree protette, le tipologie di protezione maggiormente improntate alla conservazione dei valori naturali, storici, culturali ed antropologici; i parchi nazionali e le aree marine protette sono sottoposti alla vigilanza del Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare che ne finanzia anche gran parte delle attività; per fronteggiare la perdita di biodiversità in atto occorre rafforzare ed estendere il numero e la superficie delle aree protette nazionali, regionali e locali, sia terrestri che marine, attraverso una azione concertata tra lo Stato centrale, le regioni, il sistema delle autonomie locali e dei principali portatori di interesse generale e di settore, quali, in particolare, associazioni ambientaliste e agenzie scientifico-culturali, agricoltori e imprese agroalimentari, forestali e artigianali, pescatori, operatori turistici; per conferire la massima efficacia alle azioni attive per conservare e valorizzare la biodiversità presente nel nostro Paese, e per contribuire a fare delle stesse aree protette nazionali dei grandi catalizzatori di produzioni tipiche e di qualità, di buone pratiche ecosostenibili, di didattica formativa, di ricerca scientifica applicata, di educazione e divulgazione naturalistica, di attrattività turistica serve dotarle di mezzi, strumenti e risorse umane e finanziarie adeguate; le recenti scelte di finanza pubblica varate dal Governo hanno ridotto le già scarse risorse a disposizione del Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, in particolare per i parchi nazionali e per le aree marine protette; recentemente sembra sia stata impartita, dal capo di gabinetto del Ministro dell&#8217;ambiente, della tutela del territorio e del mare una direttiva con la quale si afferma che gli enti parco nazionali, svolgendo funzioni di interesse pubblico, non possono essere trasformati in soggetti di diritto privato, contraddicendo pertanto quanto precedentemente affermato dal Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare circa la volontà di trasformare gli enti parco in non meglio definite fondazioni; finora il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare non ha ancora incontrato i rappresentanti dei parchi nazionali e delle aree marine protette, così come i Presidenti delle comunità dei parchi e delle Regioni che pur esercitano importanti competenze in merito alla gestione dei parchi nazionali quali l&#8217;intesa per la nomina del presidente, l&#8217;approvazione del piano del parco e del piano di sviluppo economico e sociale -: se le risorse per il 2009 destinate al funzionamento dei parchi nazionali verranno confermate in entità pari a quelle effettivamente erogate nell&#8217;anno 2008 o se saranno invece ridotte e per quale entità; se le risorse per il 2009 destinate al funzionamento delle aree marine protette verranno confermate in entità pari a quelle effettivamente erogate nell&#8217;anno 2008 o se saranno invece ridotte e per quale entità; se siano previste risorse finanziarie a favore dei parchi nazionali specificatamente rivolte a finanziare spese di investimento per mettere così in grado gli stessi enti di gestione di potere utilizzare tali disponibilità per cofinanziare i progetti assistiti da contributi afferenti ai programmi regionali di sviluppo rurale 2007-2013 e ai programmi operativi regionali del FESR; se non intenda incontrare al più presto i rappresentanti dei parchi nazionali e delle aree marine protette per esaminare i principali problemi che attengono all&#8217;attività di questi enti; se non intenda incontrare i rappresentanti delle regioni per concordare le modalità più efficaci per produrre lo sforzo richiesto anche al nostro paese dall&#8217;UE e volto a contribuire ad arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 nonché per esaminare i problemi che attengono alla realizzazione della rete Natura 2000 e infine alla costruzione del sistema nazionale delle aree protette</p>
<p>VARI AUTORI</p>
<p>Non ci sono soldi ed il ministro dell&#8217;Ambiente non incontra mai nessuno. Perchè si vogliono buttare dei soldi dei cittadini se le cose poi non funzionano?</p>
<p>Gianluca, forse non hai letto bene, i soldi si trovano, l&#8217;ha detto il senatore d&#8217;alì, tu vuoi entrare al parco? devi pagare! vuoi vedere le saline? devi pagare! vuoi vedere la verdeggiante isola lunga? devi pagare! Proprio sei distratto, scusami se te lo dico, ma ti mancano alcuni passaggi. Quindi tu a casa tua paghi e gli altri si prendono i soldi.</p>
<p>LA SICILIA -&#8221;UN PARCO UNICO NEL MEDITERRANEO&#8221; -CONVEGNO 27/09/2009<br />
- A Favignana si parla di rilancio del turismo anche nelle isole minori Trasformare l&#8217;insularità, che finora ha costituito uno svantaggio, in risorsa per la valorizzazione dei beni ambientali e culturali. E&#8217; l&#8217;idea proposta nel corso del convegno «Le isole &#8211; Un parco unico del Mediterraneo &#8211; presentazione dei programmi di sviluppo», che si è svolto ieri a Palazzo Florio a Favignana. Protagonisti i rappresentanti delle isole minori, che hanno deciso di riunirsi in consorzio con l&#8217;obiettivo di creare un parco unico del Mediterraneo. La prima iniziativa è legata alla stesura del documento preliminare di proposta del Progetto Integrato Territoriale. In ballo ci sono poco meno di trentotto milioni di euro, che rappresenterebbero un&#8217;opportunità per modificare radicalmente lo scenario attuale, per trasformare le isole da terre con problemi e svantaggi per le difficoltà di collegamenti e la marginalità geografica a zone ideali per il turismo culturale e non solo. A parlare del parco unico del Mediterraneo sono stati, tra gli altri, Franco Cavallaro, Nadia Sgaramella (Comitato assistenza tecnica del Pit), Giuseppe Giunta (Presidenza Regione Siciliana), Antgonio Triglia (Formez). Andreana Patti di Eures Group ha illustrato lo sportello unico delle isole minori, mentre il Sottosegretario di Stato al Ministero dell&#8217;Interno ANTONIO  D&#8217;AlLI&#8217; ha proposto «la costituzione di un tavolo interistituzionale di studio per l&#8217;ottimizzazione delle risorse destinate alle isole minori ed in particolare a quelle siciliane». «Gli attori del tavolo &#8211; ha proseguito D&#8217;Alì &#8211; saranno il governo nazionale, quello regionale e le amministrazioni locali che, con tutti gli strumenti di utilizzo dei fondi comunitari e dei fondi messi a disposizione dai vari livelli istituzionali, porteranno avanti l&#8217;idea guida del turismo culturale». Il sindaco di Favignana GASPARE ERNANDEZ si è soffermato «sulla specifica identità che comporta una forte caratterizzazione ed un significativo senso di conservazione del territorio, che deve diventare la base per uno sviluppo alternativo». Il direttore della Riserva marina delle Egadi LiILIANA D&#8217;ANGELO ha parlato della «grande risorsa rappresentata dal mare, elemento comune delle otto isole che fanno parte del consorzio». Al convegno hanno partecipato anche il senatore Giuseppe Bongiorno e il sottosegretario al Ministero dell&#8217;Ambiente Roberto Tortoli. I progetti devono essere presentati alla Regione entro il prossimo mese di dicembre. </p>
<p>VARI AUTORI</p>
<p>Io mi devo imbarcare ogni anno per sfamare la mia famiglia e devo fare arricchire qualcuno con il parco delle Egadi? Trovatemi un posto di lavoro invece di fare chiacchere</p>
<p>Vorrei un lavoro nel parco. sarà possibile? lavoreremo tutti? Potremo andare anche noi a lavorare nelle Egadi e pescare come fanno i favignanesi? Se tutto ciò sarà possibile allora ben venga il parco.</p>
<p>Sono con antinoro. Non vogliamo il parco. Lo fanno così non potremo ne pescare ne andare a caccia. tanto loro i politici se ne vanno nelle riserve a cacciare e noi non potremo nemmeno uscire di casa.</p>
<p>Certo che per un disoccupato che deve campare la famiglia, questi discorsi sembrano veramente strani. se per un pò di pioggia trapani si allaga e il sindaco litiga con il prefetto&#8230;. cosa accadrà quando ci sarà il parco ed a litigare saranno diversi sindaci che rappresenteranno il proprio territorio, magari alcuni di destra ed altri di sinistra. credete a me meglio stuppare i tombini e non avere problemi di allagamento. il parco sarà un carrozzone che servirà solo ai politici per fare soldi.</p>
<p>Discorsi inituli&#8230;basterebbe soltanto far funzionare l&#8217;area marina protetta delle isole egadi e poi magari fare delle riserve orientate a paceco e trapani.</p>
<p>Non credo che si arrivi a fare il parco, l&#8217;on. Giulia Adamo sa bene che un carrozzone di tal genere non è adeguato per un territorio dove è difficile andare d&#8217;accordo anche all&#8217;interno della stessa coalizione e farà di tutto per impedire che il senatore d&#8217;alì possa raggiungere il suo obiettivo che finirebbe per complicare le sorti di una provincia &#8220;difficile&#8221;. Il Sindaco di Marsala è persona lungimirante è si opporrà con tutti i mezzi. Ormai D&#8217;alìè solo!</p>
<p>Finalmente si è capito perchè la riserva marina delle Isole Egadi è stata bloccata per oltre un anno. Ricorderete che la Ministra Prestigiacomo fece di tutto per ingessare un ente che stava funzionando e che aveva prodotto risultati mai raggiunti dalla sua istituzione. Ci ha provato con il fantomatico commissariamento e dopo il diniego del presidente della regione ha beffato Antinoro che ha abbocato all&#8217;amo. Ovvio che gli interessi in gioco sono due: il parco del senatore d&#8217;alì e far lavorare la Socesid dell&#8217;avv. Pelaggi. Ma a chi giova tutto ciò? Bravo il sindaco di Favignana, non dovevi mantenere la gestione diretta della Riserva marina?</p>
<p>Antinoro purtroppo ha fallito e continua a perseverare non capendo che con il suo comportamento soft è diventato ostaggio di &#8220;alcuni&#8221; e preda di &#8220;taluni&#8221;. Si volti pagina date spazio ai giovani che se la meritano.</p>
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		<title>Commenti su Sciopero della Siremar, disagi a Marettimo di salvatore</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/2009/09/28/sciopero-della-siremar-disagi-a-marettimo/#comment-112</link>
		<dc:creator>salvatore</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 14:58:45 +0000</pubDate>
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		<description>salve,mi chiamo Salvatore Gallitto,sono un Favignanese (nativo)che da 35 anni vive fuori sede.vorrei suggerire alla giunta comunale, al sig sindaco Lucio Antinoro,e alla cittadinanza tutta,se non sia arrivato il momento di accendere un mutuo,per l&#039;acquisto sia di un aliscafo,sia di una nave traghetto,magari di piccole dimensioni.che possa sopperire ai bisogni degli isolani isolati.basta con queste minacce di scioperi,la popolazione hà bisogno continuo di spostamenti.

distinti saluti

Salvatore Gallitto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve,mi chiamo Salvatore Gallitto,sono un Favignanese (nativo)che da 35 anni vive fuori sede.vorrei suggerire alla giunta comunale, al sig sindaco Lucio Antinoro,e alla cittadinanza tutta,se non sia arrivato il momento di accendere un mutuo,per l&#8217;acquisto sia di un aliscafo,sia di una nave traghetto,magari di piccole dimensioni.che possa sopperire ai bisogni degli isolani isolati.basta con queste minacce di scioperi,la popolazione hà bisogno continuo di spostamenti.</p>
<p>distinti saluti</p>
<p>Salvatore Gallitto</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su .SEGNALALO A ISOLATAMENTE di lucky</title>
		<link>http://isolatamente.wordpress.com/segnalalo-a-isolatamente/#comment-107</link>
		<dc:creator>lucky</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 10:20:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://isolatamente.wordpress.com/?page_id=93#comment-107</guid>
		<description>la petizione firmara è depositata al comune per la raccolta delle firme qui viene riportato solo il testo della petizione . certo che prima di parlare bisobna far ativare il cervello. e comunque viva il coragio &quot;ANONIMO&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la petizione firmara è depositata al comune per la raccolta delle firme qui viene riportato solo il testo della petizione . certo che prima di parlare bisobna far ativare il cervello. e comunque viva il coragio &#8220;ANONIMO&#8221;</p>
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